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Gianfranco Calidonna (NCD): “Facile puntare dito contro vittime estorsione che poi durante processo ricorrono a ‘non ricordo'”

domenica 15 novembre 2015

nuovo_centro_desLAMEZIA TERME (CZ) – “E’ veramente sintomo di un forte malessere quello di chi, con facilità, punta il dito contro le vittime di estorsione che hanno avuto il coraggio di denunciare i propri aguzzini e poi durante il processo ricorrono a tanti “non ricordo”.” Così Gianfranco Calidonna, commissario cittadino di NCD.

“Questi illustri giustizieri, con storie politiche alle spalle e presidenze di associazioni antiracket cittadine, sanno quanto sia difficile affrontare un processo e quante poche garanzie di tutela spesso vi siano? Sanno quanto le famiglie incidano in scelte comunque scomode e pericolose? Sanno che cosa significa sentirsi fragili ed indifesi? Conoscono il sentimento della paura? Non penso proprio, altrimenti se così fosse, avrebbero dovuto, soprattutto per i ruoli politici rivestiti, e per le finalità enunciate sulla carta e sui palchi delle associazioni presiedute, agire con maggiore forza e determinazione contro il sistema di ingiustizie ed iniquità sociali che espongono tante persone perbene all’abbraccio mortale con i malavitosi.
Perché questi soloni non hanno mai fatto uno straccio di battaglia o di proposta contro l’iniquo sistema di accesso al credito in Calabria? Basti pensare che il costo del denaro nella nostra terra è di 5-6 punti percentuale maggiore che nel resto del Paese. E, in particolare, perché non si sono mai espressi, sulle ingiustizie che a Lamezia la Pubblica Amministrazione ha compiuto, soprattutto quando si è avvolta con il mantello luccicante dell’antimafia”, esibito come un costume di scena? Dove erano questi soloni, quando sono state fatte scelte spesso in “deroga” (come nel caso di molti permessi a costruire “utili” a tenere in piedi il Consiglio comunale e il gruppo di potere al governo della città) compromettendo il bene comune a vantaggio dei cosiddetti grandi imprenditori e creando un divario sempre più ampio tra chi può e chi non può? E cosa più grave, rendendo la P.A. una rete dalle maglie inestricabili dove i più piccoli restano impigliati, mentre, per i cosiddetti grandi, gli amici e gli amici della cricca, si dilatano e si allentano per favorire il passaggio di qualsiasi iniquità. Ai galantuomini ancora tali che, nonostante tutto, con onestà e serietà si battono, pur con i loro limiti, per una società migliore, va il nostro tributo. A volte basta poco per dare il buon esempio. Basterebbe il silenzio.”

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