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Morto in gita, senza indumenti intimi quando è precipitato. “Inattendibile” il messaggio su Whatsapp

giovedì 21 maggio 2015

Domenico Maurantonio, il 19enne di Padova morto a Milano lo scorso 10 maggio volando giù dalla finestra del quinto piano dell’hotel dove era ospite per una gita di classe a Expo, non indossava gli indumenti intimi quando è precipitato.

Accanto al cadavere del ragazzo, scoperto attorno alle 8 del 10 maggio da un imbianchino che lavorava all’esterno, sono stati trovati le mutande e i suoi pantaloncini. Indumenti intimi che non indossava quando è precipitato. Un elemento questo che potrebbe far pensare anche che qualcuno li avesse gettati giù dalla finestra da cui poi Domenico è precipitato in un arco di tempo che va dalle 5,30 alle 7 di quella mattina.

Al momento, nell’ambito delle indagini coordinate dal pm Claudio Gittardi e condotte dalla Squadra mobile, in attesa degli esiti degli approfondimenti medico-legali, tossicologici e genetici, ci sono alcuni dati ritenuti certi: la caduta non è stata accidentale, in quanto il parapetto della finestra da cui è precipitato è alto 1 metro e 10 cm, cosa che fa supporre che Domenico debba o essersi sporto volontariamente o con l’aiuto di qualcun altro; i segni ecchimotici trovati sul braccio destro; la serata a base di alcol, non solo birra ma anche superalcolici; il ritrovamento di feci nel corridoio e il fatto che il giovane, prima di volare giù, si fosse sporcato.

Da quanto è stato riferito, i compagni di classe di Domenico hanno fornito una serie di dettagli, ma alcuni passaggi dei loro verbali presenterebbero delle incongruenze e, pertanto, inquirenti e investigatori proseguiranno con le loro audizioni.

E’ “inattendibile” il messaggio apparso su Whatsapp di un presunto testimone della morte di Domenico. A dirlo è la Squadra mobile milanese riferendosi alla notizia pubblicata nelle ultime ore da alcuni media. Gli investigatori hanno precisato che l’autore di quel messaggio “è stato a lungo cercato e infine individuato ma non sa niente”. “La persona in questione è un frequentatore dell’albergo – spiega il capo della mobile Alessandro Giuliano – Tutto ciò che ha scritto è frutto di un passaparola, di notizie apprese sui giornali o in televisione. Non è un testimone diretto”. Intanto si attendono ancora i risultati dei test tossicologici effettuati sul corpo dello studente.

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