Il Ministro Galletti a Lamezia: “Ci vuole una legge ferrea sull’utilizzo del suolo poiché se si continua così si metterà a serio rischio il territorio” · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Il Ministro Galletti a Lamezia: “Ci vuole una legge ferrea sull’utilizzo del suolo poiché se si continua così si metterà a serio rischio il territorio”

giovedì 13 novembre 2014

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Oggi il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti è stato in Calabria. In mattinata si è recato al parco nazionale della Sila dove ha incontrato gli operatori della guardia forestale e gli organismi direttivi del parco per fare “il punto sul problema più insidioso delle ultime settimane ovvero il rischio idro geologico.

Un problema che non riguarda solo la Calabria – ha spiegato il ministro – ma tutta l’Italia”. Nel pomeriggio il ministro dell’ambiente è stato a Lamezia nella sala riunioni della Sacal. Galletti ha specificato come alla base, oltre ad un problema di attuazione di interventi necessari e urgenti, ve ne sia anche uno di natura culturale. Quello che urge secondo il ministro dell’ambiente è un patto tra le istituzioni ed i cittadini “per istituzioni intendo il ministero che deve trovare gli strumenti, le regioni, i comuni, che devono imparare che le licenze edilizie bisogna darle solo là dove si possono effettuare interventi e non in zone a rischio. D’altro canto è necessaria anche una collaborazione dei cittadini che devono avere cura del territorio”.

Solo così facendo sarà possibile avviare un’azione di tutela del territorio efficiente. ”Bisogna dire con forza – ha proseguito – che in Italia non ci sarà mai più un condono edilizio perché è un vero e proprio omicidio del territorio. Inoltre, ci vuole una legge ferrea sull’utilizzo del suolo poiché se si continua così si metterà a serio rischio il territorio, difatti in talune zone ne viene praticato un utilizzo troppo selvaggio”.

Per Galletti la realizzazione di interventi a favore dell’ambiente si scontra inevitabilmente con due problemi “il primo è quello emergenziale che ci siamo posti sin dal primo giorno di questo governo. Due miliardi e trecento milioni di euro sono stati già stanziati ma sono fermi in quanto le norme che regolano ciò sono complicate e rallentano gli interventi”, il secondo problema riscontrato è proprio questo, la necessità di semplificare la giustizia amministrativa “perché in questo modo si rischia di raggiungere l’obiettivo opposto. Noi ci siamo mossi in questa direzione semplificando il processo amministrativo.

Per attuare tutto ciò con il ‘decreto competitività’ – ha ricordato – abbiamo affidato direttamente la responsabilità della realizzazione degli interventi ai presidenti delle Regioni in qualità di Commissari straordinari delegati, attribuendo loro la titolarità delle contabilità speciali con le quali gestire i fondi”. “Per stimolare tutte le regioni ad avviare i progetti abbiamo attuato il fondo revoche col quale è previsto che tutti i soldi non spesi, perché comuni e regioni sono indietro nella progettazione, vengano portati in un unico fondo atto a finanziare le opere che invece sono più avanti. Le opere definanziate verranno finanziate nuovamente quando arriveranno ad uno stadio di progettazione tale da poter far partire le opere”.

Anche la prevenzione è molto importante per Gian Luca Galletti infatti “permetterebbe di evitare alcune emergenze. È stato presentato un piano di coesione territoriale che sarà in vigore per sette anni. È di cinque miliardi di euro la somma a disposizione per la coesione territoriale, i fondi arrivano dall’Europa, e ne metteranno in moto altri due, sbloccati dalle regioni italiane. In tale piano – ha assicurato il ministro dell’ambiente – ovviamente la Calabria sarà presente”.

Il ministro ha spiegato come il tema del contrasto al dissesto idrogeologico sia al centro dell’agenda di questo governo e come in passato ci sia stata un’eccessiva sottovalutazione del problema “noi abbiamo subito avviato una cabina di regia per coordinare meglio le azioni in tal direttiva”. Sul problema di governance ha dichiarato che “finché in Italia non verrà deciso chi deve fare le cose non si riuscirà mai a fare granché. Abbiamo una distribuzione delle funzioni che impedisce una buona governance ed impedisce al cittadino di individuare i responsabili sia in positivo che in negativo. La riforma costituzionale in tal caso è molto importante poiché il vero cuore di tale riforma è la revisione del titolo 5 della costituzione, quello sarà – ha concluso – il vero passaggio in cui la governance si chiarirà una volta per tutte”.

Denise Di Matteo

loading...