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Lamezia Insieme con Piccioni: “Quella di Iannicelli non è satira”

giovedì 28 maggio 2015

piccioni2LAMEZIA TERME (CZ) – “Fare passare per satira l’opuscoletto diffuso in questi ultimi giorni di campagna elettorale e stampato come supplemento alla rivista “Storicittà” è offensivo per l’intelligenza di tutti. Fa specie che un periodico di un certo prestigio, dove negli anni sono state raccolte bellissime testimonianze della storia locale, sia oggi diventato uno strumento di propaganda elettorale spudorata a sostegno di Pasqualino Ruberto.

Sfogliando l’opuscolo diffuso gratuitamente in questi giorni ci troviamo di fronte a una manifestazione di “bassissimo pensiero”, a una rappresentazione distorta della realtà, che utilizza un periodico con tutt’altro fine editoriale come ultima spiaggia per cercare di smuovere qualche voto. E se qualcuno volesse accusarci di essere malpensanti o di non avere il senso dell’umorismo, la prova del nove è il facsimile della moglie del direttore, candidata in una delle liste a sostegno di Ruberto, che sbuca dalle pagine dell’opuscolo: altro che ridere, altro che satira!!! Questa è una macchina da guerra elettorale, che non ha rispetto dei lettori e degli elettori. Il vero fine di quell’opuscoletto è far passare tra i cittadini lametini l’idea che “sono tutti uguali”, che tutti sono brutti, sporchi e cattivi, eccezion fatta per quel Pasqualino Ruberto raffigurato nel retro di copertina come il “Protettore dei Disoccupati lametini”, esaltato in tutte le pagine per le sue capacità taumaturgiche di creare posti di lavoro e celebrato per le sue fantomatiche qualità. Nell’opuscoletto, non particolarmente divertente, Ruberto viene addirittura santificato, paragonato all’eroe dei due mondi, a Robin Hood e addirirttura ad Arturo Perugini (che sicuramente si starà rigirando nella tomba) ma mai accostato al personaggio che più gli si addice, che è in realtà quello di Pinocchio. Ruberto infatti, con grande cinismo, negli ultimi anni ha speculato sul bisogno di centinaia di giovani e delle loro famiglie distribuendo soldi non suoi, ma delle collettività, non per creare buona e vera occupazione, buoni servizi alla popolazione, ma unicamente per costruirsi una base di consenso elettorale finalizzata alla sua candidatura a sindaco. Non è un caso che molti di questi giovani o dei loro familiari si trovino oggi direttamente candidati nelle liste a suo sostegno. Ma non contento di questo, e di tutti gli altri scandali che lo hanno accompagnato nella sua lunga e per niente brillante vita politica, legandosi di volta in volta allo Scopelliti di Reggio Calabria o al Salerno di Serra San Bruno, continua nel vergognoso tentativo di prendere in giro i lametini. Se a parlare di satira, Orazio, Lucilio, Giovenale e tutti gli altri si rivoltano nella tomba, qualche impiegato del Minculpop – siamo convinti – si complimenterebbe con il direttore del periodico e con i sodali di Ruberto che hanno organizzato questa sceneggiata elettorale di basso livello, fatta solo per gettare fumo negli occhi degli elettori lametini. Noi però al direttore del periodico vogliamo porre ancora qualche domanda: “chi ha pagato la produzione di questo opuscolo, in carta patinata quindi con costi piuttosto elevati, visto che viene distribuito gratuitamente in numero molto superiore alla rivista cui si riferisce come allegato? In attesa di una risposta, visto che le vignette non ci fanno ridere, per goderci qualche momento di svago ci basta ascoltare gli ultimi proclami elettoralistici di Pasqualino Ruberto, tra cui la promessa dei fantomatici “5000 posti di lavoro in 5 anni”, una proporzione addirittura superiore all’altrettanto fantomatico milione di posti di lavoro promesso a suo tempo da Berlusconi. La realtà la conosciamo tutti: Ruberto è balzato agli onori delle cronache nazionali non per le sue qualità amministrative ma per le inenarrabili imprese alla guida di Calabria Etica. Altro che 5.000 posti di lavoro!!! In attesa che dal 1 giugno la satira ritorni ad essere satira, che i periodici culturali ritornino a fare i periodici culturali, ci lascia l’amaro in bocca una campagna elettorale che nel centrodestra è stata assolutamente priva di contenuti e proposte per la città e fatta solo di urla, veleni e proclami per gettare fumo negli occhi dei cittadini con tutti i mezzi possibili. Fino addirittura a trasformare una rivista di un certo prestigio, che aveva un suo pubblico affezionato e super partes, in uno strumento di propaganda elettorale piegato alle necessità contingenti di un candidato sindaco alla disperata ricerca di voti.”

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