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Quinta Bolgia, la Cassazione annulla senza rinvio ordinanza per associazione mafiosa

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Aggiornamenti provengono dalla Suprema Corte di Cassazione sulle posizioni di alcuni imputati coinvolti nell’ambito dell’operazione “Quinta bolgia” condotta dalla Guardia di finanza su presunti illeciti nella gestione del servizio di ambulanze dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Difatti al termine dell’udienza che si è svolta in data 27 marzo 2019, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, con riferimento al capo di imputazione afferente l’associazione per delinquere di stampo mafioso, l’ordinanza pronunciata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro lo scorso novembre 2018 a carico di Putrino Pietro e Putrino Diego (classe 1982);
annullando con rinvio al Tribunale del Riesame di Catanzaro in relazione alle esigenze cautelari su altro capo di imputazione, illecita concorrenza.
Entrambi i Putrino sono difesi dagli avvocati Francesco Gambardella e Massimiliano Carnovale.
Torna in libertà Pino Galati con annullamento senza rinvio del divieto di recarsi in Calabria, difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra.
Sempre nell’ambito dell’operazione “QUINTA BOLGIA” la Cassazione ha annullato senza rinvio, con riferimento al capo di imputazione afferente l’associazione per delinquere di stampo mafioso, per Di Spena Francesco, ordinandone l’immediata scarcerazione; annullando con rinvio al Tribunale del Riesame di Catanzaro in relazione alle esigenze cautelari su altro capo di imputazione.
La Corte ha altresì annullato senza rinvio, con riferimento al capo di imputazione afferente l’associazione per delinquere di stampo mafioso, l’ordinanza pronunciata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro a carico di Rocca SIlvio e Rocca Pietro; annullando con rinvio al Tribunale del Riesame di Catanzaro in relazione alle esigenze cautelari su altro capo di imputazione.
Entrambi i Rocca sono difesi dagli avvocati Renzo Andricciola e Salvatore Staiano.
Infine annullamento senza rinvio anche per Vincenzo Torcasio difeso dall’avvocato Antonio Larussa.

“Crolla quindi il teorema accusatorio – fa sapere lo studio legale Carnovale – e si incrina certamente la teoria circa il dualismo affaristico che vedeva coinvolte la cosca Iannazzo con la cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte alla base di presunti intrecci tra politica, burocrazia e criminalità organizzata sino a giungere al controllo dell’ospedale di Lamezia ad opera delle cosche per l’accaparramento dei funerali e il ruolo dei vertici Asp. Il Supremo consesso con tale ordinanza annulla sia l’ordinanza cautelare del G.i.p. del Tribunale di Catanzaro sia quella del Tribunale della libertà”.

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