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Che cosa vieta alla città di Lamezia Terme di crescere e svilupparsi. La pista ciclopedonale

Continua l’iniziativa tesa ad evidenziare le opportunità di sviluppo e crescita della città. Oggi parliamo della pista ciclopedonale di Lamezia, fiore all’occhiello della città.
Se pensate ai dati regionali (scarsi) sulle dotazioni urbane di piste ciclabili, il contesto di Lamezia Terme emerge per estensione e qualità. Una pista ciclopedonale realizzata ai margini della grande viabilità delle zone di Nicastro e Sambiase, sconnessa ahimè con il resto della città, ma rispettosa delle più avanzate tecniche di fattibilità  (pavimentazione, segnaletica, colorazione). A servizio fin’anche dell’ospedale Giovanni Paolo II.
Questa mattina, di buon’ora, ho voluto percorrere la pista ciclopedonale, dal quartiere di Savutano fino alla zona del Carrà Cosentino, e viceversa. L’esperienza non è stata bellissima: abbandono, declino e maleducazione hanno superato gli aspetti positivi ed i benefici dell’infrastruttura. Tralasciando l’inciviltà degli automobilisti irrispettosi delle persone che fanno jogging (ma questo è un altron tema).

Eppure le condizioni per far bene ci sono tutte: spazi, panorama, mare, verde. Gli aspetti strettamente legati alla gestione ordinaria (manutenzione e pulizia, oggi totalmente assenti) non verranno affrontati in questo post. Il mio accento è dedicato alla valorizzazione del territorio ed all’utilizzo (ed estensione) intelligente dell’infrastruttura.

Ci vuole poco a realizzare un sistema di ciclovie atte a connettere i principali luoghi di interesse nella parte meridionale di Lamezia. Faccio riferimento alle Terme di Caronte,  al Bastione di Malta, al lungomare Falcone e Borsellino, e quindi alla Marinella ed alla sua splendida pineta. Ricordiamoci che Lamezia è una città di ciclisti, di appassionati delle due ruote, città che ha dato un triste tributo nella sua giovane storia.

Ripeto, le condizioni ci sono. Vi racconto una breve storia.
Nei primi anni del 2000 la città di Pesaro, insieme alla Provincia, ente per cui realizzai il Piano provinciale del TPL, oltre ad affrontare il tema della mobilità e del trasporto pubblico appunto, puntò sulle tematiche di mobilità sostenibile. Nel 2005 nasce a Pesaro il progetto della prima Bicipotana d’Italia con l’obiettivo di offrire alla citta una rete ciclabile di 180 km, fino alle pendici dell’area collinare dove i virtuosi della bicicletta cercano strade a bassa percorrenza e con dislivelli impegnativi.
La Bicipolitana è prima di tutto, una strategia, dove la bicicletta è protagonista della città. Un progetto caratterizzato da un approccio integrato tra la realizzazione vera e propria di zone 30 (quartieri con limite di velocità di 30 Km/h) e di percorsi ciclabili unita ad una precisa strategia di promozione.
Ad oggi sono stati realizzati circa 90 km di pista ed un collegamento con Fano grazie all’utilizzo del sedime della vecchia linea ferroviaria. Vi suggerisco, se non l’avete già fatto, di consultare la pagina istituzionale del Comune oppure andare in vacanza nella ridente località marchigiana.

Concludo segnalando che lo scorso agosto la Regione Calabria ha aderito al progetto finanziato dal Ministero dei Trasporti presentando la pista ciclabile della Magna Grecia, la più grande d’Europa. In tandem con Basilicata e Sicilia la ciclovia seguirà il percorso da Rocca Imperiale a Reggio Calabria, sul versante ionico, e da lì risalendo sul Tirreno fino a Tortora. La Magna Grecia sarà una delle dieci ciclovie nazionali, già pianificate e finanziate dal Ministero dei Trasporti. Stanziati complessivamente 370 milioni di euro che, con il cofinanziamento delle Regioni superano i 700 milioni. La Regione Calabria ne ha preventivati almeno 150.

Cosa vieta quindi a Lamezia Terme di seguire quanto realizzato da Pesaro? Nulla. Alla città serve programmazione, pianificazione e progettazione. I finanziamenti ci sono e disponibili in Regione Calabria attraverso i fondi del MIT e della Commissione Europea.

Concludo con il mio solito messaggio. Mi auguro che prima la Commissione e dopo il prossimo governo cittadino non facciano più errori. La città ha questa fortuna ma i cittadini non lo sono (fortunati).

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MARCO FOTI
Marco Foti, pugliese di origini, ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato, presso l’Università Mediterranea, in ingegneria civile, indirizzo trasporti.
Ha iniziato la propria attività professionale presso l’ateneo di Reggio Calabria in parallelo alla libera professione nel settore dell’ingegneria civile e dei lavori pubblici.

Vive in Liguria dove è Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Esperto di pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto e dei servizi di logistica, è stato membro della Commissione Trasporti dell’Ordine di appartenenza ed è stato selezionato tra gli esperti di riferimento per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il periodo 2011-2012 e 2016-2017.

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