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Il sogno si è realizzato! Sedici Case editrici delle cinque Province della Calabria partecipano alla FIERA DEL LIBRO CALABRESE Prima Edizione fortemente voluta dall'Associazione "Sinergie Culturali" e realizzata grazie alla collaborazione della Libreria Biblos, sita negli stessi locali di via Leonardo da Vinci di Lamezia Terme. Fervono i lavori per la preparazione degli stands e per dare la massima pubblicizzazione a questo primo grande evento per la promozione culturale attraverso la "vetrina" della fiera che aprirà la mattina del 28 ottobre (l'inaugurazione ufficiale sarà il 28 alle ore 16,30) e chiuderà il 1° novembre 2008 alle ore 17,30 con una tavola rotonda tra organizzazione, editori e rappresentanti delle istituzioni. L'Associazione "Sinergie Culturali" è profondamente convinta che la battaglia per un futuro di vero sviluppo della Calabria si vince o si perde sul piano culturale. L'Associazione è, inoltre, profondamente convita che la cosiddetta editoria minore - dentro il cui ambito entra la maggior parte dell'editoria calabrese - non ha nulla di minore sul piano dello standard qualitativo, ma che solo resta fuori dai grandi circuiti commerciali solo perché non ha la forza economica di entrare nei potenti circuiti pubblicitari. La Fiera vuole essere una vetrina per portare alla ribalta questo "prodotto librario calabrese" e avvicinare ad essi tanti potenziali lettori. Hanno colto con estasiamo il significato ed hanno aderito gli editori non solo medi e piccoli. Espongono alla Fiera gli editori: Abramo, Calabria Sconosciuta, Città del Sole, D'Ettoris, InCalabria, F.lli Gigliotti, Laruffa, Nuove Ed. Barbaro, Pellegrini, Periferia, Progetto 2000, Pubblisfera, Rem, Rubbettino, QualeCultura, Ursini.
ORGANIZZAZIONE Associazione "Sinergie Culturali" in collaborazione con la Libreria Biblos
SEDE Via Leonardo da Vinci 2, 88046 Lamezia Terme (CZ)
EDITORI INVITATI Tutte le Case Editrici che operano in Calabria o che hanno la sede sociale in Calabria
LUOGO E DATA DELLA FIERA La Fiera si svolgerà a Lamezia Terme nei locali del Centro Pastorale di Via Leonardo da Vinci n. 2, dal giorno 28.10.2008 al giorno 01.11.2008. Chiusura: pomeriggio dell'1 novembre con un convegno cui parteciperanno tutti gli editori e i rappresentanti delle istituzioni coinvolti.
A CHI SI RIVOLGE A tutti i cittadini della Calabria che vi hanno accesso gratuito. Si rivolge, in particolare, agli operatori culturali, come dirigenti scolastici e professori, operatori delle comunicazioni sociali, responsabili di biblioteche comunali e scolastiche, ecc. Ogni giorno saranno organizzati convegni per gli alunni della scuole (di mattina) e per il pubblico generico (di pomeriggio).
PERCHÈ LA FIERA DEL LIBRO CALABRESE?
- Perché siamo convinti che la battaglia per un futuro di vero sviluppo della Calabria si vince o si perde sul piano culturale.
- Perché siamo convinti che, molto spesso, l'editoria minore è tale solo perché è tagliata fuori dai grandi circuiti della distribuzione e dal relativo strapotere della promozione pubblicitaria. Non riesce, perciò, a sviluppare un adeguato volume di vendite e guadagni, ma che, il più delle volte, non ha nulla da invidiare alla grande editoria per lo standard qualitativo.
- Siamo convinti che diversi autori di grande spessore culturale, per vari motivi, non pubblicano con la grande editoria.
- Ci chiediamo: possiamo rinunciare a parlare con la nostra voce solo perché altri hanno la voce più forte della nostra? Ma a che serve parlare/scrivere se non c'è chi ascolta/legge?
