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Intervista a Paolo Mascaro: “Nessuno può impedirmi di portare avanti la mia anima”

martedì 30 giugno 2015

paolo_mascaro_lcLAMEZIA TERME (CZ) – Sono in tanti a voler parlare col primo cittadino in questi giorni. Un via vai continuo dal suo studio tra assessori, consiglieri, dirigenti e cittadini. Paolo Mascaro non si sottrae a nessuno e riesce a trovare il tempo per tutti. Anche per me. Non si è fatta attendere, infatti, la disponibilità immediata alla mia richiesta di volerlo intervistare.
Mi accoglie nel suo studio e invece di dirigersi alla scrivania mi fa accomodare sul divano. Un segno importante: seduti dalla stessa parte, senza essere separati dalla istituzionalità formale della scrivania. Dunque un sindaco che è da questa parte e non da quella, più vicino alla città che vicino al potere. Questa è la sensazione che mi ha trasmesso e che il mio dovere di giornalista mi impone di evidenziare.
Mi guardo intorno e noto che è ancora tutto molto ordinato. È appena arrivata una pianta in dono, bisogna deciderne il posto; è molto bella. La fascia tricolore è appesa al suo posto. Dalla finestra si vede gran parte di quella città per la quale Paolo Mascaro ha deciso di mettere da parte la sua vita privata e professionale. Apro la mia agenda e inizio con le domande.

Chi è Paolo Mascaro?
Paolo Mascaro è un lametino come tanti, 52 anni, che per quasi 30 anni ha svolto la professione di avvocato, ricoprendo nell’avvocatura tanti ruoli: 4 anni consigliere dell’Ordine, 4 anni Presidente, 4 anni Segretario, 2 anni tesoriere. Quindi sostanzialmente 30 anni della sua vita li ha dedicati in particolar modo alla professione di avvocato, rimanendo sempre molto attento a ciò che accadeva in città, nelle varie tematiche che hanno potuto riguardare l’Azienda Sanitaria come il Tribunale. E poi per sette anni è stato il Presidente della Vigor Lamezia, un ruolo di grande responsabilità, di grande prestigio e di grande difficoltà. Questo il suo curriculum professionale. Per il resto, un lametino come tanti, sposato, due figli. Un uomo normale.

Lei senza alcuna esperienza politica precedente, senza aver mai militato in alcun partito, si è buttato nella mischia…e ha vinto. Perchè solo ora e perchè i lametini lo hanno scelto?
Perché soltanto adesso, l’ho detto prima, comunque nella mia vita ho fatto tanto e la politica è stata una mia passione ma non è stata una mia frequentazione. L’interesse verso ciò che accade nel mondo politico è sempre stato elevatissimo da parte mia, sia a livello locale, sia a livello nazionale. E adesso ho maturato questa idea perché ho visto una città che diveniva sempre più debole, una città che perdeva sempre più forze, anche umane, una città che aveva bisogno di cambiare il corso della sua storia. E allora ho deciso di tentare di dare anche io il mio contributo per poter deviare alcune situazioni che a mio parere non andavano nella direzione giusta.

Quali sono le prime tre cose che farà fin da subito?
Al di là delle cose cosiddette politiche che ho fatto fin da subito, come avevo promesso in campagna elettorale, stiamo lavorando da subito per organizzare la macchina burocratica comunale, stiamo lavorando da subito per cercare di dare un decoro urbano alla città, stiamo lavorando da subito per la tempistica, affinchè gli uffici possano dare risposte ai cittadini in tempi più rapidi e stiamo lavorando da subito per dare slancio a commercio, turismo ed agricoltura.

