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“Di solo pane”, al MARCA la mostra personale dell’artista lametino Francesco Antonio Caporale

sabato 12 novembre 2016

marca_di_solo_paneCATANZARO – Gli spazi espositivi del museo MARCA dal 20 Novembre 2016 al 10 Gennaio 2017, ospiteranno la mostra personale dell’artista Francesco Antonio Caporale, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo.

L’esposizione, curata da Teodolinda Coltellaro, è intitolata “Di solo pane” e proporrà alla visione oltre 30 opere attraverso cui Caporale sviluppa la tematica del pane, prezioso alimento necessario all’esistenza dell’uomo. Il progetto espositivo, pensato e realizzato appositamente per gli spazi museali, offrirà all’analisi un percorso di ricerca linguistica che, con il valore formale ed estetico delle opere esposte, racconterà dell’importanza del pane nella storia dell’uomo e dell’artista, della sua identità materiale e del suo destino spirituale. Così, Teodolinda Coltellaro, nel suo testo critico spiega la mostra: (…) “Da secoli si ripete che “non si vive di solo pane”, facendo in ciò riferimento all’imprescindibile dimensione spirituale del vivere. Di solo pane può vivere il segno narrante dell’artista Caporale quando, nella forza plastica e nel tessuto pittorico delle sue opere, declina un percorso di ricerca creativa che trae origine e significato dal pane.
Le sue opere offrono una raffinata traduzione formale alla dimensione memoriale del pensiero. In essa il territorio è luogo fertile di rimandi e il pane diventa origine e destino terminale di una partitura figurale in cui si inseguono una molteplicità di segni e di sottili correlazioni simboliche.
(…)L’urgenza conoscitiva, che induce a ritornare sulle singole opere, permette di scoprire un inanellarsi di richiami simbolici, di metafore visive: gli occhi del pane, il cuore del pane, la casa, l’esistenza stessa costruita sul pane; l’albero che affonda le proprie radici nel corpo del pane, nella sua sostanza più densa e feconda; l’albero, ancora, che nasce dal corpo dell’uomo, l’attraversa assorbendo nutrimento dal pane; l’uomo stesso che nasce dal pane; gli uomini in gesto di preghiera sospesi sugli alberi che affondano le radici nel pane; le rane che saltano sul pane sottolineando, nel loro ininterrotto moto circolare, la ciclicità dell’esistere, l’eterno ritorno dell’uguale.
Segni e simboli che rimandano al vissuto, ma anche a tutto un mondo di valori che cresce e si sviluppa nel corpo del pane, nel nome del pane: il pane perduto, il pane degli angeli, il pane benedetto, il pane dell’amicizia, il pane dei morti, il pane dei santi e tante altre denominazioni che concorrono a costruirne nei secoli l’identità. Il pane è il mondo perché il mondo vive grazie ad esso; è l’uomo stesso a cui dà forza e gambe per esistere. Il pane, dimora di memoria e alito di vita, nell’opera d’arte è sostanza che nutre lo sguardo dopo aver nutrito il corpo dell’uomo.
Così, di opera in opera, in un’esplorazione visiva quasi tattile, si amplia la gamma dei significati riconducibili all’identità del pane; dalla dimensione puramente esperienziale e memoriale, dalle storie e dalla storia che lo raccontano si passa a contenuti più universali che travalicano il singolo individuo, la sua storia, il suo percorso di vita per raccontare di ogni uomo, di ogni luogo dove il pane nutre i giorni di poveri e affamati, ma nutre anche gli occhi di chi coltiva sogni di futuro diventando esso cibo per l’anima. Allora, inseguendo le radici del mondo immaginativo di Caporale e le segrete alchimie generative di segni e significati, ha un senso parlare di “ascolto” del pane, poiché non è all’orecchio fisico che si fa riferimento ma alle incognite distese di ascolto interiore che si aprono in quel misterioso sentire dell’uomo e da cui l’uomo stesso, nella sua profondità d’ascolto, rinasce. E’ una dimensione quasi sacrale che va ben oltre la percezione uditiva dell’ascolto; è un ascolto nuovo che misura il battito della vita che cresce, che lievita, si espande nel pane e col pane, per cui il pane è più propriamente lievito vitale, è il pane della vita. Esso è elemento di unione tra terra e cielo, tra materia e spirito.
(…)”Di solo pane”, in conclusione, diventa un prezioso ossimoro poiché il sogno creativo dell’artista, nel suo dipanarsi, scopre, con stupito candore, il vero corpo del pane: quel suo corpo che nutre il proprio corpo e che trova posto nell’animo; quel pane di cui l’uomo sazio può vivere solo se riempie i granai dello spirito.
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo bilingue (italiano/inglese), edito da Silvana Editoriale, terzo volume della collana “Quaderni del Marca”, contenente i testi critici di Teodolinda Coltellaro e Giorgio de Finis ed un apparato biobibliografico dell’artista.

