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Convenzione del Comune con una banca per agevolare le imprese con progetti fino a 300 mila euro PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 10 Marzo 2010 10:21

In primo piano - Convenzione bancaDa quasi tre anni se ne parla, i confini sono stati delineati da Comune e Regione, gli imprenditori locali sono pronti, ma il governo non sblocca di fatto le Zfu. Perchè mentre da una parte il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola il 28 ottobre scorso ha sottoscritto il contratto con il sindaco Gianni Speranza, ed il ministero del Lavoro ha dato il via libera all'esenzione dai contributi, Giulio Tremonti non molla di un millimetro sugli sgravi fiscali. Così a Lamezia rimangono sospesi poco meno di 15 milioni di euro: 4,75 del governo attraverso la Finanziaria 2007 e altri 10 milioni col Patto per lo sviluppo tra Regione, Provincia e Comune firmato il 14 novembre scorso.

In questi tre anni c'è stato un tira e molla incredibile dal punto di vista legislativo, innanzitutto perchè le zone franche urbane sul modello francese erano state istituite dal governo Prodi. Poi c'è stato un dualismo nel governo Berlusconi, tra ministri propensi a fare partire la fiscalità di vantaggio per il Sud e alcuni loro colleghi per nulla convinti che le imprese del Mezzogiorno debbano avere una spinta in più da parte dello Stato.

Al di là delle scelte politiche, al momento le agevolazioni previste sulla carta per le aziende nelle Zfu sono diverse: esenzione da Irpef e Ires per 5 anni fino a un massimo di 100 mila euro, aumentato di 5 mila euro per ogni lavoratore assunto dal primo gennaio 2009; sgravio del 60% fino al decimo anno, del 40% fino al dodicesimo e del 20% fino al quattordicesimo; un tetto di 300 mila euro di volume d'affari per non pagare l'Irap (la tassa regionale sulla produzione) per i primi 5 anni; zero Ici (l'imposta comunale sugli immobili); ed esonero dai contributi pensionistici ai dipendenti: totale per 5 anni e poi ridotto per i succesivi 11 anni dal 60 al 20%.

«Con i 10 milioni del Patto per lo sviluppo», spiega Antonio Palmieri, l'assessore comunale alle Attività produttive che si occupa fin dall'origine delle Zfu, «si potrà intervenire sulle agevolazioni per gli investimenti privati, favorendo l'attività d'impresa. Ma ad oggi manca il decreto del ministro dello Sviluppo economia che determina condizioni, limiti e modalità d'applicazione delle esenzioni fiscali. Ci auguriamo che il ministro Temonti questa volta si decida e presto, dando attuazione alla legge che istituisce 22 zone franche urbane, 18 delle quali nel Mezzogiorno».

In città l'amministrazione comunale ha scelto le aree Torrente e Rotoli per gli insediamenti produttivi che dovrebbero nascere con le agevolazioni della zona franca. La zona di Rotoli si sta infrastrutturando da un paio d'anni dotandola di strade e impianti primari, è destinata agli insediamenti produttivi e si trova a poche centinaia di metri dallo svincolo autostradale lametino. In quest'area la Regione sta ultimando il mercato ortofrutticolo e florovivaistico che dovrebbe movimentare tante merci non solo destinate al mercato calabrese, e dovrebbe offrire un'occasione per la commercializzazione di diverse aziende florovivaistiche che sono concentrate nella Piana lametina.

Davanti al blocco dei finanziamenti statali, spiega l'assessore Palmieri, l'amministrazione vuole mandare avanti lo stesso gli investimenti privati. Ecco perchè l'assessore alle Attività produttive tira fuori una convenzione stipulata tra il Comune e il Credito Cooperativo Centro Calabria «selezionata quale banca partner per la zona franca urbana». Secondo Palmieri c'è un plafond di 3,5 milioni accessibile agli imprenditori fino a un tetto massimo di 300 mila euro, ad un tasso d'interesse intorno all'1-2% da restituire entro 60 mesi. «Tutto questo», sottolinea l'assessore, «grazie al concorso di un apposito fondo comunale». E aggiunge: «Si tratta di una prima risposta alle esigenze delle aziende da una politica per lo sviluppo che mette al centro il credito per le imprese, accessibile e a condizioni favorevoli. La banca e il Comune», conclude Palmieri, «sono in un rapporto di fruttuosa e intensa collaborazione tra il mondo del credito e istituzione locale con al centro l'impresa che nasce o investe per crescere, quale vera e concreta strategia per generare reddito ed occupazione nella città».

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