L’ospedale “perde pezzi” ogni giorno, le donne partoriscono quasi tutte a Catanzaro. Insomma, tra qualche anno non ci saranno più lametini. Che intende fare per la difesa della sanità lametina?
Qualche giorno fa ho incontrato il Commissario Perri, è stato qui per svariate ore per esaminare punto per punto quali sono quanto meno le battaglie immediate per evitare un ulteriore depauperamento dell’Ospedale e per cercare di farlo ripartire. Abbiamo sottolineato al Commissario Perri che Lamezia deve avere sicuramente la priorità con riferimento all’ormai ufficializzato sblocco delle assunzioni affinchè le primissime figure nell’ambito dell’Asp di Catanzaro debbano essere indirizzate verso Lamezia perché ha pagato tanto in termini di chiusura reparti e altro, quindi in questo deve avere una precedenza assoluta. Abbiamo rappresentato al Commissario Perri che il Tin (Terapia Intensiva Neonatale) che ancora risulta dover essere a Lamezia con quattro posti letto deve rimanere a Lamezia e deve essere al più presto attivata e per essere attivata ha bisogno di quello sblocco delle assunzioni di cui parlavamo prima e non si deve cedere invece a delle tentazioni che stanno maturando in questi giorni in forza delle quali si tenta di far sì che sia solo in tre ospedali della Calabria. Per noi il Tin è una delle battaglie campali per quello che diceva lei prima, perché altrimenti a Tin si ricollegano a catena quelli che sono gli altri reparti e rischiamo di non avere più natività lametina e questo assolutamente non lo possiamo accettare. Quindi abbiamo detto che su Tin noi siamo pronti a fare le battaglie più forti che vi possano essere perché Tin in tempi brevissimi, dopo lo sblocco delle assunzioni, deve riaprire a Lamezia coi posti letto che ci sono comunque e che son previsti nel decreto. Abbiamo detto che, per come anche lo stesso Commissario aveva portato avanti come istanza, il reparto di otorinolaringoiatria deve avere nuovi posti letto, questa è un’altra delle priorità. Abbiamo detto che dobbiamo al più presto accelerare gli ultimi adempimenti burocratici perché vi sia l’apertura del Centro Protesi Inail che dovrà essere dotato ovviamente di personale medico e infermieristico. Abbiamo detto che il distretto territoriale oggi si trova in locali che comunque sono in condizioni troppo disagiate, quindi bisogna seriamente pensare di fornire dei nuovi locali che siano adeguati, pertanto con ristrutturazione che può riguardare l’ex Saub, di quello che è l’ospedale sperando che si sblocchi anche la connessa vicenda dei carabinieri, però cercare di avere un ruolo dignitoso. Abbiamo detto che deve essere al più presto riaperta quella che è la Guardia Medica in Sambiase, perché non è possibile che sia invece presso il presidio ospedaliero. Abbiamo detto che qui sta per iniziare una stagione estiva, e la stagione estiva comporta un aumento considerevole dei cittadini, non possiamo trovarci impreparati. Quindi dobbiamo assolutamente far sì che si giunga col numero adeguato di persone, mezzi e attrezzature in attesa di ulteriori approfondimenti su altri aspetti, però amando noi il concreto, abbiamo detto che su alcuni punti fermi bisogna agire.

La commissione antimafia ha incontrato a Lamezia i vescovi calabresi per l’emergenza criminalità: cosa farà il Comune e come si possono sfruttare al meglio i beni confiscati? Tanti immobili continuano a restare chiusi quando invece potrebbero essere destinati alle politiche sociali…
Contra la criminalità il Comune dovrà mantenere una linea di assoluta intransigenza e dovrà cercare di snidare quanta eventuale criminalità si può annidare anche nella maglia della macchina burocratica. Quando io parlavo di semplificazione assoluta di quelli che sono i tempi dell’agire amministrativo, anche per cercare di mandare via da quei meandri, delle possibili illegalità che vi siano in maniera nascosta. Poi questa è una zona di forte criminalità, quindi essere troppo speranzosi che non tenterà di avvicinarsi significa quasi essere degli utopisti. Bisogna essere netti, duri, determinati ad allontanare, come credo io abbia già dato dimostrazione da ben prima della formazione delle liste, di allontanare immediatamente tutto ciò che comunque possa essere avvicinato dalla criminalità. L’ho detto chiaramente, in questo palazzo di città qualsiasi forma di criminalità deve restare lontana anni luce. E questa sarà la linea che noi porteremo avanti. Poi sicuramente dobbiamo creare occasioni di lavoro. La difesa del principio della legalità fatta solo a parole o anche coi gesti del comportamento dell’agire amministrativo non basta, se noi non andiamo a rimuovere in terre disagiate, quali le nostre, che sono condizioni ideali, nelle quali attecchisce la criminalità, l’illegalità. Quindi azione forte a difesa del lavoro e a difesa della creazione di posti di lavoro.

