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Presentato a Lamezia il nuovo libro di Antonio Cannone

venerdì 5 settembre 2014

imageLAMEZIA TERME (CZ) – È nella sede di Palazzo Nicotera che si è tenuta la presentazione del libro “Gli Intrusi-Fascino Mortale” del giornalista e scrittore calabrese Antonio Cannone. Edito da Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria, il libro parla dell’uomo e della sua aspirazione a diventare immortale e dell’utilizzo “spropositato” dei mass media che a lungo andare possono divenire deleteri a tal punto da assorbirci.

A moderare il dibattito è stato il giornalista Ugo Floro che nella sua introduzione ha elogiato lo scrittore definendo la lettura del libro “fluente e scorrevole che innesta nel lettore la voglia di giungere subito alla conclusione”. Antonio Cannone ha precisato che il titolo iniziale del libro era “Il fascino mortale della Tv” poiché il testo si incentrava principalmente sulla televisione, “con il passare degli anni il mio libro ha avuto una virata in una direzione un po’ diversa. Nel mio romanzo – ha affermato l’autore – ho messo in scena un qualcosa che vuole lanciare un messaggio importante e cioè che l’idea secondo cui mediante i social siamo sempre in contatto con gli altri, è una mera parvenza poiché in realtà perdiamo ogni contatto con la realtà. Il monito, dunque, è quello di non perdere questo contatto perché ritengo importante prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi quotidianamente”. Non è mancata la critica velata nei confronti della politica che è sempre più distante dal cittadino e che non fa nulla di concreto per risolvere i problemi.

Alla presentazione han preso parte anche alcuni personaggi illustri della nostra città quali Nicola Rotundo, Raffaele Gaetano e Pasqualino Ruberto.

Rotundo ha evidenziato che “l’autore ha avuto la capacità di intrufolarsi nella vita di tutti i giorni mettendo in risalto che noi non siamo più padroni di noi stessi. Ritengo – ha concluso – che questo sia un libro altamente pedagogico e istruttivo”.

imageIl prof. Raffaele Gaetano, curatore della prefazione del libro in questione, ha affermato che “il testo ha diverse chiavi di lettura, tra le quali prediligo quella che evidenzia l’incomunicabilità tra gli individui. I social ci inducono inevitabilmente a chiuderci nel nostro alveo”.

Il presidente di Calabria Etica, Pasqualino Ruberto, premettendo di non avere ancora letto il libro, ha paragonato la dipendenza dai social a quella dell’alcol e della droga. Dopodiché ha elogiato la copertina del libro che “a mio avviso è altamente emblematica in quanto esprime pienamente l’idea secondo cui i social ci assorbono totalmente”.

Dopo altri interventi susseguitisi a quelli sopracitati, il moderatore Ugo Floro ha concluso lanciando un messaggio “non limitiamoci solamente a leggere il libro ma cerchiamo di divulgarlo portandolo mentalmente e metaforicamente sempre con noi”.

Denise Di Matteo

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