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Presentato il libro di Erminio Amelio, “L’omicidio di Nicola Calipari”

sabato 7 marzo 2015

calipari_libro1LAMEZIA TERME (CZ) – “Anche i morti sentono freddo quando sono sulla soglia dell’oblio”. È con questa citazione di Sant’Agostino che il magistrato Erminio Amelio, ha cercato di spiegare una delle chiavi di lettura del libro presentato ieri sera a Palazzo Nicotera.

L’iniziativa è stata promossa dal Centro “Riforme – Democrazia – Diritti” in collaborazione con la Libreria Tavella. Il titolo è “L’omicidio di Nicola Calipari” e tratta della morte dell funzionario del Sismi ucciso a Baghdad il 4 marzo 2005, subito dopo aver liberato la giornalista del “Manifesto”, Giuliana Sgrena. Uno degli obiettivi dell’autore è stato quello di mantenere viva la memoria di una vicenda così incredibile; infatti, a suo dire, il nostro paese sarebbe senza memoria e senza di essa “il paese non cresce”.

Il monito dell’autore si è rivolto alla mentalità sulla base della quale le persone vengono osannate solo dopo la loro morte, “Falcone, Borsellino, Calipari, etc ora sono tutti eroi italiani ma quando erano in vita venivano ostacolati”, ha detto.

“È un testo prettamente parlato” – ha sottolineato il giornalista Aldo Varano che ha introdotto l’autore – in cui non vi è spazio per presentare i personaggi perché il tutto è incentrato sulla tragicità dell’evento”. Varano ha anche spiegato come sia strutturato in più livelli “come tutti i buoni libri”, inoltre leggendolo si evince che “il magistrato conosce bene tutte le carte”.

L'Autore Erminio Amelio

L’Autore Erminio Amelio

L’autore ha ammesso di essere stato “impietoso perché ho parlato male di tutto e tutti”, ma ha rassicurato che “non vi è una virgola che non sia vera”. Sia Amelio che Varano hanno permesso al pubblico presente di ripercorrere i tratti salienti di una vicenda che, a distanza di anni, ha ancora dei tratti irrisolti e poco chiari. Proprio sulla base della poca chiarezza del tragico evento l’autore ha scelto la copertina. Si tratta del rapporto inviato dagli americani, ovvero “circa 300 pagine in cui praticamente non si legge nulla”. Dunque, all’interno del testo vengono trattati tutti i punti critici di questa vicenda fino a far crollare la versione fornita dal governo americano. Da qui la scelta del titolo “L’omicidio di Nicola Calipari”, perché pare che proprio di omicidio si sia trattato.

L’ennesimo caso italiano di ingiustizia fatta. Sì, perché Calipari, che era in missione per lo Stato, non ha ricevuto giustizia.

Denise Di Matteo

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