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‘Copilota barricato in cabina, ha deciso di distruggere l’aereo tra le urla dei passeggeri’

giovedì 26 marzo 2015

Si è schiantato di proposito, provocando una carneficina. Il copilota dell’Airbus Gernanbwings, un tedesco di 28 anni, si era barricato all’interno della cabina con l’intenzione di “distruggere l’aereo”. E il comandante ha cercato invano di sfondare la porta per scongiurare il disastro tra le urla dei passeggeri. E’ il racconto scioccante della prima scatola nera dell’airbus del Germanwings ritrovata, rivelato a Marsiglia il procuratore.

Prima il copilota Andreas Lubitz ed il comandante chiacchieravano. Poi il comandante è uscito fuori dalla cabina ma al ritorno ha trovato trova la porta sbarrata ed ha cercato di aprirla. Il resto è sotto gli occhi del mondo: lo schianto dell’aereo sulle Alpi, con 150 persone a bordo, che si sono accorte all’ultimo momento di quello che stava succedendo e si sono messe a urlare. Vittime in un dramma che pian piano sta trovando delle spiegazioni. I passeggeri si sono accorti all’ultimo momento di quello che stava succedendo e si sono messi a urlare.

Andreas Lubitz, 28 anni ed originario di Montabaur (Renania-Palatinato), era di nazionalità tedesca ed aveva superato brillantemente tutti i test medici e psicologici. Aveva iniziato a volare con la compagnia Lufthansa dal settembre del 2013 e aveva 630 ore di volo. “Non è possibile escludere che casi come questo possano accadere, anche con tutte le misure di sicurezza del mondo”, ha detto Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa. Lubitz ha iniziato l’addestramento nel 2008 e sei anni fa l’ha interrotto per un periodo piuttosto lungo. Il capitano, invece, aveva più di 6mila ore di volo ed era pilota della Germanwings dal maggio 2014. In precedenza aveva lavorato per la Lufthansa e per Condor.

Lubitz avrebbe sospeso il suo addestramento come pilota per ”una sindrome da burnout, una depressione”, almeno secondo quanto scrive il sito del quotidiano tedesco Faz citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui cui il 28enne si sarebbe confidato in passato.

Lubitz “non era segnalato come possibile terrorista”. Alla richiesta di quale origine etnica fosse l’uomo, il procuratore non ha saputo rispondere, escludendo per il momento la pista terroristica.

“L’aereo – ha spiegato il Procuratore – era azionato con il comando automatico. Il comandante aveva detto al pilota: ‘Ti lascio il comando’ ed è andato in bagno. Poi il copilota ha bloccato l’accesso alla cabina e si è rifiutato di aprire. Ai comandi dell’aereo c’era quindi il copilota e, stando ai dati recuperati dalla scatola nera, era vivo al momento dell’impatto. E’ dunque “rimasto solo” in cabina ed ha “attivato i bottoni per azionare la discesa dell’aeroplano”.

L’ad di Lufthansa, ‘non è suicidio, è un’altra cosa’ – “Quando una persona trascina con sè nella morte altre 149 persone, non è suicidio, è un’altra cosa”. Lo ha detto il presidente di Lufthansa, Carsten Spohr, in una conferenza stampa. ”Anche se non sono un giurista”, ha precisato. ”Siamo scioccati, possiamo solo speculare sui motivi. Non abbiamo conoscenza di quel che ha potuto muovere il copilota a fare questa terribile scelta”.

Psicologi, a dolore famiglie si aggiunge rabbia – “Oltre al dolore” per la perdita dei propri cari, gli psicologi chiamati ad assistere i parenti delle vittime della Germanwings dovranno ora occuparsi anche “della loro rabbia”. Lo sostengono gli stessi psicologi dopo la notizia che a causare la tragedia aerea potrebbe essere stata l’azione volontaria del copilota. “E’ difficile accettare la morte improvvisa di un proprio caro – spiegano – lo è ancora di più se a causarla è stata l’azione deliberata di qualcuno. In questi casi, la rabbia diventa ‘alleata’ del dolore e lo rende ancora più grande”.

L’abbraccio dei leader europei sul lugo del disastro – I leader europei sono stati sul luogo del disastro, hanno sorvolato una zona disseminata di lamiere, corpi e disperazione. Il presidente francese, Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy sono giunti a Seyne-les-Alpes, sulle Alpi francesi.

‘Sorteggio fatale’ per i sedici studenti morti nel disastro: erano stati estratti per vincere il viaggio. E una squadra di calcio svedese è sfuggita alla morte per caso.

(da Ansa)

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