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Un treno carico d’oro nascosto in una montagna della Polonia

venerdì 28 agosto 2015

imageÈ ufficiale, dopo 70 anni è stato ritrovato un treno tedesco carico d’oro, gemme e armi che alla fine della Seconda guerra mondiale era sparito senza lasciare tracce. Storia vuole che durante il conflitto, i nazisti, avessero accumulato più di 500 milioni di dollari dal saccheggio dei paesi occupati. Le forze armate tedesche nel 1945, durante la ritirata, caricarono su un treno parte del mega bottino destinato a rientrare a Berlino, ma il convoglio, scomparve tra i monti dalle parti di Walbrzych al confine tra Polonia e Repubblica Ceca.
Spie e cacciatori di fortune
Per decenni schiere di cacciatori di fortune hanno tentato di trovarlo e in epoca comunista, persino i servizi militari e di sicurezza polacchi effettuarono indagini sul convoglio fantasma senza alcun successo. Un mese fa, due uomini, un polacco e un tedesco, hanno dato notizia del ritrovamento di un treno «d’oro», riaccendendo la speranza che potrebbe essere quello perduto nel mistero. Finora, però, nessuna prova è stata offerta al pubblico dell’effettiva esistenza. Tuttavia, il vicesindaco di Walbrzych, Zygmunt Nowaczyk durante una conferenza stampa di giovedì 27 agosto ha confermato il ritrovamento. Alla notizia, è riscoppiato il caos e la caccia da parte dei cercatori d’oro, tant’è che è stato necessario l’intervento, nella regione di Walbrzych, del viceministro della Cultura di Varsavia Piotr Zuchowski, che con un appello ha chiesto «di smettere tali ricerche fino alla fine di tutte le procedure ufficiali per la messa in sicurezza dell’area del ritrovamento». Aggiungendo che «all’interno del treno, potrebbero esserci materiali pericolosi e rivelarsi una trappola esplosiva».
La curiosità
La febbre dell’oro contenuto nel leggendario convoglio della Wehrmacht scoppiò anche in Italia. Nel 1986 il Corriere della Sera, scrisse che sull’Appenino pesarese due giovani di Urbania – Maurizio Sardacchi, un procuratore legale di 27 anni e Angelo Ravaloni 30enne impiegato al Comune – si erano calati in una galleria ferroviaria (l’antica linea Pergola-Urbino) i cui condotti furono fatti saltare dai genieri tedeschi il 9 luglio del 1944 convinti di trovare il treno col bottino sepolto nella galleria Ca’ Menocchio. Purtroppo per loro, però, quello che riuscirono ad avvistare furono solo vecchie rotaie e fango. A questo punto, si aspettano le operazioni ufficiali del governo polacco per riportare alla luce il mitico treno con a bordo tutto il suo tesoro.

(Da Corriere)

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