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Arresto Pelle, Bova: «I boss vivono braccati e in isolamento: il crimine non paga»

«La cattura di Giuseppe Pelle è una notizia entusiasmante e che rinnova, ancor una volta, la grande fiducia che i calabresi ripongono in forze dell’ordine e magistratura per la lotta al crimine organizzato. La notizia dell’arresto conferma ancora una volta quanto siano elevate le capacità investigative delle Procure antimafia calabresi, più volte prese ad esempio nel resto del Paese e del mondo per la qualità e le competenze nella lotta alla ‘ndrangheta». È quanto dichiara l’on. Arturo Bova, Presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria.

«Non posso non evidenziare come, anche in questo caso, a colpire sia il contesto in cui avviene una cattura di tale importanze – sottolinea Bova -. Sarà per la retorica hollywoodiana che ormai ha instillato nella coscienza comune l’immagine patinata dei boss di mafia che vivono nel lusso, ma avere l’ennesima prova che chi è ritenuto al vertice di una famiglia di ‘ndrangheta sia costretto a vivere in isolamento, spesso in delle “tane” scavate sotto terra o in qualche intercapedine tra due pareti, restituisce finalmente la vera dimensione della criminalità organizzata: il potere criminale è fine a sé stesso, non porta a vivere nel lusso, ma a ridursi a vivere perennemente braccato e con il timore dello Stato. Il crimine non paga, è questo il messaggio che dobbiamo veicolare con forza soprattutto tra le nuove generazioni».

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