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Il commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi deve essere un genovese

È paradossale, soltanto parlarne. Impensabile una scelta diversa. Il commissario per la ricostruzione del ponte Morandi deve essere un genovese. Per una molteplicità di motivi.

 1) territorio. Il Commissario deve aver presente in quale contesto (articolato e complesso) dovrà operare in fase di demolizione e ricostruzione del ponte. La vallata del Polcevera, l’area residenziale diffusa nel territorio contermine e la zona produttiva nell’immediato perimetro non possono essere gestite da una persona che non ha piena conoscenza (e coscienza) del territorio. Via Borzoli, l’accessibilità all’autostrada A7 a Bolzaneto, le infinite “creuza” che permettono il superamento della zona rossa non potranno essere conosciute da un Commissario esterno a Genova. 
2) tempi. La città è in forte affanno. La produzione genovese (PMI, grandi aziende, porto), perde giornalmente milioni di euro. Secondo il Sole24ore “se i tempi della ricostruzione saranno nell’ordine di un anno, si può pensare a un danno nell’ordine del 10-15% del Pil locale”. Il Commissario genovese, conoscitore del tessuto locale produttivo, potrà fornire risposte certe, immediate ed efficienti. 
3) sfollati. 250 famiglie per un numero complessivo di 700 persone. Questi sono i numeri a cui il Commissario genovese dovrà fornire risposte immediate. Intere famiglie allontanate dal loro habitat, bambini che non riescono a dimenticare le immagini del ponte mentre collassa, donne in aiuto ai servizi assistenziali per crolli psicologici. I tempi di ripristino delle normali condizioni di vita risultano in questi casi urgenti. 
4) futuro. La città rischia di fallire, se si considera il calo demografico registrato tra gli anni ‘70 ed il 2017: – 230 mila abitanti. Il ripristino della normalità (che riporta alla viabilità) è il primo passo che deve affrontare il Commissario genovese. I tecnici trasportisti del Comune di Genova hanno realizzato un piano di emergenza eccellente. Ma l’emergenza non può trasformarsi in ordinarietà.

Individuare un Commissario, seppur rispondente a tutti i requisiti necessari per una pronta ricostruzione, non genovese comporta una scelta sbagliata. Se fosse così confermato la città andrebbe incontro a tempi bui e difficili. 

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MARCO FOTI
Marco Foti, pugliese di origini, ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato, presso l’Università Mediterranea, in ingegneria civile, indirizzo trasporti.
Ha iniziato la propria attività professionale presso l’ateneo di Reggio Calabria in parallelo alla libera professione nel settore dell’ingegneria civile e dei lavori pubblici.

Vive in Liguria dove è Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Esperto di pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto e dei servizi di logistica, è stato membro della Commissione Trasporti dell’Ordine di appartenenza ed è stato selezionato tra gli esperti di riferimento per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il periodo 2011-2012 e 2016-2017.

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