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Ospedale Soveria Mannelli, sindaco Giuseppe Pascuzzi rende nota proposta derogatoria Asp Catanzaro a Piano Scura/Scopelliti per salvaguardia nosocomio

lunedì 22 giugno 2015 - 10:30
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ospedale soveriaSOVERIA MANNELLI (CZ) – Il convegno sulle aree interne svoltosi nei giorni scorsi a Soveria Mannelli ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto ed avanzare proposte sul futuro dell’ospedale del Centro del Reventino.

Il sindaco dell’Ente montano, Giuseppe Pascuzzi, infatti, nel portare i saluti dell’Amministrazione comunale, in rappresentanza della rete dei 24 sindaci del comprensorio del Reventino a difesa del nosocomio cittadino e a presidio del diritto di cittadinanza dei residenti delle aree disagiate, ha presentato in anteprima la proposta derogatoria formulata dall’Asp di Catanzaro al Piano Scura/Scopelliti dimostrando ancora una volta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, l’impegno del sindaco e dell’intera amministrazione comunale di Soveria Mannelli e l’azione di stimolo da essi esercitata nei confronti dell’Asp di Catanzaro.

Azione che ha trovato la pronta disponibilità del commissario Giuseppe Perri e del direttore sanitario Carmine Dell’Isola i quali hanno già ufficializzato al competente Dipartimento il documento di riorganizzazione della rete ospedaliera relativamente alla provincia di Catanzaro, “dimostrando grande serietà, professionalità e responsabilità – ha detto Pascuzzi nel suo intervento – , ma ancor di più grande attenzione per il territorio ed impegno istituzionale diretto ad avvicinare il Servizio sanitario ai cittadini”.

Quello del “fronte sanitario – ha aggiunto il primo cittadino – è un argomento assolutamente prioritario per i sindaci del Comprensorio del Reventino, che sono permanentemente riuniti in rete per fare fronte istituzionale comune a difesa delle istanze di salute della cittadinanza” anche in considerazione del fatto che “sul fronte della strategia nazionale delle aree interne è detto chiaramente che bisogna garantire il principio dell’equità nell’accesso ai servizi sanitari tra i cittadini, non vi sono cittadini di serie A o di serie B, quantomeno da questa prospettiva”.

Ecco perché diventa fondamentale “avvicinare il servizio sanitario ai cittadini. In questa direzione – ha proseguito Pascuzzi – va anche l’impegno di noi amministratori che stiamo prepotentemente rivendicando un ruolo nel serrato confronto istituzionale tra Ministeri, Regione e Commissario ad acta, stimolando il dialogo con i territori interessati, in perfetta aderenza a quelle che sono state e sono le dichiarazioni del presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha dimostrato grande sensibilità ed impegno a favore dei territori, anche confliggendo, quando è stato necessario, con l’autorità commissariale”.

Detto questo, il sindaco di Soveria Mannelli ha fatto notare che “oggi siamo ad un punto nevralgico, un punto in cui occorre ridefinire la riorganizzazione, l’assetto della rete ospedaliera regionale, secondo modelli evidentemente diversi dai precedenti, ma che abbiano la caratteristica di offrire buona sanità, servizi e funzioni ospedaliere di qualità, nel rispetto dei Lea e garantendo l’accessibilità al servizio sanitario nelle aree interne, partendo dai servizi emergenziali, passando da quelli diagnostici per arrivare a quelli terapeutici. Dobbiamo poter ragionare ad ampio spettro – ha affermato ancora – , senza pregiudizi e senza preclusioni di principio, dobbiamo poter ragionare sul reale fabbisogno e costruendo i contenuti dell’offerta sanitaria attorno a questo fabbisogno e non il viceversa”.

Tutto ciò senza perdere di vista che “sta cambiando, su scala nazionale, prima ancora che regionale, il modello di sanità, reimpostato su nuovi criteri e nuovi paramenti e questo cambiamento, a livello regionale, viene declinato in maniera diversa da regione a regione. In Calabria – ha aggiunto – le alterne vicende legate al commissariamento della sanità ha prodotto, soprattutto per quanto riguarda gli ospedali di zona montana, una riconversione che ha praticamente annullato, nei fatti, gli standard ospedalieri, falcidiando funzioni e servizi e riducendo al lumicino l’attività ospedaliera. In questo quadro registriamo ufficialmente il mancato rispetto dei Lea. Si tratta di un dato acclarato, ufficiale, con cui fare i conti; il quadro normativo attuale è assolutamente insidioso e gli spazi di manovra risultano molto più angusti che nel recente passato, questo ormai dovrebbe essere chiaro a tutti”.

Infatti, “il modello organizzativo della rete ospedaliera rimane l’impianto del 2010, quello del decreto 18, che il decreto Scura sostanzialmente riconferma, ma affrontando la questione sotto il profilo della riallocazione dei posti letto, in definitiva attribuisce per il presidio montano di Soveria Mannelli venti posti letto in più per la lungodegenza. Si arriva, quindi, ad una complessiva dotazione di 55 posti letto cui vanno aggiunti gli ulteriori posti letto tecnici. Nel frattempo – ha ricordato Pascuzzi – è stato pubblicato il Decreto ministeriale 70 del due aprile 2015, già noto nei contenuti, che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, con vigenza dal 19 giugno 2015 e che contiene un insieme di norme molto restrittive e limitative, decisamente negative dalla nostra prospettiva, che è quella di chi vuole salvaguardare il presidio sanitario”.

