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“Tradimenti” al tempo di Facepaper

imageDove era finito il vostro Donald Duck? Ma eccomi!… Subito soddisferò la vostra curiosità: reduce da una interminabile, irritante, insopportabile lucidata autunnale, alle monete di Zio Paperone! Un cambio di stagione monetario. Una fatica inumana. Sgrunt! Già assaporavo le mattine autunnali ancora con scampoli di sole: la mia amaca in giardino, un buon libro, le frittelle pronte per il pranzo in attesa di passare a prendere i nipotini a scuola… “Nipote! Nipoteeeeee!” quando ho sentito quella voce… Credetemi tutta Paperopoli mi è caduta addosso. Finalmente poi, dopo più di due mesi, ho finito di lucidare l’ultima triliardesima moneta del taccagno ziastro. Cosa fare subito? Ma che domande! Innanzitutto farmi perdonare da Paperina, non che non sia abituata alla mia ehmmm come dire “assenza” ( latitanza l’avete pensato voi sgrunt!) ma è pur sempre la mia fidanzata. E poi Gastone! Squek squerebeck! Se penso che ha ronzato intorno a Paperina, come un’ape sul miele, per tutto questo tempo io…. Un bel pugno su quel becco inamidato, lo assesterei volentieri.
E così, in preda ai vapori che mi uscivano pure dalle orecchie ho deciso di presentarmi alla porta di Paperina per invitarla a trascorrere una serata romantica. Ma ecco che appena svoltato l’angolo vedo un “macchinone” un “P7”, della PPW parcheggiato davanti alla sua deliziosa casetta. Non faccio nemmeno in tempo a parcheggiare in una viuzza un po’ in penombra e a chiedermi di chi fosse quel macchinone che la porta si spalanca ed esce da casa, Paperina, mano nella mano con Gastone, e si avvia verso la macchina. Gastoneeeeeee! Gastone capite? Quello che temevo! Quel pallone gonfiato e saccente con la mia papera del cuore??? Ero diventato più rosso della “313”: decido di seguirli. Si fermano da “Chez Paper” e lui scende ad aprirle la portiera, le porge il braccio e si avviano all’interno del locale. Dopo una serie di peripezie, due scuotimenti con mano al collo da parte del bodyguard del locale, due calcioni nel mio piumato didietro, e un tentativo fallito di “corruzione” con un dollaro di mancia, riesco ad impietosire il garzone che porta fuori la spazzatura e a sgattaiolare dentro.
Li trovo lì, seduti, in un angolo del locale, fiori sul tavolo, a guardarsi negli occhi. Lei che sbatte le sue ciglia come una gattamorta, che a pensarlo di una papera è tutto un programma e lui che fa tutto il raffinato, declama poesie di Edgar Paper Poe con su i gemelli ai polsini, i baffetti ben sistemati, la sua tuba lucidata. Mi avvicino di soppiatto nascondendomi sotto il carrello portavivande; spalanco le orecchie come fossero due parabole: “…sai amore, quando ti ho guardato negli occhi … non ci avevo mai fatto caso prima ma … vi ho rivisto un colore che scorsi nel cielo una sera, al tramonto; era un colore dolce, tenue ma allo stesso tempo cangiante, un colore mai visto prima … ne fui catturato! L’aria del mare al tramonto, i giochi che l’acqua fa fare ai colori, il profumo dei gelsomini alla sera e una bellissima canzone in lontananza suonata in un vecchio bar in riva al mare. Tutte queste sensazioni mi hanno portato a credere di essere veramente felice di vivere … e questo sei tu per me! Sono felice solo quando sono con te, mia adorata!”

