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Ischia: l’anoressia si combatte danzando su “Nodi d’amore” indissolubili

sabato 30 luglio 2016

artemisiaISCHIA (NA) – Parte la base, la voce di Arisa si alza limpida in una sera calda d’estate, ti entra dentro. Sul palco, delle adolescenti come tante, stessi sogni, stesse difficoltà, danzano sulle note del brano, La Notte: “Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare perché mi porto un dolore che sale, che sale…” Si avvia così “Nodi d’amore”, la manifestazione che si è svolta ieri, 29 luglio, presso la Piazzetta San Girolamo di Ischia, cuore della movida isolana e fortemente voluta dall’ Associazione “Artemisia – Una voce per l’anoressia”. In molti non riescono a trattenere le lacrime, le note scorrono malinconiche, le ragazze volteggiano leggere, sulla bocca un cerotto ad indicare un dolore muto che non ha parole e in tanti corrono con la mente ad un’altra giovane donna scomparsa proprio un anno fa. E’ volata via anche lei leggera come una farfalla di ormai quasi 30 chili e con un peso enorme sul cuore: era il 28 luglio del 2015, Artemisia Massa 22 anni, una ragazza studiosa, amante della danza e delle arti, solare, allegra si arrende all’anoressia.

nodi-damore-associazione-artemisiaLa serata condotta da Danilo Ferrandino vede sul palco alternarsi quattro scuole di danza isolane: Il Balletto di Ischia di Tony Fortezza e Barbara Rumore di cui è direttore artistico Claudio Montefusco, la Body Ballet Dance di Paolo Massa e Anna De Angelis, Studio Danza di Daniela Pugliatti e il gruppo Libertago prodottosi nel tango argentino di Sofia Victoria Mira. Adolescenti di tutte le età che danzano legati da un unico filo conduttore il linguaggio dell’armonia, del movimento corporeo che è arte, espressione, visibilità dell’animo. Un linguaggio che mira ad entrare nel cuore degli spettatori per veicolare quello che l’Associazione si prefigge: informare in modo non convenzionale, esprimendo un messaggio d’amore che deve scuotere, non acquietare, che deve “rompere le abitudini”, come ha avuto modo di dire il Professor Tommaso Ariemma docente di storia e filosofia presso il liceo cittadino intervenuto alla serata.

Dall’ esperienza dolorosa della perdita della propria figlia, il professore di Scienze Motorie Paolo Massa, fonda l’Associazione Artemisia per promuovere nelle scuole, tra i giovani, la conoscenza della malattia. In Italia 3 milioni di adolescenti vivono il dramma dei DCA (disturbi del comportamento alimentare) di cui l’anoressia rappresenta solo la punta dell’iceberg e che investono il corpo e l’anima della persona sofferente e verso i quali, la società, la sanità, le famiglie non sono “attrezzate”. L’ Associazione nata per aiutare senza scopo di lucro chiunque vive con una persona cara il dramma dell’anoressia, cerca di sostenere ed accompagnare chi lo richiede anche da un punto di vista burocratico. Grande l’impegno nel richiedere al legislatore un miglioramento della normativa vigente per la cura degli ammalati di anoressia e dei DCA, dove si incontrano incongruenze enormi come per esempio l’accesso ai trattamenti sanitari per il malato solo se possiede “un certo peso”, a cui spesso il malato non arriva proprio per il suo rifiuto del cibo.

Con la serata di ieri patrocinata dal Comune di Ischia, continua dunque la mission di “Artemisia”, che approfittando anche della presenza di numerosi turisti sull’isola diffonde così il proprio messaggio ad un pubblico più ampio. Numerosi già gli iscritti all’associazione; e poi gemellaggi ed interventi presso iniziative culturali ed artistiche in altri comuni italiani: a Riccione per esempio nell’ambito dell’Hip Hop Contest 2016 è stato istituito un premio porta il nome di Artemisia Massa, per il miglior ballerino/a.

Richiesta di presidi sanitari, ricerca, sensibilizzazione dell’opinione pubblica e snellimento burocratico dunque le parole d’ordine dell’associazione che ovviamente richiede di sostenersi anche economicamente: due euro è la quota associativa di base per partecipare alla diffusione di un messaggio prezioso.

13681906_10205795368358206_648446260_oSul palco si continua a danzare: hip hop, classico, moderno, si spazia da What a feeling del film Flashdance a La Bamba, c’è tanta energia. Una serata di gioia, ma sottile è la malinconia che si fa largo; chissà quanti adulti avranno compreso il messaggio di ascoltare questi giovani, di dare dei punti fermi, di nutrire anche il cuore piuttosto che controllarne solo il corpo credendo che la propria figlia, il proprio figlio, arriverà alla Scala di Milano con un panino in meno. Che belli questi sorrisi di giovani donne! Ci auguriamo che continuino ad essere un messaggio di speranza, di energia e vitalità, di continuare ad arricchire i selfie dei loro amici. La sconfitta di Artemisia, il dolore dei genitori. Il ricordo che non muore, della giovane donna, il seme di speranza piantato dai genitori; proprio come ne La Notte di Arisa, a luci spente e palcoscenico vuoto mi sembra di risentirla: “Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà. La vita può allontanarci, l’amore continuerà…”

Perché ci sono “nodi d’amore” indissolubili.

Luisa Loredana Vercillo

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