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«Una favola surreale e poetica ma anche un racconto a metà strada fra la spy-story e la fantascienza. Abbiamo voluto premiare la capacità del film di toccare più generi cinematografici in un'ottica di qualità e nello spirito del festival». Questa la motivazione per cui la giuria del Fantafestival 2009 ha attribuito il Premio Méliès al film "Butterfly zone" del regista Luciano Capponi. La pellicola, uscita il 2 luglio scorso nelle sale italiane, è tredicesima in classifica generale, quinta per media – copia; ha ottenuto anche tre stelle da parte della critica mentre il pubblico gli ha tributato un bell'otto come voto. "Butterfly zone" è inserito nella rassegna "Cinema e cinema" organizzata dall'Arci e dal Circolo "Buster Keaton" e, contrariamente alle altre pellicole in programma, non sarà proiettato al Castello Normanno ma al Teatro Grandinetti. La proiezione, prevista in calendario per il 7 settembre prossimo, sarà un'occasione importante per vedere e parlare di «cinema indipendente». Riflettori puntati, quindi, su un film innovativo che ha suscitato interesse e grandi consensi di pubblico e critica pur non avendo avuto sostegno dalle grandi case di produzione. La storia di "Butterfly zone" è intrigante, la qualità delle immagini notevole, il movimento della macchina da presa inaspettato. Il racconto è un mix di generi apparentemente folle, costruito ad arte per spettatori ancora capaci di sorprendersi, di stupirsi per farsi trasportare dalla storia narrata dalle immagini. Prodotto dalla Play Phoenix Production, la pellicola è distribuita dal "Borgo dello spettacolo" e vanta un cast di tutto rispetto con attori come Francesco Salvi, Barbara Bouchet e Patrizio Oliva, l'ex pugile dalla brillante carriera al suo esordio cinematografico. GAZZETTADELSUD Maria Scaramuzzino |