INFO Associazione "Sinergie Culturali" Via Leonardo da Vinci, 2 88046 Lamezia Terme tel 0968-441373 - cell. 333-5692376
Nell'ambito della Fiera del libro calabrese, in corso in questi giorni presso il Centro pastorale di Lamezia Terme, si terrà giovedì 30 ottobre alle ore 10,00, l'incontro con le scuole sul volume Vita di Tommaso Campanella di Sharo Gambino. A pochi mesi dalla scomparsa del grande giornalista e scrittore calabrese, la Città del Sole Edizioni ha voluto omaggiarlo con la ristampa della biografia del filosofo Tommaso Campanella, già edito nel 1987 con il titolo "Dieci cavalli bianchi", e ora inserito nella collana I tempi della storia. La casa editrice reggina, inoltre, ripubblicherà a breve anche il volume di Gambino La mafia in Calabria. All'incontro parteciperanno la vedova dello scrittore, Carmela Ceraso Gambino, lo storico Carmelo Bagnato e l'editore Franco Arcidiaco. Sharo Gambino aveva pensato questa biografia per gli studenti delle scuole medie, al fine di introdurre anche ai più giovani questa figura eccezionale del pensiero utopistico e vero emblema della Calabria. In uno stile semplice e lineare, ma sempre brillante e coinvolgente, racconta la vita avventurosa e piena di sventura del filosofo che trascorse ben 27 anni in carcere. Arrestato con l‘accusa di essere stato l'ispiratore di una rivolta contro il Regno di Spagna, negò sempre, fingendosi pazzo e sfuggendo così alla morte certa. La sua sorprendente lucidità mentale, il sapere accumulato negli anni di studi, la sua perseveranza prodigiosa gli consentirono di continuare a scrivere numerosissimi libri, anche nelle terribili condizioni in cui era tenuto. I suoi scritti, grazie all'appoggio di diversi amici ed estimatori in Italia e in Europa, furono pubblicati all'estero, accrescendo la fama del monaco di Stilo che solo a tarda età fu liberato e condotto a Parigi, dove trascorse i suoi ultimi anni Gambino, in omaggio alla ferrea forza di volontà che aveva fatto superare a Campanella i terribili supplizi cui l'Inquisizione sottoponeva i sospettati di eresia, volle intitolare il libro proprio "Dieci cavalli bianchi", la folle risposta che il monaco proferì a un certo punto dei lunghi interrogatori. Un invito alla lettura, quindi, per i giovani studenti calabresi ai quali Gambino propone questa grande figura, senza rinunciare a colorire il racconto con la leggenda sulla magica "erba di Campanella", che cresce solo nelle campagne intorno a Stilo ed è capace di donare a chi la mangia ogni sapere (da qui la sua grande sapienza), e con la controversa questione, che tanto dice sugli atteggiamenti dei calabresi, dell'attribuzione dei natali di Campanella, contesi ancora oggi tra i comuni di Stilo e Stignano.
Chi è Sharo Gambino Sharo Gambino è nato a Vazzano (in provincia di Vibo Valentia) il 7 gennaio 1925, ma, a parte qualche breve parentesi, è sempre vissuto a Serra San Bruno (VV). È morto a Lamezia Terme il 25 aprile del 2008. Giornalista, scrittore, saggista e autore di testi teatrali, ha iniziato a ventitré anni la sua carriera letteraria pubblicando su un settimanale a fumetti il racconto Tragico destino. L'incontro con la drammatica realtà sociale di Cassari, dove è incaricato di dirigere un Centro di cultura popolare, è da lui stesso paragonato a quello di Carlo Levi con la Lucania, e gli detterà Sole nero a Malifà, il suo primo romanzo. Quando, nel 1969, le forze dell'ordine pubblico interruppero un summit mafioso a Montalto, in Aspromonte, Gambino intuì che la vecchia mafia contadina calabrese stava per mutare pelle e compiere un salto di qualità. È nata così La mafia in Calabria, primo saggio sull'argomento in Italia, per il quale ha vinto nel 1976 il Premio Sila, conferito da una giuria presieduta da Carlo Bo. Gambino ha poi dedicato al tema della criminalità anche Mafia la lunga notte della Calabria e ‘Ndranghita dossier, cui hanno fatto seguito un'intervista per la BBC ed un ciclo di conferenze