Usa, morta la ex first lady Nancy Reagan: glamour e politica · LameziaClick

LameziaClick Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, da Lamezia Terme, dal lametino, dalla Calabria

Usa, morta la ex first lady Nancy Reagan: glamour e politica

domenica 6 marzo 2016 - 19:25
Print Friendly, PDF & Email

imageE’ morta Nancy Reagan. La ex first lady, moglie del presidente Ronald Reagan, aveva 94 anni. Ex attrice di b-movies, aveva sposato l’allora attore di Hollywood e futuro presidente repubblicano nel 1952. Divenne famosa – e anche piuttosto criticata – per i suoi gusti estetici costosi e per una forte personalità, soprattutto nella conduzione della vita quotidiana alla Casa Bianca. Era la confidente e consigliera di Reagan, a cui dava suggerimenti nei momenti più critici, di cui copriva le debolezze, e che sostenne fino alla morte, negli anni duri di una malattia lenta e debilitante.

Reagan è morta nella sua casa di Bel Air (California) a causa di insufficienza cardiaca. Il suo matrimonio con Ronald Reagan durò 52 anni, fino alla morte dell’ex presidente nel 2004. Ebbe un ruolo di primo piano nell’ascesa del marito da attore non di primo piano a Hollywood a governatore della California e poi presidente degli Usa nella fase della fine della Guerra Fredda. Un’epoca che i Reagan vissero da protagonisti assoluti al fianco di Michail Gorbaciov e di Margaret Thatcher, la premier britannica che con l’ex presidente americano ebbe un rapporto strettissimo e privilegiato tanto che le “rivoluzioni” economiche di matrice fortemente liberista nei due Paesi viaggiarono parallele. Di lady Thatcher, la ex first lady disse una volta: “Lei e Ronnie erano anime gemelle politiche, insieme combatterono per la libertà e per far finire il comunismo”. Tra le due donne si intrecciò anche un rapporto di amicizia personale. Nancy ebbe un ruolo centrale in tutte le fasi cruciali della vita politica del marito – dalla caduta del muro, all’attentato nel 1981, e più tardi lo sostenne nella sua quasi decennale battaglia con l’Alzheimer. E proprio sulla ricerca per questa malattia, negli ultimi anni, Nancy Reagan entrò in rotta di collisione con parti importanti del Gop – tra cui il presidente George W. Bush – che rifiutavano il sostegno alla ricerca sulle cellule staminali. La sua fiera battaglia per difendere l’eredità e i valori del marito negli anni in cui si stava spegnendo le aveva fatto riguadagnare la stima e l’ammirazione di una parte di opinione pubblica americana che non l’aveva mai particolarmente amata e compresa.

I detrattori la chiamavano “lady Machbet”, sostenevano che avesse un’influenza eccessiva nelle scelte del presidente. Ma alcune delle sue mosse politiche impressero svolte decisive nella vita politica americana dell’epoca, come quando fece rimpiazzare il capo dello staff della Casa Bianca dopo lo scandalo Iran-contra che stava danneggiando la presidenza. I suoi gusti costosi – come ricorda il New York Times, fece ristrutturare l’appartamento presidenziale alla Casa Bianca raccogliendo oltre 800mila dollari da donatori privati e solo per un servizio di porcellana da 220 pezzi spese 200mila dollari – la sua eleganza favorita da una figura snella e sempre in perfetta forma fisica le assicurarono una fama di glamour distante dalla vita quotidiana degli americani, anche se con il tramonto del reaganismo il suo reale ruolo – la sua capacità di costruire ponti con i democratici, la sua influenza nell’aprire ai vertici dell’ex nemico sovietico – emerse con più chiarezza. Ci furono anche episodi che le attirarono lo scherno dei commentatori, soprattutto liberal, come la rivelazione di aver fatto a lungo ricorso a veggenti e astrologhi per capire quali fossero i “giorni positivi” per la presidenza, e quelli “no”, e di aver passato queste informazioni allo staff del presidente perché ne organizzasse l’agenda di conseguenza. Reagan poi assicurò che nessuna decisione politica era stata presa su queste basi, ma la fama di Nancy non ne guadagnò.

Negli anni ’80 il suo impegno si concentrò sulla lotta alla tossicodipendenza – con una campagna nazionale che portò uno slogan da lei coniato “Just say no”, “basta dire di no”. Nel 1987 fu colpita da un tumore al seno, che la costrinse a sottoporsi a una mastectomia di cui lei parlo apertamente e la portò a condurre un’importante campagna informativa per la diagnostica preventiva, incoraggiando tutte le americane a sottoporsi a mammografie.

Nancy Reagan faceva l’attrice quando incontrò Ronald nel 1949, anche lui attore e presidente del sindacato degli attori del grande schermo. Era nata come Ann Frances Robbins a New York. Suo padre, un venditore d’auto, abbandonò la madre subito dopo la sua nasciata. Quando aveva lei aveva 6 anni sua madre Edith, attrice di teatro, aveva sposato il neurochirurgo Loyal Davis con cui la famiglia si trasferì a Chicago. Frequentò lo Smith College in Massachusetts, dove si diplomò in teatro. Nancy Reagan sarà seppellita nella Ronald Reagan presidential Library di Simi Valley, in california, a fianco del marito scomparso il 5 giugno del 2004. Dal matrimonio con Reagan sono nati due figli: Patti, nel 1952, e Ron, nel 1958.

(Da Repubblica)

loading...