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Expo, chiusi i cancelli. Mattarella: “Abbiamo abbracciato il mondo”

sabato 31 ottobre 2015 - 19:58
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imageMILANO – Milano saluta il mondo. Sono passate da pochissimo le 19 quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronuncia queste parole: “Dichiaro ufficialmente chiusa questa Esposizione”. Un’Esposizione – ora si può davvero tracciare un bilancio di questi 184 giorni – che “è stata un successo” con i suoi 21 milioni e mezzo di visitatori. Lo dice uno che di Expo se ne intende: è il segretario generale del Bie (Bureau International des Expositions), Vicente Loscertales che aggiunge: “Farà entrare questo luogo nella storia di Expo”. E’ lui che ha consegnato la bandiera di Expo ai rappresentanti di Astana, la città del Kazakistan che ospiterà Expo 2017 e farà da ponte verso Dubai 2020.

#orgoglioexpo sui social. I cancelli di Rho sono stati chiusi alle 17.35. Ed è stato a quel punto che è iniziata la festa con il presidente Sergio Mattarella a far da cerimoniere. “Abbiamo conquistato il mondo” ha detto il commissario Giuseppe Sala. E il presidente della Repubblica: “Sfida vinta grazie all’impegno dell’Italia unita”. Il bilancio positivo viene confermato anche dal presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, che nel suo videomessaggio ha parlato di “una storia di successo”. “Missione compiuta” gli ha fatto eco il ministro dell’agricoltura, Maurizio Martina. Il governo ha lanciato l’hashtag #orgoglioexpo che per tutta la giornata ha spopolato sui social network.
Mattarella: “Diritto al cibo vuol dire pace”. Sono cariche di entusiasmo le parole del presidente Mattarella che parla di “una grande carica positiva, di un’importante eredità” lasciata da questa Esposizione. E di un grande messaggio: “Combattere la fame e la sete – ha detto – vuol dire pace”. E ha aggiunto: “Questo non è un addio, è un inizio un nuovo impegno civico”. I risultati sono importanti, sottolinea il presidente pensando al numero dei visitatori, e “includono il record dei tanti Paesi coinvolti nella rete del dialogo e della ricerca, l’interesse suscitato nelle opinioni pubbliche dei diversi continenti, il milione e più di firme raccolte in calce alla Carta di Milano”. E ha aggiunto: “C’è una grande domanda di Italia. Di bellezza italiana, di cultura italiana, di gusto italiano. E’ bene impegnarsi per appagare questa attesa che si rinnova, affinando sempre più le nostre vocazioni, a partire da quella europea”. L’eredità dell’Esposizione, conclude Mattarella, è l’Albero della Vita: “Mi auguro – ha concluso – che rimanga come testimonianza della rete di intelligenze e di solidarietà che Milano, alla quale rivolgo il mio ringraziamento, ha messo in campo in questi sei mesi”.

Sala: “Abbiamo conquistato il mondo”. Il più applaudito è stato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala che ha esordito con un “grazie a chi ha lavorato in Expo, sono la mia gente. E ai volontari, che sono la mia gioia. Oggi quello che ci accomuna è il senso di aver fatto bene il nostro dovere per il Paese. Abbiamno conquistato il mondo”. E ha aggiunto: “Un’ora fa l’ultimo visitatore ha varcato i cancelli. Con il suo arrivo sono stati 5 milioni i visitatori in ottobre e 21,5 milioni visitatori totali. I numeri non dicono tutto, ma a noi dicono che abbiamo fatto un buon lavoro”. Ma questi sei mesi, secondo Sala, “hanno detto qualcosa anche agli italiani sulla loro identità: Expo non è stata fatta solo da chi ci ha lavorato, ma è stata l’Expo della gente, dei milioni di visitatori che se ne sono impossessati e hanno creato un evento unico, che è andato oltre a quello che hanno dato i singoli padiglioni”.

Pisapia: “Abbiamo volato alto”. “Milano saluta il mondo dimostrando cosa sa fare l’Italia. Abbiamo volato in alto, ma guardato in basso, con le grandi organizzazioni internazionali, ma senza mai dimenticare la madre terra”: è stato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia a parlare per primo dal palco dell’Open Air Theatre di Expo. Il tappeto rosso è stato steso alla destra del palco, sul ponte cha scavalca una via d’acqua. La più fotografata è stata Maria Elena Boschi, in abito di lana marrone smanicato. Dalla stesso passaggio sono arrivati anche i ministri Martina e Roberta Pinotti, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e le autorità locali: oltre a Pisapia, il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni e il cardinale Angelo Scola.

Gli ultimi visitatori. L’ultimo giorno si è chiuso con un classico del genere: la fila davanti al padiglione del Giappone, nove ore già un’ora dopo l’apertura dei cancelli. E con un addio, quello del prefetto Francesco Paolo Tronca che saluta la Lombardia per il nuovo incarico a Roma (commissario straordinario del Comune, al posto del ‘licenziato’ Ignazio Marino) tracciando un bilancio più che positivo con più di 21 milioni di biglietti venduti: “Esprimo piena soddisfazione per aver gestito in piena sicurezza un evento di dimensioni così significative e che, soprattutto è durato sei mesi”. Un bilancio che ha il sapore della vittoria (e della rivalsa su chi esprimeva perplessità) anche per il premier Matteo Renzi (“E’ stato bello crederci” scrive su Twitter) e per il ministro Maria Elena Boschi che ricorda come all’inizio “molti ci avevano suggerito di non metterci la faccia, perché sarebbe stato un fallimento”.

Tronca: “Qui laboratorio di buone pratiche”. Il giorno della festa è anche il giorno dell’addio. In corso Monforte, sede della prefettura di Milano, Tronca saluta Milano e fa il punto su Expo. “All’estero – ha detto Tronca – non credevano che l’Italia potesse organizzarlo così. Invece abbiamo dimostrato livelli di eccellenza”. E ha aggiunto: “L’Esposizione produrrà effetti di lunga durata per Milano”. Una città, sottolinea Tronca, “che è stata laboratorio di buone pratiche di una pubblica amministrazione sempre più efficiente”.

Il modello Milano. Non è esportabile, secondo Tronca il modello di lavoro applicato a Expo. “Il modello Milano – ha spiegato infatti – non è altro che un modo di lavorare avanzato, in piena sinergia, guardando agli obiettivi come una squadra e facendo in modo di trasformarli in risultati. Diventerebbe solo un luogo comune parlare di ‘modello Milano’ per un’altra realtà, peraltro enorme e complessa, come la nostra capitale”.

Renzi: “E’ stato bello crederci”. Dopo il post su Facebook in cui ha ricordato il difficile esordio (“È stato il primo problema che ho trovato a Palazzo Chigi”) il premier Matteo Renzi – che non ha presente alla cerimonia – ha salutato la fine di Expo con un messaggio su Twitter: “E’ stato bello crederci, grazie a tutti. Viva l’Italia #orgoglioexpo”.

(da Repubblica)

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