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“In religioso silenzio”, domani all’Umberto chiude la rassegna teatrale Ri-Crii

giovedì 14 aprile 2016

imageLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Ultimo spettacolo domani (venerdì 15 aprile) alle 21 per la XIII edizione della rassegna teatrale “Ri-crii. Ricreare il senso presente” organizzata da “Scenari visibili” e che, iniziata il 3 gennaio scorso con la messa in scena di “Patres”, si concluderà con “in religioso silenzio”, di e con Alberto Ierardi e Giorgio Ierda.
Lo spettacolo, portato in scena dalla compagnia La Ribalta Teatro di Pisa vincitore del Festival Strabismi-Foligno 2015 e finalista di Anteprima-Scenica Frammenti Lari 2015, racconta la storia di Tito e Dodo, due disoccupati cronici del nostro tempo. Con il termine cronico, ci riferiamo a quello stato che coglie l’individuo quando pensa di non poter mutare niente di se stesso e del mondo che lo circonda…un male che affligge il nostro tempo e la nostra generazione.
I due, su commissione di una confraternita segreta, si ritrovano a dover trafugare il cadavere più importante della Storia, quello del Cristo. Un lavoro sporco ma ben retribuito, che i nostri protagonisti, con le dovute ansie, speranze e paure, si apprestano a svolgere. Ma nel momento di aprire il sepolcro, lo scoprono essere vuoto.
Da qui si sviluppa il dramma di Tito e Dodo: Cosa fare? Fuggire? Impiccarsi? Trafugare un altro corpo? Potrà mai la cifra di denaro promessagli, cambiare le loro vite?
Tutto lo spettacolo, che sarà ospitato nel teatro Umberto, si svolge in mancanza dell’elemento centrale: il corpo di Cristo, grande assente in tutta la pièce. Presenti invece i due poveri protagonisti, con le loro anime sudice e innocenti come bambini: indifesi e malviventi per forza, tessitori di tranelli da quattro soldi, vittime di un inganno di cui sono la bassa manovalanza.
Un’altra interessante rappresentazione, quindi, per quello che, ormai, è diventato un appuntamento annuale nel panorama culturale lametino e regionale che quest’anno ha registrato spesso il tutto esaurito per una edizione che, come evidenziato dal direttore artistico Dario Natale, “abbiamo portato avanti con caparbietà per poter offrire appuntamenti di un certo livello ai quali, ormai, la città è abituata”.

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