È sulla spinta di un'onda emotiva che ci accingiamo a parlare dello scambio epistolare avvenuto dal luglio 2007 al gennaio 2008, tra Monsignor Bregantini ed i suoi fedeli. Le parole scritte hanno composto fogli di intenso lirismo, che Ida Nucera, giornalista, di formazione ignaziana, ha voluto rendere pubblici, concedendo, a credenti e non, un'opera letteraria di indubbio valore artistico e sociale.
Col trasferimento di Monsignor Bregantini, la Locride, i fedeli e la Calabria onesta hanno perso un interlocutore unico e per il momento insostituibile. Lo dimostra Lettere dalla Calabria, (Citta'del Sole Ed. pag.168 euro 15 con opuscolo allegato"Immagini dalla Calabria).
La lettura di questo libro concede una pausa sostanziale dalla distrazione: essa conduce tra le familiari certezze che animano un cristiano doc; ma nello stesso tempo avvicina ai dubbi dello scettico e a quelli dell'uomo postmoderno, il quale spesso crede, ma senza sapere bene in che cosa.
Anche Platone compose delle lettere, tredici scritti in cui viene fuori un uomo d'azione appassionato e tenace, che sa affrontare pericoli e travagli, pur di realizzare il suo progetto ideale, rivolto al rinnovamento della società; più o meno come il Vescovo di Locri.
Sarà l'epistola, con la sua forza, nascente dall'avere un destinatario ben determinato, che spinge lo scrivente a essere diretto e vero, convincente, autentico. La lettera è la prima forma di psicanalisi e, come dimostra Platone, di confessione sincera. D'altronde anche gli apostoli scrissero molte lettere per annunciare il Vangelo. Nella fortezza del discorso diretto risiede un mistero, lo stesso che anima ogni parola, ogni gesto rivolto a sconfiggere l'isolamento sociale, l'afasia e l'indifferenza. Monsignor Bregantini e la sua privilegiata interlocutrice sembrano saperlo bene.