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Rumbo Mediterraneo: un kayak giallo, un cane e un ingegnere per salvare il mare

mercoledì 19 agosto 2015

imageISCHIA (NA) – E’ una pigra mattinata in spiaggia. Il sole entra ed esce dalle nuvole che gli fanno da tendina e tutto va a rilento. I bambini sono pochi. Poi all’improvviso dal mare spunta un kayak giallo, a bordo un cagnolino. Un uomo accompagna dolcemente con la mano la piccola imbarcazione che scivola calma sulla battigia. La Spiaggia dei Pescatori si anima, tutti si stringono intorno a questo strano personaggio arrivato dal mare: Sergi, un bel ragazzo moro, è sbarcato ad Ischia e a riva, attira subito l’attenzione dei bagnanti. Mi avvicino.

Osservo il kayak, c’è proprio tutto: coperte, canna da pesca, tuta, pinne, una maschera, due banane ormai nere, un iPhone; c’è in un piccolo vano, tutto quello che serve per una cucina d’emergenza: un piccolo fornelletto ad alcol, una busta di croccantini che Sergi apre e poi tagliuzza nella maschera da sub dove ha versato un po’ di acqua dolce, in attesa che il piccolo amico, a quattro zampe, mangi. “Da dove stai arrivando? ” gli chiedo, da Barcellona” mi risponde con un grande sorriso. Accidenti penso, guardandolo negli occhi, deve essere un attore (pare uscito da una di quelle soap tanto perfetti sono i suoi lineamenti) invece scopro che Sergi Rodríguez Basoli, 29 anni di Barcellona, è un ingegnere meccanico specializzato nel settore delle energie sostenibili. Il suo viaggio, che è anche il suo sogno, è quello di raggiungere le coste di 25 paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a bordo del suo kayak, al fine di sensibilizzare le persone sulla necessità di evitare che il mare raggiunga uno stato più critico a causa dell’inquinamento inarrestabile.

La reazione delle persone è sempre la stessa: mi guardano con la bocca aperta” dice ridendo, mentre tra una mia domanda e l’altra risponde alle persone che a raffica chiedono di tutto tra incredulità ed ammirazione. E’ quello che succede a Sergi da quando il 22 luglio del 2013 è partito in kayak da Barcellona, navigando nel Mediterraneo, senza sapere né dove e né quando arriverà. Dove arriverai?” gli domando, Non voglio pensarci sai… Altrimenti mi fermo. Di onda in onda, voglio perlustrare tutto il litorale fino alla Sicilia per studiare lo stato del mare, guardo quello che l’uomo ha combinato sulle coste, e con l’esempio lancio il mio messaggio  contro l’inquinamento. Puoi trovare la mia pagina su Facebook … Rumbo Mediterraneo“.

Lo leggo anche sulla fiancata del kayak: https://www.facebook.com/rumbomediterraneo ed altri insieme a me subito smanettano sul telefonino per mettere mi piace alla pagina di Sergi e per ammirare le foto che pubblica: sono splendide.

Sei in viaggio da due anni… Perchè un’avventura così? ”, “La natura è casa nostra e quindi possiamo starci benissimo se la rispettiamo, soprattutto il mare che è sempre più inquinato” risponde.

Poi spiega che è promotore del progetto Mednet dell’associazione Oceana, una organizzazione non governativa che si occupa di tutelare gli oceani del pianeta. Mednet è un progetto che ha voluto sviluppare Oceana per portare dal 4% attuale al 10-12% le aree marine protette nel mar Mediterraneo, questo perché l’attuale quota di aree protette non sono sufficienti per garantire un ripopolamento adeguato delle specie marine a causa delle attività di pesca intensive”. Scopro così che Sergi sta consegnando al Ministero dell’Ambiente di ogni paese che visita, un documento dove vengono descritte le ragioni del progetto di Oceana.