La città di Lamezia riuscirà prima o poi ad avere una vera identità, unica e forte, senza campanilismi? E’ necessario sentirsi più lametini piuttosto che sambiasini e nicastresi?
Poiché il mio progetto nasce proprio, anche visivamente, all’insegna della rivoluzione culturale del senso di appartenenza, poiché il mio progetto è quello che sin dall’inizio ha visto in prima linea a livello simbolico quelli che sono i colori della città, giallo e blu, questa è una città che si è tinta per la prima volta a distanza di 47 anni dei colori giallo blu in occasione della mia campagna elettorale. I miei comizi erano inondati dei colori giallo e blu. Può sembrare poco però non è così perché è dal simbolismo e anche dai colori che tante volte si comincia a perfezionare quella rivoluzione del senso di appartenenza. Ci si innamora e ci si attacca ai colori e di riflesso ci si innamora e ci si attacca alla città. Quindi sicuramente bisogna partire da questo. Poi bisogna far sì che effettivamente quegli ex tre centri debbano essere maggiormente aggregati e maggiormente considerati. Quando nei giorni scorsi sono stata invitato a Trame, e ho avuto il piacere di essere presente tante volte, ho detto chiaramente che la mia idea per Trame 2016 sarà un’idea che debba comunque prevedere necessariamente una giornata anche a Sambiase, una giornata anche in Sant’Eufemia. E’un simbolico segno di unione della città, è un simbolico segno che l’illegalità e la mafia la si combatte in ogni angolo della città e non solo in quello che storicamente è stato deputato ad ospitare Trame.

Qual è il suo rapporto con Dio? Nella guida della cittá ci sarà un percorso comune con la chiesa lametina?
Ho iniziato la mia avventura politica il 13 marzo del 2015, che poi riflettendoci solo qualche giorno fa era l’anniversario della elezione di Francesco al soglio di Pietro. Questa è comunque stata una casualità. Quel 13 marzo, quando ho iniziato quella che era la mia avventura politica ho iniziato con una frase con la quale ho chiuso la campagna elettorale: “Dammi la forza o Signore di ripagare tanto entusiasmo e di portare in alto la terra che amo”. Questa è la frase che accompagnerà i miei cinque anni e sicuramente avrò bisogno dell’aiuto di Dio. Sono stato criticato per l’episodio del crocifisso. Ho chiamato chi di dovere per far spostare il crocifisso che era in quell’angolo e l’ho fatto mettere alle mie spalle, ma non perché voglio approfittare di un luogo laico per fare vetrina, pubblicità o altro, ma perché ritengo che questa è la stanza del sindaco Paolo Mascaro e se Paolo Mascaro comunque sente il bisogno di avere con sé un determinato simbolismo ha ritenuto di averlo alle spalle e di averlo su di sé.

Quindi lei non crede che stato laico significhi togliere crocifisso… come magari in molti pensano…
Secondo me assolutamente no. Io non lo penso. Fin quando ci sarò io ci sarà quel crocifisso alle mie spalle, salvo che qualcuno con provvedimento mi imponga di togliere il crocifisso, altrimenti da questa stanza non esce. Anche questa è solo una premessa per dire che io già in tutte le occasioni pubbliche che sto avendo sono occasioni nelle quali tendo comunque a ribadire e sottolineare la necessità che vi sia una piena interazione tra quello che è l’agire amministrativo e quello che è il mondo cattolico che in questa città e in questa terra fa tanto per tanti, e fa tanto per soggetti ai quali purtroppo alcune volte l’amministrazione comunale dovrebbe ma non riesce, un po’ per demeriti ma molto per impossibilità oggettiva. Quindi quando noi nel nostro programma avevamo parlato della valorizzazione degli oratori, è ovvio ho vinto io, ha vinta la mia coalizione, porteremo avanti quello che è il nostro progetto. Ho detto tante volte nella campagna elettorale, porto avanti un’anima cattolica e sociale e nessuno mi può impedire di portare avanti quella che è la mia anima.

Definisca con tre aggettivi la sua amministrazione.
Deve essere snella, dinamica e produttiva.

Come vorrà essere ricordato il sindaco Paolo Mascaro?
Come un cittadino che in un certo momento della sua vita ha deciso di anteporre l’interesse collettivo all’interesse individuale e che si è dedicato con tutto se stesso per cercare di dare il suo contributo alla terra che ama.

Candida Maione

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