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Riace, arrestato il sindaco Lucano. Accuse e reazioni

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano detto Mimmo, è stato arrestato dalla Guardia di finanza e posto ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto é stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. 

Lucano ha dimostrato una “spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito”, nell’ammettere “pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni ‘di comodo'”. Lo afferma il procuratore di Locri Luigi D’Alessio, in una nota.
Al riguardo viene riportato un dialogo intercettato dalla Guardia di finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. “Lei – dice Lucano – ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l’unica strada percorribile, che lei si sposa! Io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo”.

Con l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Lucano viene disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna del sindaco di Riace, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati contestati al sindaco di Riace. L’operazione che ha portato all’arresto di Lucano é stata denominata “Xenia” ed é stata condotta dal Gruppo di Locri della Guardia di finanza.

La Procura della Repubblica di Locri, in una nota diramata alla stampa, parla, in relazione ai reati contestati a Lucano ed alla compagna, di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. La misura cautelare – si aggiunge – rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico”.

Con l’arresto, vacilla  il “mito” di un amministratore diventato famoso per il suo impegno in favore dei migranti, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride. L’impegno di Lucano in favore dei migranti gli diede enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana “Fortune” lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo. I “guai” per Lucano cominciarono quando la Prefettura di Reggio Calabria, lo scorso anno, dispose un’ispezione nel Comune di Riace dalla quale emersero una serie di irregolarità nell’utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. I risultati dell’ispezione fecero scattare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Locri da cui sono emersi gli illeciti che oggi hanno portato all’arresto di Lucano e della compagna, Tesfahun Lemlem.

R E A Z I O N I
Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, in un post di solidarietà a Mimmo Lucano su Facebook
“Mi preoccupa il provvedimento nei confronti del sindaco di Riace. Penso a Mimmo Lucano, uomo che ha avuto il coraggio di sperimentare un modello diverso di integrazione, e alle conseguenze che subirà un progetto di accoglienza conosciuto in tutto il mondo con cui un paese in via di spopolamento ha ripreso vita divenendo una comunità multiculturale unita e solidale. Non a caso un progetto avversato dal governo e da Salvini, che festeggia sui social come un ministro dell’Interno non dovrebbe mai fare. Da uomo di legge non commento gli atti prima di averli letti, ci sarà tempo per farlo”.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter  “Accidenti, chissà cosa diranno Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! #Riace”.

Saviano, passo verso stato autoritario  – “Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, da cui Mimmo saprà difendersi in ogni sua parte, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell’Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche”. Lo scrive Roberto Saviano su Facebook, in merito all’arresto del sindaco di Riace Domenico Lucano, sottolineando che “nelle azioni di Mimmo Lucano non c’è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile”.

Ruggero Pegna – “In un’area difficile della Calabria e del mondo, la sensibilità e l’umanità di un sindaco hanno costruito un esempio di straordinaria convivenza di etnie, fedi, culture, tradizioni, storie, colori, suoni, emozioni (e molto altro). La burocrazia più becera e una giustizia in cui, oramai, credono in pochi, hanno schiaffeggiato un simbolo di pace e, con lui, la Calabria più bella,  chi ancora crede nei valori e nella dignità di ogni uomo, oltre ogni barriera e diversità; chi crede che il mondo non abbia confini e ognuno sia libero di sperare in una vita migliore per sé e i propri figli, nel segno di una fratellanza universale. A Mimmo Lucano, stima e solidarietà.”

