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Migranti, due naufragi al largo di isole greche: almeno 22 morti

venerdì 30 ottobre 2015

migranti_greciaATENE – Nuova tragedia legata all’emergenza migranti. Almeno 22 persone sono morte oggi in due naufragi al largo delle isole greche di Kalymnos e Rodi, nel mar Egeo, mentre 144 persone sono state portate in salvo. Lo hanno fatto sapere le autorità. All’alba, un barcone di legno su cui viaggiavano oltre cento persone è affondato nell’area, mentre un’altra imbarcazione andava alla deriva vicino a Rodi. Le operazioni di soccorso, condotte da Guardia costiera, Frontex e un elicottero Super Puma, sono rese difficili dai forti venti. Un’altra imbarcazione proveniente dal Marocco e diretta in Spagna è naufragata: almeno 4 morti e 35 dispersi.

Molti bambini tra le vittime. Al largo di Kalymnos sono stati recuperati i corpi senza vita di 19 migranti, tra cui sei donne, otto bambini e due neonati, morti nel naufragio della loro imbarcazione su cui viaggiavano “circa 150 persone”. Al largo di Rodi, più a sud, sono stati recuperati i corpi di una donna, di un bambino e di un neonato.

Tsipras attacca la Ue: “Solo scaricabarile e lacrime coccodrillo”. L’ennesima strage in mare ha provocato la reazione del premier greco, Alexis Tsipras: “Mi vergogno come membro della leadership europea per l’incapacità dell’Europa di affrontare questo dramma umano e per il livello del dibattito ai più alti livelli, dove si gioca allo scaricabarile”, ha detto intervenendo in Parlamento sulla crisi dei migranti. Il premier greco ha attaccato ancora per “le ipocrite lacrime di coccodrillo versate per i bambini morti sulle spiagge dell’Egeo. I bambini morti sempre provocano dolore, ma quando invece i bambini sono vivi e arrivano in migliaia e sono ammassati nelle nostre strade? Non piacciono a nessuno”. Tsipras si è detto molto “rattristato” dalla mancanza di un’azione coesa nell’affrontare la crisi.

Strage continua. Solo mercoledì scorso altre quattro imbarcazioni erano affondante al largo delle isole di Lesbo e Samo, causando la morte di almeno 17 persone, tra cui 11 bambini; ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Nel solo mese di ottobre sono 68 le persone morte nelle acque greche, stando a un conteggio della france presse basato sui dati della polizia portuale greca. La maggior parte delle vittime sono bambini.

Sui social media si sono moltiplicate le critiche mosse dagli operatori umanitari a Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, le cui pattuglie presenti in zona vengono accusate di scarsa reattività nel salvare vite umane. Ieri, commentando gli ultimi naufragi, l’Alto commissariato per i rifugiati delle nazioni unite (Unhcr) ha espresso profonda preoccupazione, sottolineando come il “peggioramento delle condizioni meteo” stia aggravato le condizioni dei migranti.

Bilancio pesante. Dall’inizio dell’anno sono oltre 560.000 i migranti giunti in Grecia via mare, su un totale di oltre 700.000 giunti in Europa via Mediterraneo, stando ai dati dell’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Sono oltre 3.200 le persone decedute durante la traversata.

Tensione ai confini. Proseue l’esodo dei migranti verso l’Europa e la tensione resta alta. Ieri al campo di transito di Sentilj, al confine sloveno-austriaco, centinaia di migranti e profughi, molti con bambini in braccio, hanno sfondato le barriere metalliche dopo ore di attesa al freddo e sotto la pioggia. Stando ai media, in tanti hanno saltato le barriere creando caos e scompiglio. La situazione si è poi calmata dopo che ad alcune centinaia di migranti è stato consentito di entrare in Austria. In altri campi di accoglienza ci sarebbero state anche risse e scontri tra migranti in attesa.

(da Repubblica)

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