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Regionali, Nico D’Ascola al Teatro Umberto

mercoledì 12 novembre 2014 - 23:48
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nico_dascola_teatro_umberto_2014_1“Noi siamo come una nave che va controcorrente, che non ha paura del vento impetuoso e rema con tute le sue forze perché sappiamo che la tempesta passerà e il condottiero che ci guida è una persona che non ha avuto paura di salire su questa nave”. Così l’avvocato Giancarlo Nicotera che oggi pomeriggio presso il Teatro Umberto di Lamezia Terme, ha introdotto l’incontro dell’onorevole Franco Talarico e del candidato alla presidenza della regione Calabria Nico D’Ascola con i cittadini di Lamezia Terme.

Il presidente consiglio regionale, Franco Talarico, ha iniziato il suo intervento rispondendo a chi in questi giorni li ha accusati di non essere in grado di riempire grandi teatri “in politica – ha detto – non contano le assemblee partecipate ma le urne e noi alle urne abbiamo sempre dato la nostra risposta concreta. La nostra sarà una battaglia giocata a testa alta perché siamo la vera novità, il vero progetto politico alternativo. In una terra così complessa come la Calabria vogliamo crescere per essere un laboratorio politico efficiente. Le nostre – ha proseguito – sono liste rappresentative composte da gente di esperienza e anche da tanti giovani e sono convinto che otterremo un risultato importante”. Per Talarico è importante circondarsi di persone che “conducano le battaglie con determinazione e con la voglia di cambiare senza paura e senza l’idea di dover salire necessariamente sul carro del vincitore”.

Il presidente del consiglio regionale ha speso qualche parola sull’avversario polito candidato alla presidenza della regione, Wanda Ferro, affermando che “il suo unico obiettivo è quello di assicurarsi il posto di consigliere regionale, loro non hanno un programma politico, il loro unico programma è quello di attaccarci. Io ho fatto della coerenza il mio impegno politico”.

Talarico ha dichiarato di aver riassunto il suo operato politico all’interno di un libro dal titolo “Luci sulle ombre”, “sfido qualunque altro consigliere regionale uscente ad aver fatto una simil cosa”. Non è mancata la critica alle liste presentate dalle altre forze politiche e la digressione sulla questione sanità e sulla venuta del ministro della salute, Beatrice Lorenzin. “La Lorenzin ha ha smascherato tutte le bugie dette in merito alla chiusura di alcuni reparti del presidio ospedaliero di Lamezia, nonostante ciò i comitati continuano a protestare contestano le parole del ministro per aizzare i cittadini contro”. Franco Talarico ha dichiarato di aver messo in atto la tanto menzionata riduzione dei costi della politica “noi abbiamo ridotto il numero dei consiglieri ed abbiamo eliminato il vitalizio ancor prima che ciò venisse attuato a Roma, Torino, etc.”, ed ha lanciato un monito alla stampa “che ha sempre denigrato il lavoro compiuto parlando solo delle cose negative”.

nico_dascola_teatro_umberto_2014_2Dopo il discorso dell’onorevole Talarico, è stata la volta del candidato alla presidenza della regione, Nico D’Ascola il quale, accodandosi a quanto detto in precedenza dall’uscente presidente del consiglio regionale in merito alla questione sanità, ha annunciato che “la Lorenzin ha ufficializzato lo sblocco del turn over. Questo per dimostrare quanto siano sbagliati gli atteggiamenti scettici e disfattisti di chi non ha creduto alle parole della Lorenzin. Processi di questo genere richiedono l’intervento del MEF che erogherà 400 mln di euro alla sanità calabrese e 40 posti di lavoro atti a sanare le emergenze della sanità, questo a dimostrazione del fatto che non la venuta del ministro della salute non è statata una mera passerella ma un responsabile intervento di un ministro amato dagli italiani per la concretezza del suo operare in un settore delicato.

La Lorenzin, inoltre, ha promesso di ritornare in loco per verificare l’attuazione dell’intervento legislativo”. D’ascolta ha parlato dell’unione tra UDC ed NCD affermando che “non vi è alcuna differenza tra i due e che l’unione è nata da una serie di incontri e dibattiti che ha avuto alla base la volontà di partorire di un progetto politico nuovo”.

Dopodiché il discorso di D’Ascola si è spostato su Forza Italia che “ha deciso di chiudere col mondo dei moderati”, definendo ciò una decisione “decisione improvvisa, immotivata e irrazionale decidendo altresì di fare alleanze al nord con la lega razzista ed anti meridionalista”. Il cattedratico reggino ha criticato anche la scelta di FI di allearsi con Fratelli d’Italia, “mediante tutte queste scelte – ha detto – FI ha deciso di non vincere le elezioni e di tirarsi indietro dalle politiche regionali perché evidentemente non gli interessa più. La proposta politica di Forza Italia è mancante di un significato prettamente politico”.

Il candidato alla presidenza tra le fila di UDC – NCD ha parlato di alcuni cambiamenti di rotta effettuati dai concorrenti di Forza Italia come ad esempio quello sui matrimoni gay “non serve dire che si è liberali per dichiararsi a favore del matrimonio gay ma basta solamente riconoscere loro i diritti che gli spettano quali la qualifica di successore alla morte di uno dei due compagni, il diritto di assistenza sanitaria, etc. Per attuare ciò è occorre il il diritto privato non l’istituzione del matrimonio.

Una cosa del genere modificherebbe radicalmente le nostre radici e i nostri valori cattolici”. L’incoerenza di Forza Italia, a dire di D’Ascola, la si rincontrerebbe anche nella questione dell’immigrazione e, più specificamente, delloius soli, “la nazionalità è condivisione di valori nazionali non è un mero timbro, per essere cittadini italiani si deve conoscere la tradizione, i valori, la cultura e la religione italiani. E’ facile abbassare la testa dinnanzi ad ogni reclamizzazione di diritti negati per ottenere voti. Noi con questa gente non abbiamo nulla a che vedere dal punto di vista politico e siamo orgogliosi della solitudine con cui abbiamo portato avanti le nostre battaglie in senato.

I moderati hanno bisogno di una fisiologica rappresentanza unitaria”. Dunque, per il candidato di Alternativa Popolare porre la x sul simbolo dello scudo crociato rappresenta l’unica possibilità di non essere il fanalino di coda che tutti dicono la calabria sia “quello che vogliamo è far uscire fuori la società civile da quel cono d’ombra in cui la cattiva politica l’ha fatta rifugiare. Grazie a noi la Calabria sarà in grado di tornare al primo posto e riuscirà a portare avanti un vero progetto politico. Viva Lamezia – ha concluso – viva l’Alternativa Popolare e il suo successo politico”.

Denise Di Matteo

 

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