Coste francesi, poi Liguria, Toscana, Elba, Corsica, Sardegna, Lazio, Campania. Estate e inverno. E come fai quando il tempo è brutto, ti fermi?” qualcuno chiede. Il giovane risponde di approdare nelle spiagge, alla ricerca di calette in cui montare la tenda, poi racconta la propria storia ai bagnanti e alle persone del posto e vende ciondoli costruiti con le conchiglie per raccogliere qualche soldo.image

Ed infatti, mentre risponde ai bagnanti con le loro mille domande e a me che gli giro intorno, mentre sistema il suo kayak giallo, Sergi srotola un panno rosso in cui tiene avvolte collane e portachiavi vari, realizzati con le conchiglie che ha raccolto in questi due anni di avventura in mare. E così, dalla conchiglia sarda alla pietra di Scauri, raccoglie qualche soldino. In parecchi lasciano un’offerta senza acquistare nulla, qualcuno porta una bottiglia d’acqua ed un caffè, una signora lo invita a casa sua per il pranzo, mentre un signore anziano chiede: è un’offesa se ti diamo il ricavato di una colletta improvvisata in spiaggia per sostenere il tuo viaggio?” Sergi sorride, e stringe la mano con cordialità accettando il denaro, grato per tanta accoglienza.

Mentre Sergi mi parla, la cagnolina mi annusa. E’ dolcissima, perfettamente a suo agio tiene d’occhio il suo capitano ed il kayak, senza però rinunciare alle coccole dei bambini: “Ha l’aria di un vero mozzo. Come si chiama? Riesci a tenerla buona sul kayak mentre navighi?” Ride di nuovo il giovane spagnolo ed esclama: Nirvana! … Deve muoversi pochino, viaggia nel suo posticino (mi indica la poppa del kayak dove c’è un piccolo spazio fatto di coperte bleu) ogni tanto si agita ed ogni due ore devo fermarmi per farla scendere un pò”. Sergi l’ha trovata in Sardegna ad Alghero e da allora sono diventati inseparabili. Se ne sta tranquilla a bordo del kayak. Ha imparato a non avere paura del mare, a non perdere l’equilibrio quando le onde destabilizzano la sua casetta mobile e a muoversi quel poco che si può in uno spazio così piccolo.

Vorrei chiedergli altre cose: se per esempio ha mai avuto paura di non farcela… Poi però mi accorgo che il tempo sta di nuovo cambiando, Sergi mi dice che deve raggiungere Forio, un’altra località dell’Isola d’Ischia. Poi, forse, chissà, punterà verso la Sicilia, mi dice, mentre il suo bellissimo sguardo si perde nel mare. Sembra leggermi nel pensiero mentre mi guardo intorno ad osservare la cordialità della gente che lo circonda:

“Tanti nuovi amici, gentilezza, curiosità della gente, la sensazione di libertà che ti da il mare e l’adrenalina che arriva quando c’è un imprevisto. Una volta mi sono ribaltato ed ho avuto paura, ma … Eccomi qui”.

imageOsservo di nuovo il kayak, è zeppo di qualunque cosa possa servire al giovane spagnolo, solo il sedile è libero. Intorno al posto di seduta sul bordo dello scafo riconosco una frase di Monkton, è scritta in inglese He knows not where he’s going, For the ocean will decide, Its not the destination, It’s the glory of the ride” … Sergi, “La sua non è la destinazione, è la gloria della corsa” gli dico, Si, proprio così. E’ il mare a decidere!”

E’ arrivato il momento della partenza, verso una nuova Rumbo, rotta, nel Mediterraneo. Lo spagnolo chiama Nirvana, la cagnolina salta a bordo. Il mozzo è pronto per la sua prossima avventura con il suo capitano. Il kayak scivola in acqua e Sergi prende posto con la pagaia tra le mani. Intanto la gente applaude per accompagnarlo ed augurargli buona fortuna, Sergi Rodríguez Basoli sorride e saluta con la mano.

“Lui non sa dove sta andando,

Per l’oceano deciderà,

La sua non è la destinazione,

E’ la gloria della corsa “.

 

Luisa Loredana Vercillo

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