Francesco Antonio Caporale, nasce nel 1954 a Lamezia Terme, città nella quale vive ed opera. Dopo il liceo artistico, completa la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nei primi anni ottanta, nel solco concettuale della Transavanguardia, nascono le sue “fantasie neo-barocche”; opere che affondano radici nell’estensione immaginativa del suo sentire e che, dal gioco multiforme delle superfici, si aprono allo spazio, incorporandolo con motivi installativi e alchimie visive. Già fin dagli inizi del suo percorso creativo la sua ricerca è apparsa animata da quella sottesa tensione alla sperimentazione che rende mobili e sfumati i confini tra gli stessi linguaggi espressivi. Col suo lavoro ne rivitalizza gli elementi costitutivi operando una loro continua ridisposizione sintattica, una continua mutazione all’origine di feconde ibridazioni. Così la pittura si appropria di elementi scultorei e la scultura dialoga con le cromie pittoriche: diventa oggetto, superficie colorata che si appropria dello spazio, diventa installazione, struttura performativa. I lavori più recenti raccontano la sua vocazione ambientalista in una preziosa contaminazione di segno grafico e pittorico che si trasforma, attraverso uno spontaneo processo metamorfico, in manufatto scultoreo. Nello snodarsi evolutivo del suo percorso creativo, ha tenuto mostre personali e collettive in varie città italiane e all’estero. Tra le più recenti si ricordano: 54a Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, palazzo delle esposizioni, Torino, 2011-12; Artist’s Books/Offline/Online, omaggio a John Cage nel centenario della nascita, Qal’Art Caltanissetta, 2012, a cura di C. Barba; personale “Quando l’ora vacilla di luna”, Museo della Memoria, Lamezia Terme,a cura di T. Coltellaro 2013; Omaggio a Cavellini, Savona, 2014; Ceramica viva ,Via delle ceramiche d’Italia, Palazzo Patrizio Maierà, Cosenza, 2014; Premio Internazionale Limen Art Palazzo Gagliardi Vibo Valentia VI edizione, Sezione Maestri di Calabria, a cura di G. Bonomi – G. Di Genova – E. Le Pera, L. Caccia; Visione Inattesa, Mostra del Patrimonio dell’accademia di belle Arti di Catanzaro, Complesso Monumentale del San Giovanni Catanzaro, a cura di F. Brancato,2015; Personale “Sul cuore della luna”, Museo Civico Taverna,Taverna (CZ) a cura di G. Valentino, 2015; Invisibile, Museo Diocesano Seminario Vescovile”G. Speciale” Caltanissetta, a cura di F. Spena, 2016. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Inaugurazione Domenica 20 Novembre 2016 ore 18.00
Conferenza Stampa ore 17.30 Sala Panoramica Museo Marca
info: MUSEO MARCA Via Alessandro Turco 63 – Catanzaro
Orario: 9.30/13.00-15.30/20.00 Lunedì chiuso

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