Piccioni: “Il progetto rivoluzionario di Mascaro è stato bocciato” · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Piccioni: “Il progetto rivoluzionario di Mascaro è stato bocciato”

giovedì 14 aprile 2016

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – “Inaccettabile il silenzio assordante in questa città sulle dimissioni della scorsa settimana nella giunta Mascaro e sulla vicenda che ha riguardato il padre del Presidente del Consiglio Comunale Francesco De Sarro”. Parte dall’attualità politica cittadina, l’intervento del consigliere comunale di “Lamezia Insieme” Rosario Piccioni, che ha incontrato gli operatori dell’informazione insieme alla senatrice Loredana De Petris capogruppo di Sinistra Italiana al Senato, prima dell’iniziativa di conclusione della campagna elettorale per il referendum di domenica 17 aprile.
“Quando leggo “non vedo la reale volontà di cambiamento, la svolta epocale alla quale avrei voluto partecipare”, qualcuno potrebbe pensare che si tratti di Rosario Piccioni, di quello che il Sindaco Paolo Mascaro ha pubblicamente chiamato il “professorino”. Invece no. Queste parole sono state usate dall’ ex assessore della giunta Mascaro Chiara Puteri nella lettera di dimissioni resa pubblica la scorsa settimana. E insieme a lei, non una personalità qualsiasi, ma il vice sindaco Francesco Caglioti, la persona che insieme a Paolo Mascaro ha costruito il progetto che ha portato alla vittoria delle scorse amministrative, nella sua lettera parla di “perdita di entusiasmo”, di diverso approccio politico rispetto al Sindaco. Il dato è sotto gli occhi di tutti: c’è una bocciatura di quel progetto rivoluzionario di cambiamento che Mascaro annunciava un anno fa in campagna elettorale. Il cambiamento annunciato da Mascaro non si è mai visto in questa città: vediamo una città ferma, con i progetti ereditati dall’amministrazione precedente bloccati. Lo stesso Paolo Mascaro, che un anno fa annunciava di voler rivoluzionare la macchina amministrativa e rispettare i tempi, oggi ci porta al 14 aprile con il bilancio consuntivo 2016 che ancora non è stato approvato in giunta. Quasi sicuramente ci sarà una diffida prefettizia e c’è il rischio concreto di scioglimento del consiglio comunale per mancata approvazione. Il Sindaco che voleva rompere con i tempi della vecchia politica e che ha varato la giunta nel giro di una settimana, oggi si appiglia a un cavillo dello Statuto e annuncia di voler prendere tempo per nominare il nuovo vice sindaco e il nuovo assessore al bilancio. Altro che rivoluzione! Siamo fortemente preoccupati per la città”.
E’ questa l’analisi di Rosario Piccioni rispetto alle vicende politiche degli ultimi giorni. Piccioni parla di una maggioranza “paralizzata dalle sue contraddizioni interne” e che “nonostante il Sindaco dica di non avere problemi perché in consiglio la maggioranza tiene, non è certamente il dato numerico a certificare il buono stato della coalizione. I malumori e i malcontenti si toccano con mano ogni giorno. L’Udc più di una volta ha parlato di appoggio esterno e si è astenuta in diverse occasioni nelle votazioni in consiglio. Anche all’interno di Lamezia Unita, la forza civica più importante che ha sostenuto il progetto di Paolo Mascaro, c’è una frangia che parla di appoggio esterno. La città ha bisogno di chiarezza. E’ inaccettabile il silenzio su quello che è successo nei giorni scorsi. E’ inaccettabile che una città resti paralizzata dalle contraddizioni e dalla mancanza di visione politica di questa maggioranza. Se non ci sarà una reale spinta propulsiva da parte del Sindaco, prevedo brutti tempi per questa città”.
Piccioni interviene anche sulla vicenda che ha riguardato il presidente del consiglio comunale De Sarro, parlando di “scorrettezza istituzionale della maggioranza che prima aveva assunto in aula l’impegno di discutere in consiglio della vicenda su mia proposta e in più occasioni in conferenza dei capigruppo ha impedito che si arrivasse a concordare una data. Il 1 aprile la maggioranza ha fatto saltare la conferenza dei capigruppo e solo grazie all’intervento di alcune forze responsabili è stata aggiornata per consentire la presenza del Sindaco. Il 5 aprile, alla presenza del Sindaco, la maggioranza ha fatto mancare il numero legale. Non possiamo lasciare insabbiare una vicenda che riguarda la seconda carica istituzionale della città. Se pendono ombre sul presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, il danno non è per Rosario Piccioni ma per la terza città della Calabria. Noi vogliamo chiarezza. Il Sindaco ha il dovere di prendere posizione. Se la maggioranza non consentirà di discutere in aula la vicenda come tutte le forze di maggioranza e anche il Sindaco si erano impegnati, come centrosinistra faremo ricorso all’art. 25 del regolamento del consiglio comunale”.
Dal consigliere di opposizione, una forte denuncia sulla chiusura di alcune sezioni elettorali nelle zone montane. “E’ inaudito che solo oggi, a tre giorni dal referendum, l’amministrazione stia comunicando la chiusura di sezioni elettorali nelle zone montane e di aver attivato il servizio navetta della Multiservizi per raggiungere le sezioni elettorali in centro. Avrebbe dovuto comunicarlo per tempo. Tanti cittadini ci stanno contattando per dirci che non potranno andare a votare: è un fatto estremamente grave, una grave responsabilità politica di questa amministrazione che rischia di compromettere la partecipazione al voto per molti cittadini”.
La senatrice Loredana De Petris ha denunciato “l’operazione di boicottaggio del referendum portata avanti dal governo Renzi. Questo governo si sta comportando in senso contrario a quanto predicava alla Leopolda: taglia le gambe alle energie rinnovabili e fa regali alle compagnie petrolifere. Bisogna far capire ai cittadini che delle 88 piattaforme interessate dal provvedimento, più della metà sono ferme. Delle concessioni attualmente attive, a noi risulta che solo 9 pagano le royalties. Nessun guadagno per noi dalle piattaforme, ma solo un business per pochi e rischi per l’ambiente e la salute delle persone. La vittoria del sì sarà un segnale forte al governo Renzi per far capire che vogliamo un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese”.

loading...