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Cosa farne di Lamezia Multiservizi #ilblogdimarcofoti

Nei mesi scorsi il vecchio vertice di Lamezia Multiservizi, rivolgendosi al CdA, ha invitato, in assenza di determinate condizioni, a mettere la società partecipata in liquidazione. Successivamente è subentrata la Commissione Straordinaria a valle delle ben note vicende.

In questi giorni il Commissario, Prefetto Alecci, nell’ambito della presentazione delle attività teatrali del “Gran Galà delle scuole” ha dichiarato “è giusto che si abbia a disposizione, almeno in fase di rappresentazione, uno spazio teatrale fruibile. E questa promessa viene messa al terzo posto fra le priorità amministrative del commissario, dopo le pratiche per lo smantellamento del campo Rom e gli interventi relativi alla Multiservizi”. Tralasciando il tema di Scordovillo, sul quale scrivo in altri post, mi permetto suggerire (ancora una volta) spunti ed azioni in merito al futuro della Multiservizi.

La società partecipata, e quindi ancora di proprietà del Comune di Lamezia Terme, ha tutte le potenzialità per offrire servizi efficienti al territorio, programmando un piano di azioni volto ad una riorganizzazione complessiva e radicale della company. In un momento congiunturale economico non particolarmente favorevole alla città sarebbe un suicidio abbandonare la partecipata al proprio destino, ponendola nello stato di liquidazione.

La domanda che mi permetto porre è la seguente: che cosa si aspetta la proprietà (Commissione) dalla società partecipata, gestore dei servizi di trasporto pubblico locale?

Il primo passo da fare è scindere l’azienda dal ramo trasporti in quanto la cronica carenza di risorse nel comparto del TPL rende necessario avviare percorsi di efficientamento non più solo interni alle aziende ma anche in termini di nuovi servizi offerti.

Occorre “disegnare” quindi una new company capace di gestire oltre al tradizionale TPL, che riceve dalla Regione Calabria un corrispettivo annuale di circa un milione e mezzo di euro, nuovi servizi di mobilità mirati alla promozione di modalità innovative di trasporto (bike sharing, car sharing, car pooling, mobilità elettrica, mobilità dolce, servizi di trasporto a chiamata).

Lamezia Multiservizi, e la newco in particolare, ha il compito di offrire servizi di trasporto pubblico in funzione delle specifiche esigenze di mobilità (quelle che riescono a produrre flussi di mobilità come per esempio gli spostamenti sistematici, oppure quelle delle fasce sociali più deboli). Esigenze di mobilità, come mostrato nel grafico, che si sono modificate nel territorio di Lamezia, fino al punto che il sistema del trasporto pubblico (il cosiddetto autobus) sia stato letteralmente abbandonato, con la trasformazione delle aree urbane ed in funzione delle dinamiche economiche e demografiche.

Un veloce benchmarking realizzato sulla dotazione di Trasporto Pubblico Locale in alcune città di piccole e medie dimensioni evidenzia come l’offerta attuale (di TPL) di Lamezia Terme sia sottostimata in funzione della popolazione residente. L’efficacia del TPL a Lamezia, intesa come produzione di servizi offerti (km) per abitante, è soltanto superiore a piccoli centri come San Benedetto del Tronto. Il valore medio dell’Efficacia, rilevato nell’ambito del benchmarking e riportato nell’immagine, risulta il doppio rispetto a quanto offerto dai servizi urbani di Lamezia Terme.

Emerge quindi per Lamezia Terme la necessità di aggiornare il servizio pubblico in modo da cogliere la complessità e l’articolazione dei fenomeni urbani. Lamezia Multiservizi, nelle vesti di nuova company, potrebbe trarre vantaggi da questa soluzione. L’implementazione di questi nuovi servizi potrebbe rappresentare l’occasione per avviare una incisiva operazione di ridefinizione dei servizi di trasporto pubblico fondata sulla reale conoscenza della mobilità (le richieste consentono di monitorare, in tempo reale, le caratteristiche degli spostamenti) attraverso la quale costruire un servizio tagliato sulle esigenze manifestate dalle diverse categorie di utenti. Ovvero, la rinascita del servizio di Trasporto Pubblico a Lamezia, oggi totalmente assente.

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MARCO FOTI

Marco Foti, pugliese di origini, ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato, presso l’Università Mediterranea, in ingegneria civile, indirizzo trasporti.
Ha iniziato la propria attività professionale presso l’ateneo di Reggio Calabria in parallelo alla libera professione nel settore dell’ingegneria civile e dei lavori pubblici.

Vive in Liguria dove è Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Esperto di pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto e dei servizi di logistica, è stato membro della Commissione Trasporti dell’Ordine di appartenenza ed è stato selezionato tra gli esperti di riferimento per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il periodo 2011-2012 e 2016-2017.

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