‘Ndrangheta, sequestrati beni per un milione di euro a Claudio Scardamaglia · LameziaClick

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‘Ndrangheta, sequestrati beni per un milione di euro a Claudio Scardamaglia

venerdì 20 ottobre 2017

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro sta eseguendo un provvedimento di sequestro emesso, ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. n. 159/11, dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Claudio SCARDAMAGLIA (cl. 72), genero di GIAMPA’ Pasquale, alias “tranganiello”, indiscusso capo della ‘ndrangheta lametina, ucciso in un agguato di chiaro stampo mafioso nel lontano settembre del 1992.

Il provvedimento di prevenzione è scaturito da un’articolata proposta del Procuratore Distrettuale di Catanzaro, Dott. Nicola GRATTERI, basata sugli ampi puntuali e complessi accertamenti delegati al personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, nell’ottica della sempre costante attenzione riservata al tema dell’aggressione di illecita provenienza.

Claudio SCARDAMAGLIA nel mese di maggio del 2015 è stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.U.P. del Tribunale di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione “Andromeda”, che ha interessato il potente clan IANNAZZO di Lamezia Terme, considerato ndrangheta imprenditoriale.

In particolare, l’odierno proposto è stato ritenuto responsabile, unitamente al noto pregiudicato Pietro IANNAZZO, di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un imprenditore impegnato nella realizzazione di un supermercato della catena “LIDL”.

Da ultimo, il G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, riconosciuto SCARDAMAGLIA Claudio colpevole dei reati ascrittigli, lo scorso febbraio lo ha condannato ad anni 11, mesi 4 di reclusione e al pagamento di una multa di 14.000,00 €.

Il Collegio della Prevenzione ha ravvisato in capo al proposto il profilo della pericolosità sociale qualificata, muovendo non solo dal concordante contributo dei diversi collaboratori di giustizia sentiti in merito, ma valorizzando le risultanze dell’indagine “Andromeda”, ove, tra l’altro, “…Il collegamento di Scardamaglia Claudio con il gruppo mafioso dei Iannazzo traspare in modo evidente e rilevante…”.

In effetti, “…, la posizione di Scardamaglia Claudio trova precisa collocazione in una vicenda e storsiva e di illecita concorrenza ai danni di una impresa che intendeva realizzare un supermercato, con marchio LIDL in località Savutano di Lamezia Terme, zona nella quale già sorgeva il centro Commerciale Agorà, appartenente a Scardamaglia. Ebbene, l’abbandono dell’iniziativa imprenditoriale della LIDL è avvenuto in conseguenza dell’intervento diretto operato da Iannazzo Pietro nei confronti dell’impresa chiamata alla realizzazione del fabbricato nel quale collocare il supermercato….”.

Significativamente, la pesante condanna inflitta allo SCARDAMAGLIA, sebbene in primo grado ad undici anni e quattro mesi di reclusione, ha il pregio di evidenziare “…come il rapporto con la consorteria Iannazzo, che già caratterizzava la condotta dello Scardamaglia e che da tale rapporto, conosciuto all’esterno, aveva ricevuto benefici indiretti consistenti nell’assicurare alle sue iniziative imprenditoriali sicurezza e tranquillità nella gestione, si evolve in una peculiare direzione, di intervento della consorteria per risolvere questioni che potevano evolvere in senso negativo per il soggetto che ricadeva sotto la protezione del gruppo. …”.

Conclusivamente, per verificare la ricorrenza dell’ulteriore presupposto necessario per procedere al sequestro dei beni rientranti nella di sponibilità del proposto, il Collegio ha sostanzialmente condiviso la ricostruzione offerta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro giungendo a ritenere “… che le disponibilità economiche che il proposto ha potuto utilizzare per l’acquisizione dei beni e la costituzione di società e di imprese individuali siano di diretta derivazione del collegamento che lo Scardamaglia, sin da epoca successiva alla uccisione del suocero Giampà Pasquale, ha instaurato con la famiglia Iannazzo e ha mantenuto e rafforza nel corso del tempo. …”.

Muovendo da queste premesse, il Collegio della Prevenzione ha disposto il sequestro di:

  • Ditta individuale SCARDAMAGLIA CLAUDIO (P.I. 03189160793), attiva in Lamezia Terme (CZ) nel comparto della costruzione di edifici residenziali e non residenziali;
  • Quota del capitale sociale pari al 40%, della C.S. RENT S.R.L. (C.F. 03065840799), operante in Lamezia Terme (CZ), dedita all’autonoleggio e al commercio di autoveicoli nuovi e usati;
  • Quota del capitale sociale pari al 40%, della D.C.C. S.R.L. (C.F. 02501480798), in scioglimento e liquidazione dal 07/01/2016, dedita alla lavorazione di prodotti alimentari;
  • Quota del capitale sociale pari all’1% della SCA.IM. SRL, in fallimento dal 09/07/2012 (C.F. 02648000798), dedita ai lavori di ristrutturazione e costruzione di edifici;
  • Quota del capitale sociale pari al 56%, della EUROPA 2000 S.R.L, in fallimento dal 10/07/2012 (C.F. 02053590796), dedita al commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e non alimentari;
  • Quota del capitale sociale pari all’1%, della ESPANSIONE EUROPA S.R.L., in fallimento dal 26/10/2015, (C.F. 02867970796), dedita al commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentare e non alimentare;
  • Quota del capitale sociale pari al 56% della CENTRO ELABORAZIONI AMMINISTRATIVE S.R.L., in scioglimento e liquidazione dal 30/12/2015, (C.F. 03168410797), dedita all’elaborazione dati;
  • Capitale sociale ed intero compendio aziendale della “ARCOBALENO IMMOBILIARE S.R.L”. (C.F. 03471150791), con sede in Lamezia Terme. La stessa detiene una quota di partecipazione, pari al 33,34% del capitale sociale, della BIB CONSULTING Srl (C.F. 03522050792), costituita il 20/09/2016 con sede in Lamezia Terme e dedita allo svolgimento di servizi volti al sostegno dell’impresa;
  • Nr. 2 beni immobili; Nr. 4 beni mobili registrati e svariati rapporti finanziari.

 

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