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Piccioni (Lamezia Insieme): “Su centrale biomasse dialogo e confronto con esperti in materia”

lunedì 10 agosto 2015

consigliere_piccioniLAMEZIA TERME (CZ) – Sull’ipotesi di costruzione di una centrale biomasse in Via del Progresso, occorre subito fare chiarezza e attenersi a valutazioni tecniche del progetto, salvaguardando tre principi fondamentali a mio avviso imprescindibili che cito in ordine di importanza: la salute dei cittadini, la sostenibilità ambientale, il sostegno da parte dell’amministrazione pubblica a quelle imprese che, nel rispetto delle leggi, vogliono investire nell’innovazione tecnologica e nell’efficientamento energetico.
Come movimento “Lamezia insieme”, grazie al prezioso ed impagabile contributo dell’ingegnere Gianluca Nunnari, abbiamo posto il tema dell’investimento nelle energie rinnovabili e della green economy tra i punti chiave del nostro programma, come risorsa su cui puntare per una città moderna, in grado di misurarsi con le altre città italiane, attivando un circolo virtuoso di crescita economica ed occupazionale. Tutto ciò non può prescindere dalla necessità di un dialogo costruttivo e non ideologico con i cittadini, i movimenti, le associazioni; un dialogo che necessariamente richiede il contributo di esperti in materia, in modo da escludere qualsiasi opposizione strumentale.
La legislazione italiana, recependo la normativa europea, offre una definizione molto ampia di “biomassa”, includendo tutta “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, compresa la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde urbano nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.
Noi non siamo per un’opposizione ideologica e aprioristica ma si deve essere ben chiari su due aspetti tecnici fondamentali: il materiale che si vuole bruciare; il tipo di sistema di filtraggio.
Una centrale di biomasse infatti è come una sorta di “camino” che può bruciare materiale di vario tipo ed è su questo punto che occorre fare una prima valutazione: la produzione di energia da biomasse non è “nociva “ di per sé, ma dipende dal tipo di combustile utilizzato. Ben venga bruciare alcuni componenti organici quali il legno, e gli scarti di potatura ad esempio. Non certamente i rifiuti. Perché la produzione di energia avvenga nel rispetto delle leggi e in condizioni di sicurezza per l’ambiente e la salute dei cittadini è inoltre necessario che la centrale sia dotata di filtri adeguati per contenere i gas nocivi e che tali filtri vengano controllati e monitorati nel tempo, come è avvenuto e avviene nelle centrali di tutta Italia, anche in quelle calabresi.
Un altro tema su cui vorrei soffermarmi è quello della trasparenza e della partecipazione: occorre che il Comune e i cittadini abbiano una conoscenza approfondita del progetto che si vuole realizzare, dei vantaggi e degli svantaggi per la collettività. Contrariamente a quanto è stato affermato, non esiste la possibilità del silenzio – assenso: in base alla normativa nazionale recepita da quella regionale, che prevede diverse tipologie di autorizzazione agli impianti a seconda delle loro soglie di potenza, è sempre e comunque necessario il via libera dell’amministrazione pubblica competente che è tenuta a visionare il progetto, a verificarne la conformità alle leggi e a concedere o meno l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto.
E’ bene proseguire nella direzione dell’ascolto e del confronto con il comitato di cittadini che si è costituito e che nei prossimi giorni interloquirà con l’amministrazione comunale. Comitato al quale va il nostro apprezzamento per essere stato vigile e baluardo di democrazia e che ha tutto il nostro sostegno in linea con quanto detto sopra. L’auspicio è che l’amministrazione attui un confronto arricchito dalla valutazioni di esperti della materia e professionisti che ci aiuteranno a capire di cosa si sta parlando, a prescindere da posizioni di parte, e a giungere a soluzioni il più possibile condivise, nell’interesse di tutta la comunità, avendo sempre ben chiaro che il primo principio a cui attenersi è quello di tutela della salute dei cittadini.

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