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Aleppo, inizia l’evacuazione dei civili

giovedì 15 dicembre 2016 - 11:58
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imageIl primo convoglio di malati e feriti ha lasciato Aleppo est. Le ambulanze si stanno dirigendo verso i quartieri assediati del settore orientale di Aleppo controllato dalle forze governative: lo dice la televisione siriana, mostrando le immagini in diretta. L’uscita di feriti e malati è il primo atto dell’evacuazione, che prevede anche l’uscita di civili e ribelli dall’area, quattro mila persone almeno. Nella notte, infatti, è stato raggiunto un nuovo accordo per evacuare i quartieri assediati che prevede appunto il cessate-il-fuoco e l’uscita dei civili. Ma intanto un portavoce degli “elmetti bianchi” ha raccontato ad Orient Tv che le forze governative o forse “milizie sciite” iraniane avrebbero sparato contro un convoglio di civili uccidendo una persona e ferendone altre quattro.

Il nuovo accordo per l’evacuazione dei ribelli dalla zona ancora occupata della città, è stato raggiunto nella notte, dopo che il precedente cessate il fuoco era fallito. Ad annunciarlo è un alto funzionario dell’esercito siriano, secondo il quale “si stanno ultimando i preparativi per far uscire i ribelli e le loro famiglie dall’ultima sacca di territorio ancora sotto il loro controllo ad Aleppo”. Il principale gruppo del fronte di opposizione ad Assad, Ahrar Al Sham, fa sapere che l’accordo per l’evacuazione è stato raggiunto dopo aver superato quello che i ribelli definiscono il “tentativo iraniano” di impedire che combattenti e civili potessero uscire dalla loro enclave assediata.

Un primo segnale di uscita da quello stallo drammatico che ieri aveva visto autobus già carichi di civili pronti a muovere da Aleppo Est verso Idlib bloccati dall’improvvisa sospensione dell’accordo, mentre sulla città riprendevano i bombardamenti. Le ragioni della corsa per l’evacuazione di Aleppo Est sono da ricercare nell’intrigo di obiettivi strategici e diplomatici degli schieramenti in campo. Secondo l’Osservatorio siriano, a mettersi di traverso sarebbe stato il regime di Assad, per non essere stato consultato durante la trattativa tra Russia e Turchia. Il Cremlino riferisce in effetti di una telefonata intercorsa tra i presidenti Putin ed Erdogan sulla Siria e “in particolare dello sviluppo della situazione ad Aleppo”, rimarcando “la necessità di unire gli sforzi per migliorare la situazione umanitaria e facilitare il lancio di un vero processo politico in Siria”.

Gli oppositori del regime accusano invece l’Iran, schierato operativamente con Assad attraverso Hezbollah. Per dare il via libera, Teheran avrebbe avanzato nuove richieste, come la liberazione dei propri ostaggi, facendo di fatto saltare il piano. Secondo i ribelli siriani, la Turchia ha avuto un ruolo importante nel far sì che la Russia esercitasse pressione su Damasco per il rispetto dell’intesa, dopo la sospensione di ieri. Oggi il comando militare russo fa sapere che l’evacuazione è vicina, con 20 bus e 10 ambulanze pronte a partire per Idlib. Questa volta con la collaborazione del governo siriano, che ha garantito l’uscita da Aleppo Est in sicurezza di tutti i combattenti dell’opposizione. La Russia, aggiunge il comando, monitora la situazione sul terreno con l’utilizzo di droni.

Sul numero di persone rimaste in trappola le stime variano dalle 50mila prefigurate dalle Nazioni Unite fino alle 200mila riferite da fonti locali. Un terzo, secondo stime impossibili da verificare, sarebbe composto da combattenti: di questi, circa il 10 per cento vicini ad al-Qaeda. Intanto il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel sottoporranno oggi al Consiglio europeo una proposta che impegni la Ue a sostenere un’iniziativa umanitaria per Aleppo: la creazione di “corridoi” che permettano ad almeno 120mila persone di lasciare i quartieri assediati dalle forze governative. (Repubblica)

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