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Taverna, individuato autore incendio boschivo nel Parco della Sila

giovedì 13 luglio 2017

TAVERNA (CATANZARO) – La stazione carabinieri forestale di Taverna, in collaborazione con la stazione carabinieri di Taverna, a conclusione delle prime serrate attività di indagine sull’incendio boschivo, nel comune di Taverna in località Alli-Monachello, che ha interessato anche una vasta superficie all’interno del parco nazionale della Sila, e creato anche gravi problemi per la pubblica incolumità ha individuato il soggetto, tale P.R. di Taverna che, a causa dell’abbruciamento dei residui vegetali derivanti dall’attività agricola in un terreno adiacente al bosco, ha provocato l’incendio.

L’incendio, scoppiato intorno alle 16 dell’11 luglio, ed avvistato direttamente dalla stessa stazione di carabinieri forestale di Taverna, impegnata in quel momento in altro incendio, oltre che boschivo, è stato anche d’interfaccia e, da una prima sommaria stima ha percorso almeno 60 ettari di macchia mediterranea, in buona parte ricadenti all’interno del parco nazionale della Sila.

Le operazioni di spegnimento sono state effettuate dalle strutture regionali preposte, dai VV.F., sono stati impegnati anche mezzi aerei, e la stazione carabinieri forestali parco di Monaco.

Le attività di polizia giudiziaria, svolte direttamente dal comandante la stazione carabinieri forestale di Taverna M. llo Arcuri Enzo, sono state particolarmente serrate, e proseguite fin dalle prime luci dell’alba del 12 luglio, con l’incendio in corso, e in un contesto di elevati rischi per la pubblica incolumità tali da chiedere dagli stessi carabinieri forestali, l’emissione di una ordinanza di chiusura al traffico della strada provinciale Taverna-Ruggiolino.

Partendo dalla specifica conoscenza dei luoghi, dalle informazioni acquisite, è stato necessario percorrere un lungo sentiero per più di un chilometro, per individuare il terreno agricolo dove sono stato bruciati i residui vegetali che hanno causato l’incendio, e quindi eseguire i rilievi e gli accertamenti previsti dal protocollo, ed acquisire ulteriori prove.

L’attività svolta conferma che, azioni normalmente usuali e banali, e vietate nei periodi di grave rischio per gli incendi e pesantemente sanzionate sia penalmente che amministrativamente, possono essere la causa di enormi danni ambientali, economici e di costi per lo spegnimento.

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