“Ora – ha affermato il sindaco di Soveria Mannelli – , tenendo conto di tutto questo, facendo seguito all’incontro del dodici maggio presso la presidenza della Giunta regionale avvenuto tra i sindaci dei Comuni sede degli ospedali di montagna, al quale il sottoscritto ha partecipato in rappresentanza della rete dei 24 sindaci del Reventino, il presidente Oliverio, il vice presidente Ciconte, il presidente del Consiglio regionale Scalzo, il commissario Scura, abbiamo avviato una stretta interlocuzione con l’Asp di Catanzaro e con la triade dirigenziale, in particolare con il commissario straordinario Perri ed il direttore sanitario dell’Isola. In questo contesto – ha reso noto Pascuzzi – è stato elaborato un documento che costituisce, nella sua globalità, una complessiva proposta derogatoria al Piano Scura/Scopelliti, in seno alla quale è contenuta anche la proposta tecnica riguardante l’ospedale di Soveria Mannelli”.

Al riguardo il primo cittadino di Soveria Mannelli ha rimarcato che “si tratta di un documento che ha la paternità dell’Asp di Catanzaro che è stato redatto tenendo conto del quadro normativo innestando in esso le esigenze del territorio e potrebbe rappresentare, sul piano programmatorio, una soluzione utile che garantirebbe il potenziamento dei caratteri ospedalieri del presidio sanitario di Soveria Mannelli, sulla base anche dei dati epidemiologici che descrivono il reale fabbisogno comprensoriale. Si tratterebbe sostanzialmente di una proposta sostenibile nel quadro complessivo che costituisce una base di discussione sotto il profilo programmatorio e che potrebbe essere ulteriormente analizzata e lavorata, nei passaggi successivi”.

Quindi, nel ricordare che “è evidente che l’amministrazione comunale di Soveria Mannelli e la rete dei 24 sindaci del Reventino non faranno sconti a nessuno rispetto a questa delicata tematica”, Pascuzzi ha evidenziato che “oggi registriamo la sensibilità e la disponibilità di una intera classe dirigente, registriamo la pronta disponibilità dell’Asp di Catanzaro che ha saputo comunque declinare in una proposta tecnica una base di discussione in chiave derogatoria all’attuale assetto della rete ospedaliera”. Questo, fermo restando che “come sindaci ed amministratori abbiamo il dovere di lavorare, come abbiamo fatto fin dal primo minuto mettendoci la faccia senza timori e ragionamenti di opportunità, per raggiungere il massimo risultato utile per il territorio ed i cittadini.  Questo continueremo a farlo fino in fondo, poiché ancora molto lungo e complesso è il percorso. Ma tutti noi – ha concluso – , proprio nell’ottica del rilancio delle aree interne, sapremo fare la nostra parte sul piano istituzionale”.

 

Questi, in sintesi, i punti contenuti nel documento:

1.     Organizzazione dipartimentale del Presidio ospedaliero di Soveria Mannelli (Posm) con lo spoke di Lamezia Terme che consentirebbe l’integrazione assistenziale e professionale e lo scambio di risorse organiche, comunque complessivamente da potenziare.

2.     Diversificazione dell’attività chirurgica multidisciplinare con ad esempio interventi di urologia, ortopedia, chirurgia, ecc. diretta a smaltire anche il flusso di Lamezia Terme viste le sale operatorie del Posm messe a norma e non utilizzate. Quindi da Lamezia potrebbero operarsi a Soveria.

3.     Mantenimento del laboratorio di analisi a supporto ambulatoriale dell’attività di ricovero e dell’area dell’emergenza.

4.     Introduzione di dieci posti letto di riabilitazione e recupero funzionale che potrebbero essere suddivisi, ad esempio, tra ortopedia e cardiologia respiratoria, oltre a dieci posti di lungodegenza in luogo dei venti di sola lungodegenza, che consentirebbe una maggiore diversificazione dei servizi ed un conseguente maggiore indotto.

5.     Potenziamento pronto soccorso, garantito attraverso i servizi di supporto, di medicina interna, di attività chirurgica in day surgery, con possibilità di appoggio nei posti letto di medicina per la gestione degli imprevisti.

6.     Garanzia indagini radiologiche diurne con personale medico e tecnici di laboratorio e notturne con tecnici di laboratorio e telemedicina

7.     Day hospital di Oncologia funzionalmente integrato con il reparto di Lamezia Terme

8.     L’azione di filtro sul flusso di attività assistenziale più complessa del Polt sarebbe svolta a Soveria Mannelli oltre che sull’attività chirurgica programmata anche sull’unità operativa cardiologica che sarebbe integrata funzionalmente nel dipartimento di Medicina ed aggregata funzionalmente alla struttura complessa di cardiologia di Lamezia Terme

9.     La Pediatria sarebbe gestita in termini di servizio con uno o due posti letto di Obi (dei 5 complessivamente previsti) che garantirebbe funzionalità del tutto analoghe a quelle attualmente prestate e restituirebbe l’appropriatezza dei ricoveri.

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