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Il pensiero di Alessandro Leogrande al liceo Classico con “Libriamoci”

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – La scrittura e il pensiero di Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista scomparso prematuramente un anno fa, sono stati al centro dell’incontro organizzato al liceo classico “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme nell’ambito di “Libriamoci 2018”, le giornate di letture nelle scuole, progetto promosso in tutta Italia dal Miur attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – attraverso il Centro per il libro e la lettura.

L’iniziativa, organizzata dalla blogger lametina Ippolita Luzzo, ha visto coinvolte due classi dell’istituto superiore lametino guidate dalla docente Maria Chieffallo che, leggendo il libro “Frontiera” di Leogrande , hanno avuto occasione di riflettere e interrogarsi sulla realtà del mondo contemporaneo segnato da una linea immaginaria che separa il Nord dai Sud del mondo, il centro dalla periferia, il dramma di chi scappa da guerre per cercare prospettive di vita migliori e chi lucra sui fenomeni migratori creando masse di nuovi schiavi.

Vicedirettore per dieci anni della rivista “Lo straniero” fondata da Goffredo Fofi, Leogrande ha affrontato questi temi nella sua attività di scrittore e di giornalista e rileggerlo – ha detto Ippolita Luzzo conversando con gli studenti – “ ci fa capire quanto noi tutti sappiamo pochissimo o nulla di questo esodo biblico, di questo movimento epocale di popoli, di quanto sia dura ed efferato il regime in Eritrea, di cosa successe ai curdi, ai siriani, di come sia preparato il viaggio, da quanti mesi è fatto un viaggio e di come il viaggio trasformi chiunque lo faccia”. E’ questo il testamento dello scrittore, scomparso a soli quarant’ anni “che ci mostra il dramma e la confusione di questi tempi in cui viviamo. Ci mostra i nuovi schiavi che arrivano sulle nostre coste diventando vittime di falsi imprenditori del sociale. Ci mostra, negli articoli sulla città di Taranto, il dramma di una città ammalata che accetta la malattia come sopravvivenza”. La blogger ha sottolineato la missione propria dei libri in questa fase storica, che è quella di “fare testimonianza di questi tempi di orribile confusione sul nulla”.

Per la docente Chieffallo “anche quest’ anno il liceo classico e il dirigente Nicolantonio Cutuli hanno accolto con entusiasmo questo progetto che, in particolare sui temi trattati nel libro di Leogrande, aiuta gli studenti ad affrontare con spirito critico attraverso i libri e le lettura questioni di estrema importanza, sui quali troppo spesso prevalgono la retorica e gli slogan”.

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