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Sel a Mtl: “Amici di Salvini, prima l’italiano”

lunedì 11 maggio 2015

selLAMEZIA TERME (CZ) – Lasceremmo volentieri gli “amici di Salvini” sfogarsi liberamente, in perfetta sintonia con lo stile della campagna elettorale del candidato a sindaco da loro sostenuto: aggressività verbale, falsità, il gusto di farsi imprenditori della paura e della rabbia.

Non toccherebbe a noi difendere il candidato Rosario Piccioni, non solo perché non ha bisogno di essere difeso, ma perché il livello delle argomentazioni e le fonti da cui provengono non meriterebbero risposte: dette da Mtl, le critiche, sempre ben accette in democrazia, sono parole vuote e inutili, accompagnate dal linguaggio offensivo che gli è proprio. Non possiamo però accettare, da Mtl e da nessuno, che nel dibattito politico si usino toni e linguaggi intimidatori, uno stile che non deve appartenere al confronto democratico e civile pur in campagna elettorale. E magari rassegnarci a prendere lezioni di moralità politica. E da chi, poi? Da chi come il consigliere e candidato Massimo Cristiano ha cambiato casacca e postazioni come facevano con i cappelli le signore dell’800, trasformandosi più volte pur di restare al potere e occupare la poltrona in consiglio? da chi, eletto nell’Udc, lascia quel partito dopo pochissimo tempo per passare nella “La Destra” di Storace e poi, a un certo punto, decidere di abbeverarsi alle acque del Po e al verbo, si fa per dire, del movimento che fa capo a Matteo Salvini, lo stesso Salvini che fino a qualche anno fa invocava la secessione contro il Sud corrotto e sprecone? Scusate, ma al confronto Gianturco e i suoi sono giganti di coerenza.

O dovremmo piuttosto accettare in silenzio lezioni di buona politica e di buona amministrazione da chi fino a qualche mese fa attaccava Galati e Talarico e oggi ci va contento e felice a braccetto, mosso solo dalla preoccupazione di riservarsi un posto al sole alla prossima tornata consiliare? E da chi si mostra refrattario a regole e norme e affigge illegalmente megamanifesti abusivi in barba alla legge elettorale, come quelli che campeggiano nel centro cittadino?

Farebbero bene, gli “amici di Salvini” e i loro sodali, ad abbassare i toni e a parlare della loro idea di città, che impone uno sforzo un po’ più complesso delle contrapposizioni tra “noi” e “loro”, a rispettare le regole e le leggi, a tenersi lontano dal razzismo strisciante e fuori luogo dei loro slogan.

Tra pose stonate e prose approssimate, farebbero anche bene nella loro propaganda ad aggiungere, tra i valori fondativi, a Casa, Lavoro e Famiglia, che già campeggiano sui 6×3 abusivi, anche Grammatica e Sintassi. Cari amici di Salvini, non sappiamo se vengono “prima i lametini” come dite voi, o “prima gli italiani” come dice Casapound. Di certo viene “prima l’italiano”, nel senso della lingua”.

CIRCOLO SEL LAMEZIA

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