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Cinque lametini al Maon di Rende in occasione delle celebrazioni del suo ventennale

martedì 12 settembre 2017

Cinque opere di artisti lametini sono entrate a far parte della collezione permanente del MAON (Museo d’Arte dell’Otto e Novecento) di Rende in occasione delle celebrazioni del suo ventennale.
Il Maon oggi rappresenta una realtà culturale abbastanza rara nel meridione poiché raccoglie e documenta l’arte moderna e contemporanea legata a questa regione, accogliendo gli artisti che con essa hanno legami per nascita, permanenza o frequenza operativa. La struttura, che ha sede a Palazzo Vitari, nel centro storico di Rende, ha il riconoscimento, fra i luoghi del contemporaneo, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Tutto ha origine dall’iniziativa del Centro per l’arte e la cultura “A. Capizzano” di Rende, associazione fondata da Sandro Principe. In sette anni di costante attività il Centro si è dotato di raccolte stabili fino a realizzare il progetto del critico d’arte Tonino Sicoli, quello di istituire un Museo. La consistente raccolta si presenta come “un unicum coerente ed articolato: capace di accogliere un corpo di lavori dotato di una comune matrice storico-geografica e di restituire il senso dell’eterogeneità linguistica contemporanea”.
Per celebrare i vent’anni di intensa attività, il Maon ha inaugurato tre eventi espositivi.
Il primo, “New Entry /Acquisizioni recenti”, a cura di Tonino Sicoli e Gregorio Raspa, ha accolto nella collezione di Arte in Calabria anche le opere di cinque lametini. Quelle dello scultore Fiorenzo Zaffina e del pittore Antonio Veneziano Pujia. Quella dello scultore, pittore e scenografo Francesco Antonio Caporale dedicata al poeta Franco Costabile (già presentata al Museo della Memoria a Sambiase, nell’ambito della mostra “Quando l’ora vacilla di luna”) “Mosche, primo blu…SS della vita”, olio tecnica mista su carta applicata su multistrato. E ancora, la stampa fotografica su plexiglas “Contatti” di Francesca Ferraiuolo; la scultura in acciaio saldato e vetro “Smaragdos” di Antonella Rocca; l’opera fotografica di Domenico Mendicino tratta da un più complesso e suggestivo lavoro intitolato “Samara”. Tra le nuove acquisizioni: i lavori di altri artisti, molti di origine calabrese, ma anche esterni che vivono in diverse regioni e mantengono contatti culturali con il territorio. Per citarne alcuni: Pippo Altomare, Nicola Carrino, Antonio Cilurzo, Elda Longo, Francesco Guerrieri, Angelo Savelli.
La seconda mostra “Manifestarsi/Attività e Comunicazione di un Museo” a cura di Tonino Sicoli e Silvia Pujia, propone una serie di manifesti che documentano eventi importanti ospitati al Maon, come “Caro Novecento”, “Omaggio a Umberto Boccioni”, “Around Rotella”, “Alberto Burri e i poeti”.
La terza iniziativa “Maon story/Slide show” a cura di Carmelina Cosenza e Roberto Principe (strategie culturali”) presenta alcuni video che documentano questi venti anni di attività: allestimenti, serate inaugurali, personaggi della cultura che hanno frequentato il Maon.
L‘evento espositivo consente di apprezzare il valore del Maon e del Centro “A. Capizzano” come un’eccellenza dell’offerta culturale calabrese caratterizzata da un contesto autonomo, ben definito e perciò riconoscibile.

Elisabetta Mercuri

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