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A “No(t)te d’Autore” domani Luigi “Grechi” De Gregori

giovedì 2 marzo 2017 - 14:56
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CATANZARO – A “No(t)te d’Autore”, la rassegna di cantautori promossa dall’associazione Arangara con il patrocinio della Regione Calabria, è la volta di Luigi “Grechi” De Gregori, domani, venerdì 4 marzo, all’Oratorio del Carmine con inizio alle 20:30.

Grechi nasce musicalmente alla fine dei ‘60 al Folkstudio di Roma, mitico locale di Trastevere che fu l’approdo di un’intera generazione musicale d’avanguardia. Refrattario alle mode e attratto dalla musica dal vivo molto più che dalle sale di incisione, si dovrà attendere il ‘75 per la pubblicazione del suo primo album “Accusato di libertà”. E di libertà Grechi dimostrava di masticarne parecchia: in quegli anni, lo si poteva ascoltare in giro per festival alternativi e radio libere, locali e cantine ma questo non gli impedì certo di continuare a scrivere e incidere brani corrosivi e spiazzanti come “Elogio del tabacco” o “Il mio cappotto”. Verso la fine degli anni ’80, con qualche disco in più all’attivo, scrive “Il bandito e il campione”, brano portato al successo dal fratello Francesco De Gregori; la canzone vale a Luigi il Premio Tenco nel ’93 come miglior canzone dell’anno. Approdato alla Sony, continua a incidere: “Dromomania”, “Azzardo”, “Girardengo e altre storie”, “Cosivalavita”, “Pastore di Nuvole” e infine “Angeli e Fantasmi” il suo ultimo lavoro. L’accusa di libertà continua a pendere sul suo capo. Partecipa a festival itineranti con i poeti della Beat Generation; accompagna alla chitarra Lawrence Ferlinghetti, suona coi suoi amici Peter Rowan e Tom Russell, si avventura nella Valle della Morte e, con identico impegno e passione, per le autostrade italiane che oggi lo hanno portato a Catanzaro.

Ad aprire il concerto di Grechi, sarà Fausto Bisantis. Impegnato da anni nella ricerca stilistica di nuovi territori musicali, grazie al progetto Faust & Malchut Orchestra, Bisantis attingere a diversi stili e repertori senza prendersi troppo sul serio; dal blues alla psichedelia, dal funk al progressive, secondo una concezione puramente sinfonica e orchestrale all’interno del rock. Musica non colta ma capace di arrivare ai palati più esigenti.

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