“Ora togliti quelle lenti a contatto colorate e vammi a cucinare la cena!” Ok … quest’ultima l’ho aggiunta io, non ho resistito. L’ho pensato. Siiiii (ghigno satanico) ho immaginato per un attimo la vera natura di Gastone. Altro che raffinato damerino. Ragazzi, credetemi, avrei voluto uscire da là sotto e dargli un pugno sul becco, ma Paperina mi avrebbe odiato per la figuraccia pubblica. E pensare che quest’estate dalla Russia è ritornata la sua ex papera, Paperika Paperucciov e che avevano ripreso a frequentarsi. Poi il furbastro ha approfittato della mia “assenza”, le ha mandato una richiesta di amicizia su Facepaper e Paperina come un’allocca ha abboccato.
“Buongiorno principessa”, “paperinuccia mia”, “luce dei miei occhi”, “piume delle mie piume” ecco perché lei mi dice che vuole essere salutata così al mattino! Lui! E’ lui che le dice queste cose… sgrunt doppio sgrunt. Ora io è vero non sono poi tanto dalla parte delle donne, ma questa volta hanno ragione. Ho davanti a me il modello di papero (e anche di uomo) che le donne chiamano “Narcisista”; una persona che, molto concentrata su di sé tende a sfruttare gli altri e in particolare le donne per ottenere quello che più desidera: attenzione, ammirazione, affezione. Mancandogli del tutto le capacità empatiche non è in grado di rendersi conto di quello che prova chi gli sta vicino e si accorge solo di quei sentimenti che può sfruttare e che riconosce in quanto utili alla propria causa, come ad esempio l’innamoramento di una donna che può alimentare il suo Ego con le proprie attenzioni e il proprio desiderio.
Una particolarità di alcuni uomini narcisisti è quella di “collezionare” donne senza lasciarne mai del tutto qualcuna, arrivando a creare una sorta di “harem virtuale”, ovvero una rete di ex o potenziali partner della quale si sente al centro. E Paperina, sigh, è entrata in quell’harem.
A Gastone interessa sapere che c’è qualcuno pronto a farlo sentire ammirato e desiderato, ad ascoltarlo con attenzione, a sacrificare il proprio tempo per lui e magari ad illudersi sul suo conto, cosa che alimenta le sue fantasie di grandiosità e di potere sulle donne. Ora, poi, che ha accanto di nuovo la sua Paperika Paperucciov, cerca anche l’approvazione e l’ammirazione di altre donne mentre sta con lei, perché ammirazione e riconoscimento delle proprie doti da parte di più donne sono ciò che più desidera.
Amici, ho letto che, a volte, questa ricerca di più ammiratrici lo porta a tradire, ma altre volte non arriva a consumare materialmente un tradimento sia pure “virtuale” perché la fantasia di poter avere tutte le donne che desidera e di piacere a tutte gli è sufficiente, o anche perché si potrebbe infrangere contro lo scoglio della dura realtà. Ed ora io gli farò provare lo scoglio di un mio pugno sul becco! Lo so, lo so, che Paperina verrà lasciata “cuocere a fuoco lento” utile per mantenere vivo il suo interesse mentre la “parcheggerà” il tempo di tornare dalle sue ex, per poi ritornare da lei fingendosi dispiaciuto. E la poverina che gli è accanto poi? Sopporta i suoi “siamo solo amici”. Un vero insulto alla partner facendola sentire diversa, inadeguata, paranoica, fuori dal mondo, gelosa, in modo tale che lei dubiti delle proprie ragioni e accetti le sue… di ragioni. No! No! E poi no! Non lascerò che accada.

Mentre mi perdevo in queste analisi psicologiche di uomini e paperi, paperi ed uomini “che è meglio perderli che trovarli”, come un fulmine che si abbatte su di un campanile, la folgorazione: che accadrà ora che finiranno la cena? Una capocciata sotto al carrello portavivande mi scuote. Ma certo! Diciamocelo! Nove volte su dieci noi uomini siamo stati romantici solo per garantirci del gran sesso. L’altra volta per perdonarci di aver fatto del gran sesso, con un’altra però! Nel papero il romanticismo credo sia autentico solo durante la fase iniziale di un amore, nell’infatuazione, nella “cotta” … e ci porta a chiamare una che ha un nome francese per esempio “Danielle Paperella Racchiella” con nomignoli tipo: dolcezza, vita mia, gioia, ed altre smancerie che solo a scriverle mi fanno venire i crampi! Un uomo, quando si avvia a questa trasformazione, diventa un abile “politico”, un po’ come zio Paperone quando strappa al Sindaco di Paperopoli la concessione di un’area verde, ti sta fregando alla grande, ma ti dice che lo fa per il tuo bene!

Ho deciso ora vado là e… acccccc sono scivolato! Aiutoooo…

Donald Duck

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