Uno, nessuno e centomila: lo spettacolo teatrale dei calabresi Cauteruccio | LameziaClick.com

Prosegue con successo la stagione teatrale lametina In scena al Teatro Politeama di Lamezia Terme lo spettacolo Uno, nessuno e centomila, l'ultimo romanzo scritto da Luigi Pirandello e adattato per il teatro da Giuseppe Man

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Domenica 12 Febbraio 2012 17:12
 

Prosegue con successo la stagione teatrale lametina

In scena al Teatro Politeama di Lamezia Terme lo spettacolo "Uno, nessuno e centomila", l'ultimo romanzo scritto da Luigi Pirandello e adattato per il teatro da Giuseppe Manfridi con la regia di Giancarlo Cauteruccio, noto regista teatrale di origini calabresi.

Il protagonista, in mutandoni e maglia della salute, interpretato da Fulvio Cauteruccio (fratello del regista), si chiama Vitangelo Moscarda, uomo benestante di Richieri che ha ereditato da suo padre una banca. La vita di Gengé, il suo soprannome, cambia un giorno quando la moglie, Dida, gli fa notare che ha il naso storto "pendente a destra". Da qui Moscarda si accorge di altri piccoli difetti ed imperfezioni che mai aveva notato prima.  Si rende conto, allora, di non essere più lui ma un'altra persona per ogni persona che incontra e per ogni azione che compie.

Questo fatto insignificante lo spinge a cambiare vita, chiedendosi quale sia l'io che egli crede di conoscere e quali molti io che gli altri vedono in lui. Rinuncia alle sue ricchezze ed inizia a compiere gesti strani agli occhi di chi lo conosce: sfratta una famiglia per poi regalarle un appartamento nuovo, vende la banca che ha ereditato dal padre e pronuncia discorsi strani tanto da sembrare matto al punto da far fuggire via sua moglie.

Moscarda diventa amico di Anna Rosa ed instaura con lei uno strano rapporto. Anna Rosa é in un buco ricavato in una specie di letto matrimoniale e si vede fino alla cinta. Durante i discorsi di Moscarda lei, dietro, riflessa in uno specchio, compie diversi gesti, tra cui quello di giocare con una pistola che quasi venera dicendosi attratta da lei. Si porta la pistola alla testa, se la passa sul corpo e la userà, poi, per colpire gravemente Moscarda.

Il protagonista, in ciò che dice e in ciò che fa sembra fuori di sé, anzi é corretto dire che é fuori da sé.

Con quest'opera é la prima volta che Cauteruccio si accosta a Pirandello scegliendo un romanzo che gli offre un terreno di sperimentazione legato alla ricerca del sé. Inoltre, il regista si accosta a Beckett, soprattutto con la figura di Anna Rosa che ha una certa similitudine con la Winnie di Giorni Felici. Winnie, infatti, é sepolta fino alla vita in un alto cumulo di sabbia. Ha davanti a sé diversi oggetti: un pettine, uno spazzolino da denti, un dentifricio, un rossetto, una lima per unghie ed un organetto. Ha anche un parasole ed una rivoltella, che ama accarezzare, proprio come fa la Anna Rosa di Cauteruccio.

Questo spettacolo teatrale, quindi, di Beckettiana memoria, é un viaggio all'interno dell'animo umano che permette di indagare su realtà e finzione, su individuo e collettività. E alla fine sarà proprio la testa di Moscarda a sporgere da una coperta verde.

 

Candida Maione

 
 

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