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Attacco globale del terrore, 3 Paesi colpiti

venerdì 26 giugno 2015

attentato_tunisiaAttacco globale del terrore venerdì, nel giorno sacro dell’Islam, durante il mese del Ramadan. Colpite da attentati tre nazioni in particolare: Francia, Kuwait e, soprattutto, Tunisia, dove si sono registrati almeno 27 morti e sei feriti – prevalentemente tra i turisti stranieri – nella città di Sousse, o Susa.
L’attentato partito dalla spiaggia
A Sousse, la terza città del Paese e la capitale del turismo, sono stati colpiti due alberghi: tre o quattro uomini armati di kalashnikov nascosti dagli ombrelloni, riferiscono testimoni sul posto al Corriere della Sera, sono sbarcati sulla spiaggia. Chi è potuto scampare alla strage si è rifugiato nei bungalow o nelle camere di hotel. Una turista di Dublino, intervistata da SkyNews, ha raccontato di aver recuperato i figli di corsa dall’acqua e di aver fatto in tempo a chiudersi in camera, dove sarebbe ancora bloccata.
Il resort più colpito è stato il Riu Imperial Marhaba di Port El Kantaoui, a 10 km dalla città. Contemporaneamente sono stati sentiti «colpi d’arma da fuoco» in una delle hall. Mohamed Ali Laroui, portavoce del Ministero degli Interni tunisino, ha parlato di «almeno 27 morti» nell’attacco, compresi numerosi turisti stranieri, e di diversi feriti tra i residenti. «L’attacco si è verificato in due hotel». Uno dei terroristi – uno studente originario di Qayrawan, a 60 km da Sousse – è rimasto ucciso, un altro è ricercato.

Il deputato Lourimi: «Colti di sorpresa, occorre passare all’attacco»
Ajmi Lourimi, deputato per Sousse di Ennahdha, il movimento del Rinascimento, un partito islamista moderato, non era in città al momento dell’attacco ma, mentre rientrava, al Corriere ha spiegato: «Non ci sono state avvisaglie di attentati, non so se i Servizi potessero avere delle informazioni, ma per quanto ci riguarda non c’era niente che potesse indicarlo. D’altronde i terroristi, quali che siano le misure di sicurezza adottate, colpiscono sempre là dove meno ce lo si aspetta». Tutta la Tunisia è in stato di allerta, come dopo la strage del Bardo, ma la soluzione non può essere cercata solo nel Sahel: «Occorre una strategia globale per questa piaga. Se dobbiamo vincere contro il terrorismo, occorre passare all’attacco e non essere soltanto attaccati».

Albergo spagnolo
Il Riu Imperial Marhaba è un albergo di proprietà spagnola, appartiene al gruppo Riu Hotels & Resorts che ha oltre 100 alberghi in 19 paesi. La conferma è arrivata dal primo ministro Mariano Rajoy.

I proclami dell’Isis per il Ramadan: «Calamità per gli infedeli»
Nei giorni scorsi l’Isis aveva invitato, in occasione del Ramadan – il mese di digiuno purificatore sacro all’Islam – i suoi sostenitori ad aumentare gli attentati contro i cristiani, gli sciiti e i sunniti. Un portavoce del Califfato islamico, Abu Muhammad al-Adnani, in un messaggio audio, aveva invitato i militanti a trasformare il mese santo in un tempo di «calamità per gli infedeli».
Intelligence italiana in massima allerta
Nel frattempo i servizi di intelligence italiani hanno annunciato di essere in «massima allerta» dopo gli attentati terroristici nei pressi di Lione, a Sousse e in Kuwait, «ma nessun segnale di allarme specifico per il nostro Paese». Lo riferisce l’agenzia Agi. Il premier italiano Matteo Renzi, da Bruxelles, ha espresso «un sentimento di grande dolore» porgendo le condoglianze alla Tunisia e ricordando che Tunisi è stato il suo primo «viaggio extraeuropeo. Quello che è successo non può che farci provare un sentimento di dolore e vicinanza. L’Unità di crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale presenza di nostri connazionali».

Renzi: «Esiste un “tema Mediterraneo”»
«Esiste – ha osservato ancora il premier – un “tema Mediterraneo” per quello che riguarda la sicurezza. Lo dimostra anche quanto sta avvenendo in queste ore. Non si tratta più solo di attentati in grande stile, ma piccole cellule che si muovono con mezzi non particolarmente ingenti». Intanto, sempre da Bruxelles, il primo ministro britannico David Cameron ha parlato di «spaventoso atto di terrorismo».

La Tunisia torna a essere meta sconsigliata
Come prevedibile, la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet) da venerdì non consiglierà «più i viaggi in Tunisia, per noi la sicurezza dei clienti deve essere massima». È il commento all’agenzia Agi del presidente Fortunato Giovannoni: «Pensavamo che, dopo l’attentato al museo del Bardo la situazione fosse tornata sotto controllo, anche grazie alle rassicurazioni del Governo. Tanto è vero che la Msc aveva annunciato che in autunno sarebbero riprese le soste in Tunisia. Adesso, però, la situazione ricomincia ad essere preoccupante».

Il museo del Bardo
La Tunisia da tre mesi è in allerta elevata a seguito della strage del Museo del Bardo dello scorso marzo: il 18 marzo un commando armato assalì il museo provocando la morte di 24 persone, tra cui 21 turisti, di cui 4 italiani. Si trattava, all’epoca, del peggior attentato nella storia della Tunisia.

(da Corriere)

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