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È andato in scena nello splendido scenario dell'abbazia benedettina di Sant'Eufemia Vetere l'Eunuchus di Publio Afro Terenzio, con la regia di Pietro Bontempo. Numeroso il pubblico presente al quarto appuntamento del "Magna Grecia Teatro Festival", anche se non tutti si sono dichiarati pienamente soddisfatti degli spettacoli finora andati in scena, ma attendiamo la fine della stagione teatrale per capire quale sia stato in media il livello di gradimento. Il pubblico lametino apprezza il teatro ma sa essere anche molto critico nei suoi riguardi. All'inizio dello spettacolo dell'Eunuchus l'attore Luca Calvani ha spiegato che il commediografo romano Terenzio per la sua commedia fu tacciato di plagio per avere copiato i personaggi della commedia greca di Menandro. In realtà, ha spiegato Calvani «Terenzio affermava pubblicamente di seguire i modelli della commedia attica. Egli tuttavia, apportò modifiche ai personaggi. Gnatone e Trasone ad esempio sono aggiunte sue».
La commedia Eunuchus fu presentata nel 161 a.C. e fu tra le opere di Terenzio quella che ebbe maggior successo, tanto da dover essere replicato il giorno stesso della prima e meritò a Terenzio l'eccezionale onorario di ottomila sesterzi. Nella rappresentazione di venerdì sera un cast di attori giovani rappresentato da Fiorella Rubino, Luca Calvani, Caterina Misasi, Vittorio Viviani, Fabio Bussotti, Pietro Bontempo, Mario Toccafondi, Riccardo Bocci. Peppe Bisogno ha ricreato con i costumi e i movimenti un ambiente non proprio della Roma antica o ma di un paese italiano, con riferimenti tuttavia all'epoca in cui è stata scritta la commedia. Racconta di due fratelli: Fedria innamorato di una prostituta (Taide che fa pensare a una escort attuale) e Cherea che si innamora della giovanissima sorella di lei Panfila e per possederla si fingerà eunuco. Il fulcro della storia ha luogo quando uno spasimante di Taide, il soldato fanfarone Trasone, cercando di conquistarne i favori, le regalerà la bellissima schiava Panfila, una trovatella che era stata educata con Taide e poi venduta da uno zio avido e senza scrupoli. GAZZETTADELSUD Dora Anna Rocca |