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Reggina Calcio S.p.A, gdf sequestra beni per oltre 3 mln di euro ad amministratori protempore

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per complessivi euro 3.167.625,83, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, finalizzato a cautelare – al fine di poter soddisfare le pretese erariali – le disponibilità liquide e gli immobili di proprietà di Pasquale FOTI e Giuseppe RANIERI, rispettivamente, il primo presidente del Consiglio d’Amministrazione ed amministratore di fatto, il secondo amministratore unico pro-tempore della società calcistica Reggina Calcio S.p.A., dichiarata fallita in data 08.06.2016.

Tale provvedimento è stato emesso all’esito di un’articolata attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sapientemente coordinata e diretta dalla locale Procura della Repubblica, con la quale è stato accertato come i predetti soggetti, in concorso tra loro e con terzi, si siano resi responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (artt. 216, 217, 219 e 223 della legge fallimentare); di omesso versamento di IVA (art. 10ter D.Lgs. 74/2000); di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti (artt. 2 e 8 D.Lgs. 74/2000) nonché di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 c. 2 c.p.).

Più nel dettaglio, le indagini hanno evidenziato che i citati Pasquale FOTI e Giuseppe RANIERI, nella qualità sopra richiamate, hanno distratto ed occultato beni della società sportiva Reggina Calcio SpA:

a. appropriandosi nel periodo 2010/2015 di ritenute IRPEF operate e non versate per €. 740.861;
b. trattenendo e non versando l’Imposta sul Valore Aggiunto nell’anno fiscale 2009 per €. 846.201; nell’anno 2010 per €. 443.558; nell’anno 2011 per €. 1.237.594; nell’anno 2012 per €. 2.154.696; nell’anno 2013 per €. 1.853.969; nell’anno 2014 per €. 573.068;
b. distraendo la somma di €. 580.000 contabilizzata come “prestito socio”;
c. simulando il pagamento di operazioni inesistenti, con conseguente distrazione delle relative risorse sociali nel periodo 2006/2014 per complessivi €. 3.681.276,13;
d. falsificando, al fine di recare pregiudizio ai creditori e di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, i libri e le scritture contabili, tenendoli in maniera da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, iscrivendo a bilancio, ad esempio, tra le altre condotte illecite contestate:
− un credito verso il Comune per avvenute migliorie apportate allo Stadio Oreste Granillo per un importo di €. 2.991.565,34, mentre si accertava che non solo quel credito era inesistente, in quanto la maggior parte dei lavori e degli impegni contrattuali assunti non erano stati rispettati, ma che, all’esito delle reali compensazioni tra le parti, era il Comune di Reggio Calabria a vantare un credito nei confronti della fallita;
− il valore del marchio, indicandolo, ancora nell’esercizio 2015/2016, in piena cessazione delle attività sportive, in €. 6.540.100 al lordo dell’ammortamento, a fronte di un valore effettivo, a quell’epoca, non superiore ad €. 75.000;
e. procurando con operazioni dolose il fallimento della Reggina Calcio Spa, procedendo al sistematico finanziamento dell’attività d’impresa attraverso il mancato pagamento dei debiti erariali.
In virtù del citato provvedimento cautelare reale è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza il sequestro di 69 immobili, tra terreni e fabbricati, nonché di partecipazioni societarie in quattro imprese, oltre alle disponibilità finanziarie di qualsiasi tipo ad essi riconducibili per complessivi euro 3.167.625,83.

Il provvedimento cautelare reale in argomento è stato possibile alla luce di quanto stabilito dalla Legge n. 244/2007 (Finanziaria per il 2008), modificata dal D.Lgsn.158/2015, che ha introdotto, con l’art. 12-bis del D.Lgs. n. 74/2000, un efficace strumento di cautela delle ragioni dell’Erario, estendendo l’applicazione del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, anche ai reati fiscali e consentendo, di fatto, allo Stato di sequestrare e confiscare i beni dei quali il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente alle tasse non pagate.

L’attività condotta testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nella lotta ai fenomeni economici illeciti, tra i quali certamente vanno annoverati i reati fallimentari e fiscali, e la perfetta sinergia con l’Autorità Giudiziaria nell’intervenire in modo sempre più efficace ed incisivo nella repressione di tali forme di illiceità, privando i responsabili dei beni per valori corrispondenti alle imposte non versate all’Erario e così ristabilendo la normale concorrenza tra le imprese, tutelando il mercato in tutte le sue forme nonché i contribuenti onesti e rispettosi delle regole.

 

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