Duplice omicidio a Lamezia nel 2000: eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere · LameziaClick

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Duplice omicidio a Lamezia nel 2000: eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere

lunedì 19 dicembre 2016

commissariato_lameziaLAMEZIA TERME (CATANZARO) – Nelle prime ore della mattinata, personale della Polizia di Stato ha notificato un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, emessa dal locale G.I.P. Distrettuale, a carico di:

1. Notarianni Aldo, nato a Nicastro (CZ), ora Lamezia Terme, di cinquantun anni;
2. Notarianni Giovanni detto “Gianluca”, nato a Lamezia Terme, quarantacinquenne;
3. Villella Antonio detto “Crozza”, nato a Lamezia Terme (CZ), classe 1976;
4. Torcasio Vincenzo, nato a Lamezia Terme (CZ) il 23.2.1980, di trentasei anni;
5. Gullo Pasquale, nato a Lamezia Terme (CZ) nel 1971;

Ritenuti tutti responsabili, in concorso tra loro, di duplice omicidio aggravato dalle modalità e dalle finalità mafiose ai sensi dell’art. 7 L. 203/91.

La misura custodiale, facendo proprie le istanze della Procura Distrettuale di Catanzaro, diretta dal Procuratore Capo Dr. Nicola Gratteri, certifica la responsabilità dei destinatari, esponenti di spicco dell’allora cosca unitaria della ‘ndrangheta lametina facente capo alle famiglie TORCASIO-CERRA-GIAMPÀ, nell’omicidio in pregiudizio di Izzo Pasquale, nato a Lamezia Terme (CZ) il 15.1.1957 e Molinaro Giovanni , nato a Lamezia Terme (CZ) il 7.7.1974, occasionale frequentatore del primo, occorso in Lamezia Terme il 6.12.2000.

Il provvedimento restrittivo applicato ai cinque esponenti mafiosi, sollecitato dal Proc.Agg. Dr. Giovanni Bombardieri e dal Sost. Proc. Dr. Elio Romano, mette a frutto le indagini condotte dalla locale Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, le cui evidenze hanno consentito di ricostruire il cruento fatto di sangue facendo piena luce sulle modalità di consumazione del delitto e sul contesto di ‘ndrangheta in cui si era realizzato.

L’attività d’indagine condotta dagli uomini della Questura di Catanzaro, concretizzatasi nel minuzioso raffronto tra le propalazioni dei collaboratori di giustizia Giampà Giuseppe, Torcasio Angelo, Giampà Pasquale, Catroppa Pasquale e Macrina Gioacchino Marco e nell’individuazione di una molteplicità di riscontri al loro narrato, ha permesso di delineare un solido quadro probatorio utile alle contestazioni di cui all’odierno provvedimento cautelare.

E’ stato così accertato che Torcasio Nino e Giampà Pasquale inteso “Boccaccio”, capi della cosca di ‘ndrangheta CERRA-TORCASIO-GIAMPÀ di Lamezia Terme – unitaria prima dell’intervenuta scissione fra i TORCASIO ed i GIAMPÀ – al fine di vendicare l’assassinio di Torcasio Giovanni cl. 64, rimasto ucciso nel cruento scontro passato alle cronache come prima guerra di mafia di Lamezia Terme, dopo aver effettuato vari incontri con gli affiliati più rappresentativi della cosca, tra i quali Notarianni Aldo, Giampà Giuseppe, Notarianni Giovanni, Villella Antonio, Gullo Pasquale e Torcasio Vincenzo, decretarono l’omicidio di Izzo Pasquale, ritenuto affiliato all’avversa cosca IANNAZZO, dando mandato per l’esecuzione a Notarianni Aldo, Giampà Maurizio, Giampà Giuseppe, Villella Antonio e Notarianni Giovanni detto “Gianluca”.
In particolare, Notarianni Aldo – materiale esecutore – e il defunto Giampà Maurizio – conducente dell’autovettura utilizzata dal commando – intorno alle 20,00 del 6 Dicembre del 2000, dopo aver ricevuto l’arma da Giampà Giuseppe e l’autovettura da Villella Antonio, raggiungevano un bar in via del Progresso a Lamezia, assai frequentato a quell’ora, ove era stata segnalata la presenza di izzo Pasquale; entrato all’interno del locale, Notarianni Aldo, esplodeva quattro colpi di revolver cal. 380 all’indirizzo della vittima predestinata ed uno contro Molinaro Giovanni, che in quel momento si trovava insieme al primo, uccidendo entrambi; i due killer raggiungevano, subito dopo, il luogo designato per lo “scambio di macchina” ove venivano prelevati da Notarianni Giovanni detto “Gianluca”, che dopo aver incendiato il veicolo utilizzato, li scortava lontano dal luogo del delitto.
Gullo Pasquale è stato rintracciato presso la sua abitazione lametina mentre agli altri indagati il provvedimento restrittivo è stato notificato presso la Case Circondariali dove già si trovavano detenuti per associazione mafiosa e, per quanto riguarda NOTARIANNI Aldo, anche per un altro omicidio.

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