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Domani in scena “Il padrone” con il regista e attore di teatro Rosario Giglio

venerdì 20 marzo 2015

rosario_giglio_lameziaCOSENZA – Una rivisitazione senza stravolgimenti. Sarà questo, in sintesi, lo spirito de “Il Padrone”, l’opera teatrale che verrà presentata domani al Teatro Grandinetti dalla “compagnia stabile teatro Bolivar”. Gli attori nel corso della mattinata incontreranno gli studenti delle scuole che avranno la possibilità di conoscere artisti di spicco, mentre la sera lo spettacolo verrà proposto al pubblico adulto.

La conferenza stampa è iniziata con un intervento del presidente del consiglio comunale, Francesco Grandinetti, che ha ringraziato l’associazione “I Vacantusi” che “hanno fatto sì che la città, in un anno che non ha avuto una stagione di prosa fatta dal comune, abbia potuto avere un respiro teatrale”.

Lo spettacolo si rifà all’” Avaro” di Moliére ma, come spiegato da Rosario Giglio, regista e attore teatrale, è stato “rielaborato” modificando l’età del protagonista e dando una motivazione al perché della sua avarizia, “una storia d’amore finita male”. Dal momento che “in teatro non c’è nulla da inventare ma ci si riemoziona, i dialoghi sono inalterati rispetto all’originale di Moliére” ed ha aggiunto “ci siamo basati sulla traduzione di Francesco Garboli”. “Lo spettacolo – ha proseguito – è scarno di scene perché in allestimento e, man mano che si allestisce l’Avaro di Moliére, si vivono le vicende dei vari personaggi”.

All’incontro con la stampa erano presente anche altri attori. Massimo Pagano ha spiegato come spesso il pubblico percepisce autori come Moliére come una “guallara” ma “noi lo affrontiamo in modo dinamico” per far capire cos’è il sentimento dell’avarizia di cui è pervaso il protagonista, Arpagone. Sasà Palumbo ha voluto ringraziare tutti coloro i quali hanno permesso la realizzazione dello spettacolo sottolineando che con “gli attori e amici della compagnia ci si diverte tanto”.

Ciro De Luise, altro attore che interpreterà Cleante, figlio di Arpagone, ha svelato alcuni tratti del protagonista. “Arpagone – ha detto – vuole possedere tutto e tutti, in particolar modo l’amore”.
Poi l’intervento del segretario dell’associazione “I Vacantusi”, Nicola Morelli, che ha evidenziato come Lamezia sia una delle città calabresi che sto producendo più attività culturali. Morelli ha espresso altresì soddisfazione per il salto di qualità della rassegna “Vacantiandu”, giunta alla sua quarta edizione, che all’ “amatoriale” ha avuto modo di unire il “professionale”. Prima della chiusura Giglio ha voluto fare una sorta di denuncia inerente il teatro nelle scuole. “Il vero modo di fare teatro è quello di farlo con le scuole perché è puro” ed ha aggiunto “ai ragazzi bisogna proporre autori che incontreranno nel corso di studi, autori che gli diano la possibilità di formarsi e di farli innamorare del teatro”; la sua denuncia è quella di non fare del teatro nelle scuole un business.

Denise Di Matteo

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