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Attentati a Parigi: gli 007 iracheni avevano avvertito la Francia

lunedì 16 novembre 2015

imageL’Iraq aveva messo in guardia, al più tardi giovedì scorso, contro imminenti attentati non solo la Francia ma anche Stati Uniti e Iran. Lo ha rivelato il ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al Jaafari. “La minaccia riguardava la Francia in particolare, ma anche tutti i Paesi europei” della coalizione anti-Isis. “Non ci hanno ascoltato”, incalza Baghdad. Fonti dell’intelligence francese si sono difese affermando che “minacce di attentati imminenti arrivano ogni giorno”.

L’ultima, più clamorosa, a metà settembre quando il premier iracheno Abadi aveva paventato un attentato nelle metro di Parigi e New York. In quel caso era sembrato un falso allarme, ma quello di giovedì scorso ha lasciato sul campo le vite di almeno 129 persone, in gran parte ragazzi e ragazze. Con gli 007 francesi che ora rischiano di finire davvero nella bufera. Dovranno chiarire, loro e tutte le intelligence europee, come lo ‘squadrone della morte’ jihadista sia riuscito a penetrare nelle maglie della sicurezza europea. Degli 8 terroristi entrati in azione a Parigi – il numero è stato fornito dall’Isis stesso nella sua rivendicazione del massacro – almeno quattro sono presunti ‘foreign fighters’. Tre francesi e un belga. Dagli Usa funzionari di intelligence hanno confermato che al Baghdadi ha ordinato la creazione di un dipartimento dell’Isis che ha il compito specifico di colpire all’estero, “in particolare in Europa occidentale e negli Stati Uniti”. In Gran Bretagna gli esperti anti-terrorismo evidenziano il possibile legame operativo e strategico tra gli attentati di Parigi, i kamikaze che qualche giorno prima hanno fatto strage a Beirut – 41 morti nel più sanguinoso attentato della storia recente libanese – e l’ipotesi della bomba che si ipotizza l’Isis sia riuscito a piazzare a bordo dell’aereo russo schiantatosi in Sinai due settimane fa.

(da Rai News)

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