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Hollande: “La Francia è in guerra. Ue intervenga con noi”

lunedì 16 novembre 2015

hollandeVERSAILLES – “La Francia è in guerra”. Partendo da questo assunto, nel suo discorso al Parlamento riunito in seduta Comune a Versailles Francois Hollande delinea la strategia della Francia nella “guerra al terrorismo”. Intanto l’intensificazione dello sforzo bellico con “l’invio della portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo orientale” e l’intensificazione dei raid aerei, poi la costruzione di una coalizione internazionale (“vedrò Obama e Putin” dice il presidente francese) anti-Is e poi la richiesta agli altri Paesi dell’Unione europea di attivare l’articolo 42 del Trattato che prevede l’aiuto degli Stati membri al partner aggredito. SUl piano interno, invece, chiede al Parlamento di cambiare la Costituzione e di estendere lo “stato di emergenza”. Il tutto con un fine esplicito: “Distruggere i terroristi, senza pietà”.

Hollande parla in un’atmosfera di grande solennità. Il Parlamento accoglie in piedi il suo presidente con cui, alla fine del discorso, canterà in piedi la Marsigliese.
Quella che viviamo “non è una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano nessuna. Sono vigliacchi che hanno sparato sulla folla disarmata”, ha detto Hollande che ha anche espresso la volontà di “vendicare” le vittime.

“Abbiamo superato prove peggiori”. Un lungo discorso nel quale il presidente ha chiesto ai francesi di non arrendersi e ha descritto il suo piano per sconfiggere il terrorismo con l’aiuto della Ue, di Russia e Usa. “La Repubblica francese ha superato ben altre prove, ma è ancora qui, viva. Chi ha tentato di sconfiggerci in passato non c’è riuscito”. “Il popolo francese non si rassegna, si rialza ogni volta – ha detto .”Siamo in una guerra contro il terrorismo jiadista che minaccia il mondo intero e non solo la Francia. Sappiamo che ci vorrà tempo”. Rivolgendosi ai cittadini ha chiesto loro di fare appello alle doti, la perseveranza, la dignità, l’unità. “La nostra Repubblica non è una Repubblica qualsiasi ma porta avanti la concezione di uno Stato a servizio dei nostri cittadini: noi siamo la patria dei diritti dell’uomo. Sono qui per sottolineare l’unità nazionale e la nostra determinazione”.

“Francesi hanno ucciso altri francesi”. Un discorso quello di Hollande, preceduto da un minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage di Parigi. E il presidente si è voluto rivolgere proprio alle tante famiglie colpite. “Venerdì, sono stati dei francesi che hanno ucciso altri francesi”, ha detto, ricordando “quelle centinaia di giovani, toccati, feriti, traumatizzati da questo terribile attacco”. “Penso a chi lotta tra la vita e la morte”. E poco dopo a “tutte le persone che sono state uccise devono essere vendicate”.

Gli attentati pianificati in Siria. Hollande ha confermato che gli attentati a Parigi “stati decisi, pianificati in Siria, organizzati in Belgio e condotti sul nostro territorio con complici francesi” e ha ricordato che le vittime degli attacchi di venerdì sera a Parigi erano di 19 nazionalità diverse.

La Ue intervenga. “Dobbiamo unire le nostre forze” e unirci “in Europa”. Per questo chiedo “al ministro della Difesa” di incontrare i suoi omologhi “ai sensi dell’articolo 42 dell’unione” perchè quando “uno Stato viene aggredito tutti gli altri stati devono unirsi per aiutarlo. Qui non si parla di un nemico della Francia ma dell’Europa”.

“Obama e Putin per unire forze”. “La Francia intensificherà gli attacchi in Siria. I miei complimenti ai piloti francesi che ieri hanno portato a termine l’operazione” a Raqqa – ha spiegato Hollande – . Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere – ha aggiunto riferendosi all’Is -. Distruggere Daesh è un problema della comunità internazionale. Vedrò Obama e Putin per unire le forze”.

Estendere lo stato d’emergenza. Il presidente ha annunciato che lo stato d’emergenza verrà esteso per 3 mesi. “La legge era degli anni ’50, ma noi dobbiamo modificarla perche’ siamo di fronte a queste minacce. Dobbiamo modificarla e io chiedo al parlamento di approvare il decreto. Il primo ministro chiederà al parlamento di adottare un regime giuridico completo”, ha spiegato Hollande. Per il presidente francese va “modificata anche la Costituzione”. In Francia abbiamo bisogno di un “regime costituzionale in grado di gestire la lotta a questo nemico”, ha spiegato Hollande, chiedendo la modifica dell’articolo 36, quello sullo stato d’emergenza. Il presidente ha annunciato inoltre di volere “controlli coordinati e sistematici alle frontiere” e che verranno creati 5mila nuovi posti tra militari e poliziotti nei prossimi due anni.

Togliere cittadinanza a condannati terrorismo. E’ un Hollande determinato quello che ha parlato al parlamento francese che ha anche espresso la sua volontà di togliere la cittadinanza francese a chi ne ha due e viene condannato per terrorismo. “Non possiamo rendere gli individui apatridi, ma dobbiamo poter fare in modo che una persona condannata per atti di terrorismo, anche se è nata in Francia, se ha un’altra nazionalità” possa perdere quella francese. “Dobbiamo essere certi di potere togliere la nazionalità a cittadini condannati per terrorismo anche se sono francesi”, ha detto Hollande. Il paese agirà con fermezza e la Francia dovrà “espellere più rapidamente gli stranieri che pongono una rischio serio per la pubblica sicurezza”.

Il lungo discorso si è concluso con  un “Viva la Francia” pronunciato dal presidente e in chiusura deputati e senatori lo hanno salutato con un lungo applauso. In piedi i parlamentari francesi hanno cantato la marsigliese.

(da Repubblica)

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