"Perchè il Comune non celebra anche il ricordo del 10 febbraio?"
"Che la storia del secondo dopo guerra mondiale sia stata scritta dai vincitori, è ormai un dato storicamente inconfutabile, e a darne testimonianza in città abbiamo la nostra "gioiosa" giunta comunale che, con il suo sindaco, celebrerà ancora una volta il 27 gennaio la "giornata della memoria" trascurando l'imminente "giorno del ricordo" ricorrente in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano e dalmata, la storia di migliaia di italiani torturati e gettati, molti ancora vivi, nelle cavità di origine naturale disseminate lungo il carso, ad opera di partigiani comunisti Jugoslavi". E' quanto dichiarano gli esponenti de La Destra lametina. "Forse perché quest'ultima celebrazione è meno pubblicizzata dai mezzi di informazione - affermano - il sindaco ritiene di poterla ignorare completamente, ma ricordiamo allo stesso che come la "giornata della memoria", la tragedia istriana dalmata e giuliana, che si ricorda ogni 10 febbraio, è considerata una solennità civile, ai sensi dell'art. della legge 27 maggio 1949, n. 260, e per come sancito dalla legge del 30 marzo 2004 n. 92, "al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nella giornata devono essere previste previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende" in pratica, tutto ciò che l'amministrazione Speranza ha colpevolmente omesso nei suoi anni di governo. Ulteriore conferma, dell'ingiustizia perpetrata verso la memoria di connazionali uccisi negli anni drammatici a cavallo del 1945, sta nella consapevolezza che il medesimo viaggio organizzato per i giovani lametini verso diversi campi di prigionia in nord Europa, a differenza dello scorso anno, non farà tappa presso la foiba di Basovizza a Trieste, nella quale nel maggio 1945 vennero occultati un numero imprecisato di cadaveri di prigionieri, militari e civili italiani trucidati dall'esercito e dai partigiani jugoslavi. Evidentemente - conclude la nota - l'intenzione palesata dall'amministrazione, di voler continuare ad investire sulla possibilità che i giovani cittadini della nostra città sappiano e conoscano gli orrori del secondo conflitto mondiale, esclude la possibilità di far luce sui massacri perpetrati all'ombra della 'falce e il martello'".
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