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Il “nuovo” Piano Strutturale Comunale di Lamezia Terme non s’ha da fare

Il nostro ingegnere Marco Foti, esperto e senior manager nel settore dei trasporti, aggiunge alcune considerazioni sul PSC in ambito mobilità, trasporto pubblico ed infrastrutture, a corollario dell’intervento dell’ingegnere Pasquale Materazzo.

La Commissione straordinaria è stata incaricata dal Ministero dell’Interno alla gestione dell’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme. Non dobbiamo dimenticare che l’art. 145, comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) prevede “per far fronte a situazioni di gravi disservizi e per avviare la sollecita realizzazione di opere pubbliche indifferibili, la Commissione straordinaria, entro il termine di sessanta giorni dall’insediamento, adotta un piano di priorità degli interventi, anche con riferimento a progetti già approvati e non eseguiti”.

Quindi, in teoria, la Commissione Straordinaria ha il ruolo ed il potere per approvare ed attuare il PSC, che ricordo essere già approvato dalla Giunta Comunale precedente. In teoria, però. In pratica, il tema è diverso e provo a spiegare il perché.

Lamezia Terme, secondo il PSC, presenta “il problema della qualità urbana e della sostenibilità ancora irrisolto, e accanto al parco edilizio non pianificato, il territorio di Lamezia è segnato da una fitta rete di infrastrutture viabilistiche interne al centro urbano poco razionalizzate e gerarchizzate, funzionalmente scarsamente riconoscibili, soprattutto dai non residenti”.

È quanto riporta il Quadro Conoscitivo, “Elemento della storia urbana”, del PSC redatto nell’ottobre del 2009. Ma non è tutto perché lo stesso Piano, nell’ambito della mobilità e del sistema di trasporti, ha tenuto in considerazione le indicazioni riportate nel Piano Generale del Traffico Urbano, sviluppato e redatto nel lontano marzo del 2006.

Si, avete capito bene. Le impostazioni strategiche del PSC risalgono al 2009 mentre la base dati della mobilità sul territorio di Lamezia risale al 2006. Ad esclusione delle ultime elaborazioni che non è dato sapere, a mio modesto avviso, nel corso degli ultimi dieci anni il territorio di Lamezia è profondamente mutato.

Perché?

1.    Innanzitutto l’area industriale Ex Sir inizialmente è stata oggetto di accordi quadro, finanza agevolata e patti territoriali. Oggi vi è una necessità diversa, vista la ZES allargata di Gioia Tauro. Il PSC ne tiene conto?

2.    il campo nomadi di Scordovillo è sensibilmente peggiorato al punto che la stessa Commissione ha individuato una Unità di Progetto denominata “Rom Scordovillo” con l’obiettivo di definire un piano di sviluppo urbano dell’area (deliberazione di Giunta comunale 375/2017). È cambiato qualcosa? C’è un progetto di riqualificazione urbana?

3.    i borghi antichi ed i centri storici di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia sono totalmente in abbandono. Il PSC auspico che intervenga con specifiche azioni che consentono di contestualizzare meglio le riflessioni attorno all’identità locale ed alla cultura dei nostri centri, integrando aspirazioni e sensibilità affini presenti nei tre nuclei urbani indipendenti. Non è utopistico!

4.    sempre più i quartieri risultano distanti tra di loro. La città deve essere vista in prospettiva inversa a quella attuale, attraverso le sue parti, i suoi problemi specifici (infrastrutturali), le sue esigenze locali di collegamento secondo un’analisi della domanda di mobilità a scala comunale e di area vasta aggiornata (e non risalente al 2006), che preveda un sistema di mobilità sostenibile ed innovativo caratterizzato da corridoi di qualità ed un sistema di nodi di interscambio. Pensare a Lamezia 2020….

5.    le attività produttive locali soffrono ancora la crisi economica. L’individuazione di un “Polo integrato dell’area centrale calabrese” a supporto alla neo nata “ZES” di Gioia Tauro può contribuire ad attrarre investimenti nell’ambito allargato di Lamezia Terme.

Prima di approvare ed attuare il PSC in oggetto mi permetto di suggerire alla Commissione straordinaria di affrontare i temi succitati, per i quali rimango a completa disposizione ad un eventuale invito presso gli uffici del Prefetto a Lamezia Terme.

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MARCO FOTI
Marco Foti, pugliese di origini, ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato, presso l’Università Mediterranea, in ingegneria civile, indirizzo trasporti.
Ha iniziato la propria attività professionale presso l’ateneo di Reggio Calabria in parallelo alla libera professione nel settore dell’ingegneria civile e dei lavori pubblici.

Vive in Liguria dove è Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Esperto di pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto e dei servizi di logistica, è stato membro della Commissione Trasporti dell’Ordine di appartenenza ed è stato selezionato tra gli esperti di riferimento per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il periodo 2011-2012 e 2016-2017.

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