La sinistra cerca la ripresa del dialogo dopo lo strappo tra Speranza e Aiello | LameziaClick.com

«Ci voleva più coraggio nell'affrontare i temidella Multiservizi e del vecchio zuccherificio» «Parliamone». Non è rottura nel centrosinistra in città. Qui non si è arr

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La sinistra cerca la ripresa del dialogo dopo lo strappo tra Speranza e Aiello PDF Stampa E-mail
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Venerdì 30 Luglio 2010 09:32

La sinistra cerca la ripresa del dialogo dopo lo strappo tra Speranza e Aiello«Ci voleva più coraggio nell'affrontare i temidella Multiservizi e del vecchio zuccherificio»
«Parliamone». Non è rottura nel centrosinistra in città. Qui non si è arrivati a un punto di non ritorno come tra Berlusconi e Fini.

Il gioco è ben più piccolo, ma importante per la città. Lo sa bene Sinistra per Lamezia, la lista e il gruppo consiliare nato dall'unione di Rifondazione, Comunisti italiani e movimento Città, e rilancia il dialogo nella coalizione dopo che Gianni Speranza stizzito ha accusato di tradimento politico Carlo Aiello, il consigliere di Sinistra per Lamezia che da un po' soffia contro il sindaco e la giunta.
«Non ancora del tutto superata la prima fase di assestamento dell'amministrazione e delle sue scelte, vedi completamento della giunta, dobbiamo sforzarci tutti di riprendere in maniera ordinaria la buona pratica del confronto politico e del dialogo che in questo determinato periodo si sono dimostrate carenti. Si tratta di ripristinare questa condizione in una coalizione che voglia distinguersi dalla sempre più allarmante caduta verso la personalizzazione e la verticalizzazione della politica. Senza affrontare questo nodo fondamentale le contraddizioni e le discrasie, come quelle successe negli ultimi consigli comunali, col voto contrario del consigliere comunale Aiello ad alcune pratiche amministrative, potrebbero ancora verificarsi», dice la lista in una nota non personalizzata.
E se il Pd non ha ancora fatto le nomination dei due assessori per completare la giunta monca di Speranza, ci sono stati problemi interni anche nella lista divisa in tre e tutta a sinistra.

Che dichiara: «È importante che sugli argomenti nodali per il futuro della città si realizzi una discussione continua e serrata che deve e può permettere a tutti i soggetti coinvolti di trovare soluzioni valide anche sulle questioni più controverse. Una buona pratica politica presuppone che un sindaco e la sua giunta debbano rispondere ai cittadini attraverso un'efficace attività amministrative ma, per poter correttamente governare la città, devono condividere le scelte e i programmi con la coalizione che li ha espressi. Nel contempo gli stessi consiglieri rispondono alle liste che li hanno eletti. Se queste regole politiche diverranno più ampiamente condivise, il cammino amministrativo e l'incisività delle azioni di governo non potranno che giovarsene».

Poi si butta acqua sul fuoco delle polemiche nella coalizione di governo: «È vero che la legge non vincola né impedisce ai consiglieri o al sindaco di individuare percorsi autonomi dalle scelte iniziali, ma non possiamo che auspicare che alla fine prevarrà il mantenimento degli impegni e dei percorsi assunti reciprocamente durante la stesura del programma elettorale».
E si passa ai problemi concreti dopo il preambolo politico. Partendo dalla Multiservizi: «La cessione di quote azionarie ai privati avrebbe meritato un ascolto più attento delle diverse opinioni presenti nella coalizione e nella società civile, come il Comitato per l'acqua pubblica. Sarebbe stato auspicabile un atto innovativo e coraggioso, partendo dalla positività dell'esperienza della Multiservizi, candidandosi a governare i processi in maniera diversa da quella prefigurata dalla delibera approvata in consiglio che prevede una cessione di quote ai privati».
Ex zuccherificio: «Così per l'intervento strutturale della Cissel (società proprietaria dell'area di Sant'Eufemia, ndr), si poteva certamente chiedere di più in termini di valorizzazione della memoria di un'esperienza produttiva come lo zuccherificio, chiedendo con forza il rispetto dei luoghi, della sua gente, del territorio, se non altro perché la comunità di Sant' Eufemia. subisce da 50 anni solo i danni (sembra anche inquinanti) di una struttura dismessa e abbandonata, per la quale la nuova proprietà non può presentarsi solo all'incasso dei propri interessi».

Infine l'appello rivolto non solo al sindaco: «È quindi necessario riprendere attivamente e serratamente la discussione tra l'amministrazione e la sua coalizione, tra i partiti e i suoi rappresentanti in consiglio. Una prossima e immediata occasione sarà la discussione per l'approvazione delle linee programmatiche che dovranno essere approvate e un incontro sulle stesse, il loro approfondimento e la loro condivisione da parte di tutta la coalizione non potranno che portare in consiglio ad un risultato sicuramente più partecipato ed unitario».

 

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