in Svizzera. È stato collaboratore di quotidiani nazionali, Il Messaggero, Il Tempo, Momento-sera, e di giornali locali, Gazzetta del Sud, Corriere calabrese, Gazzettino del Jonio, i Quaderni calabresi, il Giornale di Calabria ed altri. Ha collaborato per quarant'anni col Giornale Radio Rai e con la Struttura di Programmazione della Rai di Cosenza, per la quale ha scritto alcuni sceneggiati fra cui Boccheciampe e, in quattordici puntate, Vizzarro, la storia di Francesco Moscato brigante del periodo napoleonico (una sceneggiatura poi rielaborata in forma di romanzo). Nel 1988 la Gazzetta del Sud ha pubblicato in diciotto puntate il suo romanzo giallo Concerto in Re Maggiore, racchiuso poi in volume nel 1999. Per quasi sessant'anni anni, la verve narrativa, la facilità di scrittura, la cultura, il profondo interesse per tutto quanto fosse di argomento calabrese, hanno prodotto decine e decine di articoli, saggi storici o letterari, romanzi, antologie, recensioni - tutto all'insegna della calabresità. Gambino è all'origine della leggenda metropolitana sulla presenza, nella Certosa di Serra San Bruno, del militare americano autore del bombardamento atomico di Hiroshima (vicenda ricostruita e spiegata nel pamphlet L'atomica e il chiostro) - come pure dello scoop sul controverso soggiorno a Capistrano del pittore P. A. Renoir - ed infine dello spettacolare ritrovamento di una lettera di Giovanni Boccaccio, aspirante ad un asilo in Calabria. Molti e interessanti i suoi contributi alla letteratura calabrese alla quale si è dedicato con diverse ricerche e pubblicazioni Dei romanzi si ricordano: Fischia il sasso, In nome del re schiavo, Plot, L'ombra sua torna e, tra i volumi di racconti: Il sesso dei gatti, L'ospite, All'ombra di Trentinella, La ragazza del fiume. Tra i suoi riconoscimenti: il Premio Corrado Alvaro (1960), Premio Amantea (1964), Premio Nicola Misasi (1964), Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri (1974), Premio Sila (1976), Trofeo "501" Vibo Valentia, Premio Calabria (1967), Pino d'oro (1988), Premio Ghironda (1999).
È sulla spinta di un'onda emotiva che ci accingiamo a parlare dello scambio epistolare avvenuto dal luglio 2007 al gennaio 2008, tra Monsignor Bregantini ed i suoi fedeli. Le parole scritte hanno composto fogli di intenso lirismo, che Ida Nucera, giornalista, di formazione ignaziana, ha voluto rendere pubblici, concedendo, a credenti e non, un'opera letteraria di indubbio valore artistico e sociale.
Col trasferimento di Monsignor Bregantini, la Locride, i fedeli e la Calabria onesta hanno perso un interlocutore unico e per il momento insostituibile. Lo dimostra Lettere dalla Calabria, (Citta'del Sole Ed. pag.168 euro 15 con opuscolo allegato"Immagini dalla Calabria).
La lettura di questo libro concede una pausa sostanziale dalla distrazione: essa conduce tra le familiari certezze che animano un cristiano doc; ma nello stesso tempo avvicina ai dubbi dello scettico e a quelli dell'uomo postmoderno, il quale spesso crede, ma senza sapere bene in che cosa.
Anche Platone compose delle lettere, tredici scritti in cui viene fuori un uomo d'azione appassionato e tenace, che sa affrontare pericoli e travagli, pur di realizzare il suo progetto ideale, rivolto al rinnovamento della società; più o meno come il Vescovo di Locri. Sarà l'epistola, con la sua forza, nascente dall'avere un destinatario ben determinato, che spinge lo scrivente a essere diretto e vero, convincente, autentico. La lettera è la prima forma di psicanalisi e, come dimostra Platone, di confessione sincera. D'altronde anche gli apostoli scrissero molte lettere per annunciare il Vangelo. Nella fortezza del discorso diretto risiede un mistero, lo stesso che anima ogni parola, ogni gesto rivolto a sconfiggere l'isolamento sociale, l'afasia e l'indifferenza. Monsignor Bregantini e la sua privilegiata interlocutrice sembrano saperlo bene.
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