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Continua la collaborazione tra il Movimento Meridionalista In Piedi A Fronte Alta e La Casa della Legalità e della Cultura di Lamezia Terme
Dopo il successo del primo appuntamento del 6 novembre scorso presso il Mercato Coperto di Sambiase con l'anteprima del cortometraggio "In Attesa dell'Avvento" di Arturo Lavorato e Felice d'Agostino (Premio Orizzonti al Festival del Cinema di Venezia 2011), una nuova iniziativa vede ancora protagonisti i due registi calabresi. Il 16 febbraio, per gli studenti del Liceo Classico "F. Fiorentino" di Lamezia Terme, sarà proiettato "il Canto dei nuovi emigranti" (Prix Persol Miglior Documentario al Torino Film Festival 2005 - Prix Casa Rossa Doc 2006 al Bellaria Film Festival 2006 - Panorama Cinema du Réel 2006 - BAFICI 2006). La proiezione si inserisce in un programma ben più articolato che avrà come tema le diverse declinazioni dell'indotta educazione alla minorità e subalternità culturale, premessa di quella economica, politica e sociale, che il popolo meridionale ha subito e continua a subire, in una Storia non molto lontana e attuale, che lo vuole anonimo e suddito, condizione continuamente legittimata attraverso l'esercizio unilaterale della retorica identitaria, delle sue rimozioni e censure nei confronti di verità storiche altre. Marginalità. Abbandono. Spoliazione. Violenza. Paralisi. Ritardo. Sono alcuni dei tratti visibili che ricompongono, come cocci frantumati di uno specchio fatto a pezzi, il volto, l'identità dei nostri luoghi, paesi, contrade. Sono i segni invisibili di una condizione dell'Anima del Meridione, abituata da sempre a non esprimersi, a rimanere in disparte. Chi ci nasce impara da subito la rassegnazione e il risentimento. L'esitazione a spiccare il volo. Seduti sui banchi di scuola cresciamo feriti nell'orgoglio e imbruttiti dalle speranze presto sopite. Nessuno ci chiama per nome, perché anonimi siamo dentro la Storia - che non parla di noi, eppure pretende di dirci chi siamo. A memoria impariamo - così si insegna - perché la nostra memoria si deve cancellare.
Chi non apprende rimane anonimo. A chi impara la lezione è invece consegnato l'ambito titolo: finalmente un nome! Uno stile, seppure di un Altro. Spersonalizzazione e rimozione. É qui, forse, la chiave di lettura per riavvolgere i nastri di una storia da ri-ascoltare e ri-scrivere. Ed è quello che faremo. Decostruire la meccanica alienante dell'inferenza e del rinvio che ci vuole sempre altro, altrove, ad abitare il limite, il margine. Illustreremo le diverse figure di questo eterno differire: l'emigrazione indotta e funzionale al sistema economico globale che, grazie ad essa, si garantisce manodopera a basso costo, blocco dei salari, riduzione e mantenimento dei paesi d'origine nel sottosviluppo, al ruolo di preda da saccheggiare e sfruttare; l'arresto della produttività per interrompere un autonomo sviluppo e 'strangolare' sul nascere la possibilità della competizione, con la conseguente trasformazione del sud a mera terra da 'assistere' e quindi capace solo di consumare; il più generale drenaggio delle risorse economiche attraverso il risiko bancario, il furto dei propri sistemi creditizi e del risparmio; la svendita vergonosa del fondi marini, dei fiumi, delle terre, perché il Sud sia fogna, discarica, cancro dell'Europa e tutto questo grazie al consolidamento di un vero e proprio 'protettorato' politico e mafioso 'messo a guardia' del territorio. Potere oligarchico di una classe dirigenziale che, affetta dal morbo del 'tancredismo' di gattopardiana memoria, garantisce la sua sopravvivenza, piegata agli interessi dei partiti nazionali e dei grandi poteri. Nel dettaglio la giornata si articolerà nel seguente ordine: l'Introduzione prevede la presentazione di uno studio sull'emigrazione studentesca, realizzato da Andrea Latelli e Paolo Bambara, nel quale saranno forniti i dati e risultati relativi al numeroso flusso delle giovani risorse umane e del denaro che ogni anno emigra da Sud a Nord, evidenziandone le conseguenze culturali ed economiche che questo fenomeno determina. Saranno illustrate inoltre le significative iniquità nella distribuzione dei fondi di finanziamento ordinario che i Governi Nazionali stanziano ogni anno per tutte le Università Italiane e che vede quelle del Sud fortemente e ingiustamente penalizzate, relegate come sempre a rivestire ruoli minori, marginali. Seguirà la proiezione del Canto dei nuovi emigranti, lungometraggio dedicato alla figura del poeta sambiasino Franco Costabile. Biografia e poetica sono descritte magistralmente come drammatico paradigma, struggente metafora, della condizione umana e materiale di un intero popolo. Del resto è il poeta Giorgio Caproni ad affermare che la poesia di Costabile è il Sud. E Arturo e Felice, rotta la dipendenza dallo sguardo altrui, ci restituiscono a noi stessi, attraverso la decostruzione della storia dei nostri padri, la capacità di costruire da noi le nostre immagini. Al termine le varie tematiche proposte saranno argomentate in un dibattito aperto con gli studenti e che vedrà coinvolti il regista Arturo Lavorato, la professoressa lametina Enza Sirianni, da sempre impegnata con i suoi alunni nella riscrittura della memoria storica, il fotografo d'arte Angelo Maggio, che per l'occasione esporrà 10 pannelli a tema e alcuni produttori della rete Equosud. Questi ultimi rappresentano una concreta realtà di un modello di sviluppo pensato a partire dalla naturale vocazione del territorio e in accordo simbiotico con la sua storia e i suoi antichi saperi. In aperto contrasto con 'le volontà politiche ed economiche' della grande distribuzione EquoSud è esempio di emancipazione 'dal complesso di inferiorità che ci rende dipendenti dai modelli dominanti ed estranei ai nostri reali bisogni'.
"E questi sono obiettivi condivisi. Fare cultura per noi non significa organizzare eventi-spettacolo autoreferenziali, isolati, estranei al contesto e alle esigenze reali, con il solo ed inutile intento della vuota autocelebrazione o della mediocre importazione e imitazione di modelli altrui" - dichiara Andrea Latelli di In Piedi a Fronte Alta. "Il nostro obiettivo, nel rigoroso rispetto della coerenza del metodo e dei contenuti, è quello di valorizzare concretamente le risorse e il patrimonio culturale che ci appartiene: l'intelligenza, la professionalità, la creatività, lo spirito di sacrificio e la forza del sudore, di ieri e di oggi, di noi tutti, avviando percorsi e progetti permanenti nel segno della riconquista del territorio, delle relazioni sociali e dell'immaginario da de-colonizzare."
Ce ne andiamo Ce ne andiamo via ..siamo in 700 mila su appena due milioni (dal Canto dei nuovi emigranti, Franco Costabile) |
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