Paola Turtoro, Azione Identitaria Calabria – “Non si gioisce mai sulle altrui disgrazie né sulle tragedie umane ma quella riguardante il “Modello Riace” ricade in una tragedia annunciata, ed anche con lauto anticipo, e noi di Azione Identitaria ci preoccupammo di avvisare il signor Mimmo Lucano invitandolo, con l’invio del libro “Il Campo dei Santi”, a rivedere le sue convinzioni.
L’arresto di oggi è un ulteriore conferma del fallimento di tutta un’idea fortemente inculcata da sfruttatori prezzolati e fatta passare sotto forma umanitaria che nulla ha di umano se non il personale tornaconto economico.
Dove sono adesso i politici ferventi sostenitori del “Modello Riace”?
Si mettano adesso tutti la mano sulla coscienza gli ipocriti dell’accoglienza poiché inchieste come questa di oggi, Xenia, che segue alla Jhonny, ci saranno sempre e speriamo sempre piu’ numerose”.

Presidente della Regione Mario Oliverio: “Sono con Lucano” – “Non sono ovviamente a conoscenza dei dettagli dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Mimmo Lucano, tranne quello che trapela in queste ore sugli organi dì informazione a seguito del comunicato diffuso dagli inquirenti.
Sono però a conoscenza di chi sia Mimmo Lucano, della sua opera, della sua passione, del suo impegno indefesso per gli altri e soprattutto per i migranti.
Sono -ancora – perfettamente a conoscenza di quello che era Riace un tempo e di quello che Riace è oggi. Sono perfettamente a conoscenza che il modello di integrazione di Riace è un faro, un modello appunto, un simbolo di quello che dovrebbe essere -e invece non è- l’accoglienza nel nostro Paese.
Sono perfettamente a conoscenza che Mimmo Lucano è uomo di specchiata onestà e credibilità, che ha agito e agisce esclusivamente per gli altri e si batte per i diritti degli ultimi, dei poveri, di chi scappa dai loro paesi per guerre fame miseria. Di quelli che Mimmo chiama gli zeri. Per questi motivi sono dunque vicino a Mimmo Lucano e lo difenderò e lo aiuterò nella certezza che i tempi bui che stiamo vivendo troveranno alla fine un’uscita e che diritti dignità e libertà alla fine trionferanno. Mimmo Lucano non è solo e io sono con lui, oggi come ieri. Sono con lui perché lo ho conosciuto da vicino e so che è una persona onesta e semplice. Una persona che ha dedicato la sua vita per gli ‘ultimi della terra’.”

Mimmo Gianturco (FdI): “Operazione Xenia fotografa il fallimento del modello Riace e l’inaffidabilità politica di Mimmo Lucano” – “Il sistema dell’accoglienza incontrollata targato PD continua a fare acqua da tutte le parti e la vicenda odierna in cui è coinvolto il Sindaco di Riace, ne è la prova tangibile e fotografa chiaramente l’inaffidabilità politica di Mimmo Lucano e dei suoi sostenitori in primis il governatore Mario Oliverio”. Queste le dichiarazioni di Mimmo Gianturco, ex consigliere comunale di Lamezia Terme. “Con questo tipo di inchieste – prosegue – viene smascherato il business dell’immigrazione in virtù del quale ci si spinge addirittura al punto di trovare escamotage per aggirare le normative. Dunque, anziché aiutare gli Italiani e dare loro priorità, si preferisce fare cassa impegnando tempo e risorse sull’immigrazione, organizzando persino matrimoni combinati”. “Sfruttare le tematiche di “città accogliente” e “aiuto ai meno fortunati” per mascherare le gravi lacune amministrative riscontrate con l’operazione “Xenia”, fà del Sindaco Lucano il simbolo emblematico dell’ipocrisia che si cela dietro le politiche migratorie sinistroidi. Tutto ciò lo aveva già dimostrato l’inchiesta “Mafia Capitale” pertanto non c’è da stupirsi se il famigerato “modello Riace” pare abbia fallito. D’altro canto – continua – però c’è da dire che Lucano, a differenza di molti radical chic, si è quanto meno dimostrato coerente con le proprie idee a tal punto che per metterle in atto pare abbia violato la legge”. “Confido nell’operato della Magistratura – conclude Gianturco – affinché faccia luce su questa vicenda e si possa porre definitivamente fine all’era del business dell’immigrazione”.

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